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Perché l'Europa sta valutando la possibiltà di spostare i data center nello spazio?

L'Europa sta valutando la possibilità di inviare i data center nello spazio per garantire la sovranità dei dati e l'efficienza energetica.
L'Europa sta valutando la possibilità di inviare i data center nello spazio per garantire la sovranità dei dati e l'efficienza energetica. Diritti d'autore Thales Alenia Space
Diritti d'autore Thales Alenia Space
Di Pascale Davies
Pubblicato il
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Con il boom dell'intelligenza artificiale la richiesta di centri dati ha subito un'impennata. Però occupano spazio e conumano tanta energia: inviarli in orbita potrebbe risolvere questi problemi

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Da quando l'utilizzo dell'intelligenza artificiale generativa (IA) è diventato comune la domanda di data center è aumentata vertiginosamente. Tra i problemi principali legati a questa esigenza ci sono la scarsità di spazio disponibile e l'elevata domanda di energia: per questo motivo l'Europa sta valutando la possibilità di inviare i data center nello spazio per contribuire alla realizzazione degli obiettivi di neutralità carbonica del Green Deal entro il 2050.

Un recente studio di Thales Alenia Space ha dimostrato che è tecnicamente, ambientalmente ed economicamente fattibile lanciare i data center in orbita in modo da consumare meno energia. "Oggi possiamo dire che i risultati sono molto incoraggianti - ha dichiarato a Euronews Damien Dumestier, responsabile dello studio -. Abbiamo trovato una soluzione tecnicamente fattibile, economicamente sensata e con un'impronta di carbonio meno impattante di quella terrestre".

Lo studio, coordinato da Thales Alenia Space per conto della Commissione europea, ha richiesto 16 mesi di lavoro ed è costato 2 milioni di euro.

Accaparramento del territorio

I data center sono le strutture fisiche che ospitano i sistemi informatici di un'organizzazione e alti volumi di dati, che possono essere recuperati in qualsiasi parte del mondo. Il loro funzionamento richiede molta energia.

Secondo le stime dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE) entro il 2026 i data center potrebbero consumare un totale di 1.000 terawattora all'anno, una cifra che equivale all'incirca al consumo di elettricità del Giappone. L'idea alla base del centro dati spaziale è che venga alimentato dall'energia solare.

Lo studio ha rilevato che è possibile lanciare in orbita i data center in modo meno dispendioso dal punto di vista energetico.
Lo studio ha rilevato che è possibile lanciare in orbita i data center in modo meno dispendioso dal punto di vista energetico.Thales Alenia Space

Dumestier ha sottolineato che un progetto così ambizioso probabilmente non sarebbe pronto prima del 2036. "C'è un piccolo gruppo di acquirenti molto potenti e affamati di spazi per i data center, con tasche profonde", ha dichiarato a Euronews Next Kevin Restivo, responsabile della ricerca sui data center europei per la società di consulenza immobiliare Cbre. Questi acquirenti sono le grandi aziende tecnologiche come Microsoft, Amazon Web Services e Google, note come "hyperscaler".

Restivo sostiene che nella maggior parte dei mercati metropolitani europei ci sono carenze di energia elettrica e che è sempre più difficile trovare o assicurarsi un terreno adeguato con accesso a un'alimentazione sufficiente. "Di conseguenza assisteremo alla costruzione di data center in parti dei Paesi europei che non ne hanno mai avuti prima", ha detto Restivo, facendo riferimento all'acquisto da parte di Microsoft di un terreno nello Yorkshire, nel nord dell'Inghilterra.

Un'idea frutto dell'immaginazione

Secondo Restivo la possibiltà di inviare dei data center ancora più lontano nello spazio, al momento, è più una fantasia che una realtà. "Credo però che la ricerca sui data center nello spazio o sui data center sott'acqua sia un'impresa meritevole - ha dichiarato -. Testare i parametri di sviluppo dei data center è fondamentale per la crescita del settore".

Questi sviluppi potrebbero includere metodi di alimentazione diversi dal collegamento alla rete elettrica o la possibilità di funzionare i data center in modo autonomo con un intervento minimo. I vantaggi della ricerca sui data center spaziali possono anche accelerare lo sviluppo di altre tecnologie spaziali, come la robotica o i vettori.

Secondo lo studio, per essere efficienti dal punto di vista energetico, i centri dati spaziali avrebbero bisogno di un nuovo tipo di lanciatore che produca 10 volte meno emissioni. I centri dati dovrebbero inoltre rimanere in orbita con il carburante dei razzi, quindi potrebbe essere necessario trovare un'alternativa.

Dumestier ha detto di essere in trattativa con il gruppo francese Ariane e con un'azienda spaziale tedesca. Entrambe hanno sottolineato che produrre un lanciatore più ecologico al momento non è fattibile, ma tra qualche anno potrebbe esserlo. Un'altra questione è quella di garantire che i centri dati spaziali non vadano ad aggiungersi ai satelliti defunti e dimenticati in orbita, la cossiddetta "spazzatura spaziale".

I centri dati orbiterebbero a un'altitudine di circa 1.400 chilometri, superiore a quella dei satelliti spaziali, ma per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità è necessario garantire che i centri dati spaziali abbiano una lunga durata di vita e che i materiali siano riutilizzabili.

Secondo Dumestier i data center spaziali potrebbero "restituire la sovranità dei dati agli europei e dare all'Europa un'opportunità per diventare leader nel settore spaziale. In termini di benefici, si tratta di un grande mercato accessibile che aprirà nuove porte per altre applicazioni".

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