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Meloni "sorpassa" Macron al Parlamento europeo: Ecr ha 83 seggi

Il Presidente francese Emmanuel Macron, a sinistra, viene accolto dal Primo Ministro italiano Giorgia Meloni durante il vertice dei leader mondiali del G7 a Borgo Egnazia, giovedì 13 giugno 2024.
Il Presidente francese Emmanuel Macron, a sinistra, viene accolto dal Primo Ministro italiano Giorgia Meloni durante il vertice dei leader mondiali del G7 a Borgo Egnazia, giovedì 13 giugno 2024. Diritti d'autore Luca Bruno/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Luca Bruno/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Di Vincenzo Genovese
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Il gruppo dei Conservatori e riformisti europei ha ora più eurodeputati dei liberali di Renew Europe. Ma la sfida per il terzo posto al Parlamento europeo, dopo popolari e socialisti, non è finita

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Ecr ha appena accolto cinque nuovi membri dell'Alleanza per l'Unione dei Romeni, partito di destra radicale basato su quattro punti cardine: famiglia, nazione, fede e libertà e che aspira a riunire la Romania con la Moldova.

La conta dei seggi per il terzo posto

Con quest'ultimo ingresso, che vale il sorpasso sui liberali, gli eurodeputati del gruppo salgono a 83, una decina dei quali provenienti da partiti entrati per la prima volta all'Eurocamera. I Conservatori e riformistii europei potrebbero crescere ancora, spiega a Euronews il loro co-presidente, Nicola Procaccini, eurodeputato di Fratelli d'Italia.

"Stiamo dialogando con altri partiti, non posso dire quali, ma siamo ottimisti". l prossimi ad aggiungersi potrebbero essere i sei deputati del partito di destra radicale Konfederacja, mentre la porta sembra chiusa per gli ungheresi di Fidesz, dato che ogni nuovo partito aderente a Ecr deve firmare una dichiarazione di sostegno all'Ucraina contro l'invasione russa e che le posizioni nazionaliste di Aur sono considerate anti-ungheresi da Fidesz.

"Sono ottimista perche i numeri nel Parlamento europeo sono a favore delle posizioni di centro-destra"
Nicola Procaccini
Co-presidente del gruppo Conservatori e riformisti europei

"Non condivideremo mai un gruppo con un simile partito: su questo non negoziamo", ha scrittoMáté Kocsis, capogruppo parlamentare di Fidesz.

Intanto Renew Europe ha accolto un nuovo deputato, Yvan Verougstraete del partito belga francofono Les Engagés, che è a sua volta entrato nel Partito democratico europeo, uno dei componenti della famiglia liberale, abbandonando i popolari.

La presidente di Renew Europe, Valérie Hayer, ha dichiarato ai giornalisti che il gruppo si sta muovendo per includere nuovi membri e Sandro Gozi - come Hayer uno dei candidati capolista di Renew Europe alle elezioni europee - sostiene che la "maratona" per il terzo posto è appena iniziata.

In termini pratici, i liberali aspirano a includere soprattutto i cinque deputati del partito paneuropeo Volt, tre eletti in Germania e due nei Paesi Bassi. Ma a decidere se aderire o meno al gruppo saranno i circa 24mila iscritti del partito, che voteranno nei prossimi giorni la destinazione dei propri europarlamentari, scegliendo fra Renew e il gruppo Verdi/Ale.

I liberali non espelleranno la delegazione di quattro eurodeputati del partito olandese Vvd, quello dell'ex primo ministro Mark Rutte, nonostante la sua partecipazione a un governo con la destra radicale del Partito per la libertà non sia stata apprezzata dai suoi alleati europei.

Ma hanno dovuto registre l'abbandono della delegazione ceca del partito ANO 2011, guidato dall'ex primo ministro Andrei Babish: sette deputati in meno, che portano il numero totale del gruppo a 74, nove seggi in meno di Ecr.

Il peso dei gruppi politici nell'Unione europea

Al di là dell'aritmetica parlamentare, che conta soprattutto per la distribuzione dei posti da presidente delle commissioni dell'Eurocamera, le dimensioni dei gruppi parlamentari hanno un peso politico rilevante, ma circoscritto.

Secondo fonti europee, la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha espresso esasperazione durante l'ultimo vertice informale dei capi di Stato e di governo per l'esclusione dei rappresentanti di Ecr dai cosiddetti "top jobs", le posizioni di vertice delle istituzioni dell'Ue, tradizionalmente assegnati ai candidati che rappresentano i gruppi politici più forti dopo le elezioni europee.

Ma come spiega a Euronews Sandro Gozi, essere il terzo o il quarto gruppo all'Europarlamento non conta nulla nell'assegnazione di questi incarichi. Ecr non sarà incluso nella distribuzione, semplicemente perché non fa parte della maggioranza che si sta formando al Parlamento fra Partito popolare europeo, Socialisti e democratici e Renew Europe.

"I posti di vertice si baseranno su questa alleanza, e non su altri gruppi che non appartengono a questa alleanza". La corsa per il terzo posto al Parlamento europeo rischia di assegnare una medaglia soltanto simbolica.

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