Vaccino Covid, cittadino tedesco assume 217 dosi in 29 mesi: nessun effetto collaterale

Un iniezione di vaccino Covid
Un iniezione di vaccino Covid Diritti d'autore Michael Probst/Copyright 2021 The AP. All rights reserved
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Di euronews
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Un cittadino tedesco ha assunto autonomamente 217 dosi di vaccino Covid in 29 mesi. L'università di Erlangen-Nuremberg, che ha condotto test scientifici sul sangue e la saliva dell'uomo, non ha riscontrato effetti collaterali per la salute

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Un cittadino tedesco di 62 anni ha suscitato l'attenzione della comunità scientifica internazionale per essersi sottoposto a ben 217 dosi di vaccino contro il Covid-19 nell'arco di 29 mesi, in aperta violazione delle raccomandazioni mediche. Il singolare caso è stato documentato dalla rivista scientifica The lancet infectious diseases e successivamente riportato dalla Bbc. Il paziente ha acquistato le dosi autonomamente, somministrandosele a casa.

I ricercatori dell'Università di Erlangen-Norimberga hanno analizzato dettagliatamente questo eccezionale caso, rivelando che l'uomo non ha riportato alcun effetto collaterale rilevante. Il dottor Kilian Schober, del dipartimento di Microbiologia, ha dichiarato: "Abbiamo appreso del suo caso tramite articoli di giornale e lo abbiamo contattato, invitandolo a sottoporsi a vari test. Era molto interessato a farlo".

Il paziente ha fornito campioni di sangue fresco e saliva, oltre a mettere a disposizione campioni di sangue congelato conservati negli anni precedenti. Durante lo studio, su insistenza del paziente stesso, è stata somministrata un'ulteriore dose di vaccino. I medici hanno usato i campioni per analizzare la risposta del sistema immunitario alle dosi ripetute di vaccino.

La Risposta del Sistema Immunitario ai vaccini mRna

I vaccini a base di acido ribonucleico messaggero (mRNA) trasmettono alle cellule del corpo una porzione di codice genetico del virus, istruendo il sistema immunitario su come combattere il Covid-19 in caso di infezione. 

Il dottor Schober, preoccupato per un'eventuale iperstimolazione del sistema immunitario, ha temuto che dosi ripetute potessero affaticare alcune cellule. Tuttavia l'esame del 62enne non ha rilevato prove di tale affaticamento né segni di infezione da Covid-19. 

I ricercatori hanno sottolineato che "non approvano l'ipervaccinazione come strategia per migliorare l'immunità adattativa". I risultati dello studio, pur essendo dettagliati, non sono sufficienti per trarre conclusioni generali né formulare raccomandazioni per il pubblico. 

Tre iniezioni restano la dose consigliata contro il Covid

Sul sito web dell'università si legge: "Non c'è alcuna indicazione che siano necessari altri vaccini". L'approccio privilegiato rimane la vaccinazione a tre dosi, con eventuali dosi supplementari regolari per i gruppi vulnerabili. 

L'Nhs (Servizio sanitario nazionale britannico) sottolinea che i vaccini Covid sono somministrati stagionalmente, ma alcune persone con un sistema immunitario fortemente compromesso potrebbero richiedere una protezione aggiuntiva in altri momenti.

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