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Le tensioni Francia-Iran mettono a rischio l'accordo sul nucleare?

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Le tensioni Francia-Iran mettono a rischio l'accordo sul nucleare?

Le tensioni Francia-Iran mettono a rischio l'accordo sul nucleare?
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REUTERS/Philippe Wojazer/Alessandro Bianchi/File Photos
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La Francia ha accusato l'Iran di essere la mente dietro il tentato attacco terroristico che avrebbe dovuto colpire un evento organizzato lo scorso 30 giugno da un gruppo di opposizione iraniano in esilio a Parigi, i Mojahedin del Popolo Iraniano (Mujahedeen-e-Khalq, più noto con la sigla Mek), a lungo inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche dagli Stati Uniti e in Europa.

Il Mek è un'organizzazione politica tra le più attive nell'opposizione al regime che ha preso il potere in Iran dopo la rivoluzione del 1979.

Il governo francese ha puntato il dito contro Saeid Hashemi Moghadam, ministro dell'intelligence iraniana. Teheran ha negato ogni coinvolgimento e liquidato la questione come un "malinteso". Tutto questo succede mentre l'Iran confida nell'Europa per salvare l'accordo sul nucleare del 2015 dopo la retromarcia degli Stati Uniti.

Accuse francesi e risposta dell'Iran

Martedì la Francia ha congelato beni appartenenti agli uomini dei servizi segreti di Teheran e ad altri due iraniani: Assadollah Asadi, un diplomatico arrestato per il presunto complotto, e Saeid Hashemi Moghadam, che secondo i media francesi sarebbe una figura di spicco dell'intelligence iraniana.

Una fonte diplomatica francese citata da Reuters sostiene che "non ci sono dubbi" sul loro coinvolgimento. "Questo atto estremamente serio, pianificato sul nostro territorio, non poteva restare senza risposta", hanno scritto in una nota congiunta i ministeri dell'Interno, degli Esteri e dell'Economia francese.

Teheran da parte sua ha negato ogni coinvolgimento. Il portavoce del ministero degli Esteri Bahram Qasemi ha condannato l'arresto del diplomatico e ha chiesto il suo rilascio. Più tardi però ha corretto il tiro in un'intervista all'Afp, parlando di un "malinteso' e sostenendo di essere pronto al dialogo col governo francese.

Sempre martedì, la polizia francese ha fatto irruzione in un centro musulmano sciita a Dunkerque, nel nord della Francia, e ha effettuato diversi arresti. Le autorità hanno detto che si trattava di un'operazione antiterrorismo, ma non è chiaro se ci sia un collegamento con il presunto complotto.

Come è stato sventato il presunto complotto?

Il 30 giugno, giorno della manifestazione a Parigi, una coppia di coniugi belgo-iranianiana è stata arrestata in un sobborgo di Bruxelles con l'accusa di volere fare esplodere una bomba durante l'evento. Le autorità belghe hanno detto che nella loro auto sono stati trovati esplosivi e un detonatore.

Sono seguiti altri arresti in diversi paesi europei: Francia, Belgio, Belgio, Austria, Germania e Lussemburgo. Un presunto complice è stato arrestato a Parigi, mentre Assadolah Assadi, un diplomatico iraniano residente a Vienna, è stato fermato in Germania: accusato di aver ordinato l'attacco, è stato privato del suo status diplomatico e ora rischia l'estradizione in Belgio.

In che modo la vicenda potrebbe influenzare l'accordo sul nucleare?

L'Iran e i paesi europei stanno cercando di salvare l'accordo del 2015 e di fare fronte comune contro le nuove sanzioni americane dopo che Donald Trump ha annunciato la marcia indietro degli Stati Uniti dall'accordo.

Trump accusa l'Iran di essere un regime canaglia. Agendo contro Teheran per il presunto attentato, la Francia lascia intendere che l'Iran agisca impunemente, violando le norme internazionali.

Per molti la risposta francese al presunto complotto iraniano non è stata una sorpresa. Secondo alcuni medie i presidenti Macron e Rouhani ne avevano discusso a margine della riunione dell'Onu della scorsa settimana, e la Francia aveva avvertito Teheran di aspettarsi una risposta forte.

Un memorandum del ministero degli Esteri francese in agosto aveva avvertito i diplomatici di non recarsi in Iran.

Nonostante le tensioni tra Parigi e Teheran, la Francia resta uno dei più forti sostenitori dell'accordo sul nucleare iraniano, quindi è probabile che la volontà politica di salvarlo rimanga intatta.

L'Iran è alla prese con gravi problemi economici e la Francia - così come altri paesi europei - ritiene che l'accordo sia vitale per evitare un ulteriore deterioramento delle relazioni dell'Iran con l'Occidente.