ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Baku, dove è il jazz è di casa

Lettura in corso:

Baku, dove è il jazz è di casa

Baku, dove è il jazz è di casa
Dimensioni di testo Aa Aa

Il jazz torna a invadere Baku, in Azerbaigian: dal 14 al 28 ottobre è di scena il Baku Jazz Festival. Tra una jam session e un concerto, il nostro inviato Wolfgang Spindler ha incontrato molti artisti d'eccezione.

Publiée par Baku Jazz Festival sur Dimanche 30 septembre 2018

Un duo brillante è quello composto da Leonid Ptashka al piano e Gasan Bagirov alla chitarra. Ptashka è nato a Baku e vive in Israele. Ha una formazione classica. Polistrumentista, Bagirov arriva da San Pietroburgo. Ogni tanto suonano insieme, con l’obbiettivo di intrattenere il pubblico.

"Non voglio assolutamente che qualcuno del pubblico vada a casa e si chieda cosa volevano dire con il loro set Ptashka o Bagirov, no. Voglio solo che vadano a casa e siano felici, e domattina, quando tornano al lavoro pensino: È stato un concerto fantastico, abbiamo una buona energia. Voglio che ci sia un lieto fine, e basta", spiega Leonid Ptashka.

Omar Lye-Fook invecearriva da Londra. Nel 1991 ha raggiunto il successo con la sua hit «There's Nothing Like This », che gli è valsa l’ammirazione di Stevie Wonder. È sempre alla ricerca di nuova ispirazione.

"Mi annoio a fare sempre le stesse cose", spiega. "Mi piace sperimentare, fare cose nuove, andare controcorrente anche, perché ci sono molte cose uguali, la stessa musica, persone che cercano di suonare come altre persone. Io ho sempre voluto suonare come me stesso", racconta.

Omar Lye-Fook ha cominciato a suonare dalla prima infanzia. Suo padre era un musicista turnista negli anni sessanta e settanta, suonava con i Rolling Stones e si è esibito con Jimi Hendrix.

Lye-Fook ha debuttato con il soul/jazz negli anni Ottanta. Oggi, si ispira a molti generi musicali come soul-funk, hip-hop, suoni caraibici e anche musica zouk dalla Guadalupa per creare il suo sound.

La giovane cantante azera Natavan Quliyeva è stata selezionata per partecipare alla competizione musicale internazionale del Baku Jazz Festival. Composto da molte categorie, il concorso ha l’obiettivo di scovare nuovi talenti.

"Mi piaceva cantare sul palco, è la cosa che amo di piu fare. L’ho sempre sognato dalla mia infanzia, ed eccomi qui", racconta emozionata.

Tra i membri della giuria, il direttore artistico del festival, Rain Sultanov, che è un eccellente sassofonista, e Vadim Aadim Abramov, musicista di Baku che vive in Germania. Ci hanno spiegato cosa è fondamentale per un musicista jazz per suonare bene sul palco.

"L’improvvisazione e l’attitudine all’improvvisazione sono molto importanti", secondo Rain Sultanov.

"Ovviamente il carisma è molto importante, ma anche ogni musicista deve capire le sue possibilità musicali e trovare con attenzione il repertorio che è adatto per lui. Ovviamente, deve poi avere una professionalità", aggiunge Abramov.

I momenti più interessanti di questo festival sono sempre le jam session, dopo i principali concerti, quando i diversi musicisti che si incontrano durante il festival improvvisano insieme.

In Azerbaigian si suona il jazz dall’inizio del ventesimo secolo. Durante l’epoca sovietica, Baku era una delle tre città note per il jazz, insieme a San Pietroburgo e Riga.

"L’Azerbaigian ha una tradizione molto lunga e una storia ricca di jazz. Posso quindi dire che Baku è l’epicentro della musica jazz in zona, è il luogo dove il jazz si sviluppa", spiega l'organizzatrice Leyla Efendiyeva.

"Circa 20 concerti con musicisti da tutto il mondo, jam session, workshop, master class e competizioni di musica internazionale per giovani talenti. Questo festival esplora tutti i colori e gli aspetti del jazz", è il commento di Wolfgang Spindler.

Altro da Cult