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La strategia di Erdogan

La strategia di Erdogan
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Un’operazione senza precedenti quella lanciata in Siria dall’esercito turco.

L’obiettivo dichiarato: riprendere Jarablus, la città in mano ai jihadisti dell’Isil.

https://www.google.fr/maps/place/Jarabulus,+Syrie/@36.8129665,37.856363,11z/data=!4m5!3m4!1s0×153175b3c1b59747:0×207e6b6367c1199a!8m2!3d36.8189943!4d38.0075815

Ma cacciare l’organizzazione terrorista dalla cittadina alla frontiera con la Turchia non era il solo fine dell’operazione:

Recep Tayyip Erdogan, presidente turco:

“Questa mattina il nostro esercito ha lanciato un’operazione contro Daesh e i membri del Partito dell’Unione democratica curda nel nord della Siria, forze che minacciano il nostro Paese e la nostra sicurezza”.

Dopo essere stata accusata di compiacenza nei confronti dell’Isil, Ankara adesso dichiara che il suo obiettivo è sradicare lo Stato islamico in Siria, non nasconde tuttavia di voler bloccare l’avanzata dei curdi siriani.

Nurşin Ateşoğlu Güney, Università di Yildiz Technical:

“La Turchia sta cercando di sostenere in ogni modo il Libero esercito siriano, le forze moderate che dovrebbero rimpossessarsi di Jarablus cacciando Daesh prima che lo facciano i curdi del Partito dellUnione democratica curda. Questo è in realtà il vero obiettivo della Turchia”.

Lo scorso 12 agosto i curdi siriani liberarono la cittadina di Minbej, l’avanzata delle forze curde verso Jarablus era a questo punto una semplice questione di tempo.
Da qui l’offensiva lanciata da Ankara questo mercoledì.

Il timore della Turchia è quello che le milizie curde siriane, che accusa di essere affiliate agli autonomisti curdi turchi del Pkk, possano saldare i loro territori nel nord della Siria arrivando a controllare centinaia di chilometri lungo la frontiera turca.

In nome dell’integrità territoriale siriana, ma soprattutto in nome dell’integrità territoriale turca Erdogan porta la guerra oltre confine. E cerca alleati.
In questo scenario si inserisce l’incontro, tenutosi questo martedi, tra Erdogan e il presidente del Kurdistan iracheno Massoud Barzani.

E mentre la distanza con gli Stati Uniti (che non vogliono estradare Fethullah Gülen) si allarga, la Turchia cerca una nuova dimensione, anche sul piano diplomatico: sembra prendere piede nella regione una triplice allenza tra Turchia, Russia e Iran la cui priorità, al momento, è risolvere il conflitto siriano.

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