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La foresta pluviale della Georgia, un patrimonio da conservare

Di Monica Pinna
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La foresta pluviale della Georgia, un patrimonio da conservare
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L'ecoturismo può aiutare a proteggere l'ambiente dando impulso all'economia di un paese? Lo scopriamo visitando alcuni degli eccezionali siti naturali della Georgia.

Un ecosistema antichissimo

Sembra l'Amazzonia, invece siamo in Europa. In Georgia, per la precisione, in mezzo a una foresta pluviale molto particolare. L'Unesco l'ha recentemente aggiunta alla sua lista del Patrimonio mondiale dell'umanità. Vedremo in che modo qui proteggere la biodiversità si sia rivelata una strategia vincente sia per l'ambiente che per l'economia.

Il parco nazionale di Kolkheti si trova sulla costa orientale del mar Nero. Gli ecosistemi colchici di questa zona hanno cominciato a svilupparsi 20 milioni d'anni fa. La Georgia protegge da decenni queste regioni fragili e ora l'Unesco le ha riconosciute a livello internazionale.

Tamar Khakhishvili dell'Agenzia delle aree protette della Georgia, conferma: "Gli alberi della foresta pluviale colchica sono antichissimi. Sono sopravvissuti all'era glaciale, e crescono rigogliosi dal periodo terziario. Qui vivono molte specie rarissime, specie endemiche uniche".

Un lago capovolto

Questo è l'unico luogo in cui convivono antiche foreste pluviali e zone umide più recenti. Le paludi di Ispani Mire sono l'esempio perfetto. Qui indossare racchette è l'unico modo in cui è possibile spostarsi e anche l'unica maniera per camminare proteggendo allo stesso tempo il muschio bianco che ricopre il terreno. Queste paludi colchiche hanno una composizione unica. Sono costituite d'acqua fino all'80 per cento. Ce le descrive Izolda Matchutadze, scienziata dell'Università statale di Rustaveli: "Immaginate un lago capovolto profondo cinque metri e ricoperto da una coltre di questo muschio di sfagno. Quando ci camminiamo sopra, vibra come un trampolino".

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Le racchette sono l'unico modo per spostarsi su queste paludiEuronews

Conservare la biodiversità e sviluppare l'economia locale

La Georgia si aspetta che il riconoscimento internazionale di queste aree, giunto con l'Unesco, possa attrarre fondi. L’intenzione è di utilizzarli per la conservazione della biodiversità, e non solo, spiega Khakhishvili: “Una volta che avremo i fondi per lo sviluppo delle aree protette, li reinvestiremo nello sviluppo sociale ed economico delle aree rurali. E le famiglie del posto riceveranno aiuti da parte nostra per lanciarsi negli affari, affittando case ai visitatori per esempio".

Tre dei quattro nuovi siti della Georgia dichiarati Patrimonio mondiale dell'umanità si trovano nella regione autonoma dell'Agiara. Il capoluogo Batumi, è in sé una destinazione da visitare tutto l'anno. Per il presidente del governo della Repubblica autonoma dell'Agiara, Tornike Rijvadze, "Questa decisione offre un'opportunità unica al nostro turismo di diversificarsi ancora di più e alla nostra regione di attirare più turisti. Darà una nuova dinamica alla nostra economia".

Vicino a Batumi, il parco nazionale di Kintrishi si prepara ad accogliere visitatori. Al momento il luogo è intatto al punto che non ci sono nemmeno sentieri, ma Tinatin Zoidze dell'Agenzia del turismo di Batumi, ci rassicura: "Abbiamo già cominciato a costruire sentieri verso il lago e anche a organizzare rifugi per gli amanti della natura".

La Georgia intende aumentare il numero di aree protette aprendo questi ecosistemi unici a un turismo sostenibile.