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Guy Verhofstadt a Theresa May: l'Ue non discrimina

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Guy Verhofstadt a Theresa May: l'Ue non discrimina

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L’unione Europea non abbandonerà i suoi principi per salvare il partito di Theresa May. È duro il discorso in aula a Strasburgo di Guy Verhofstadt, responsabile per i negoziati Brexit del Parlamento Europeo.

Il riferimento è al nuovo sistema annunciato giorni fa dal governo conservatore britannico per equiparare dal 2021, dopo la Brexit e dopo il periodo di transizione, i migranti dai Paesi Ue a quelli del resto del mondo riservando visti facilitati solo a lavoratori qualificati "senza distinguere da dove provengano".

"Per quanto riguarda il sistema migratorio, non accetteremo mai discriminazioni basate su competenze e nazionalità. Non mineremo mai, mai i principi dell’Unione, il progetto dell’Unione per salvare un partito politico nel Regno Unito che non è neanche capace di trovare una linea comune su come uscire dal caos della Brexit", ha scandito Verhofstadt davanti ai colleghi.

Un' altra polemica si è accesa sulle parole del ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt, che ha paragonato l'Unione Europea all'Unione Sovietica.

"Voglio solo citare l’ex ministro degli Esteri della Polonia, Radosław Sikorski, che ha detto per favore mister Hunt, ci mostri i gulag, per favore ci mostri i soldati dell’Unione Sovietica nel vostro Paese, per favore ci mostri il sistema della Stasi nel vostro Paese. Quindi Sikorski ha ragione, Mr. Hunt lei dovrebbe chiedere scusa per quello che ha detto", ha detto Manfred Weber, leader del Ppe.