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Elezioni europee 2024: quali sono i possibili scenari

La candidata principale alla Commissione europea, l'attuale Presidente dell'organismo esecutivo di Bruxelles Ursula von der Leyen
La candidata principale alla Commissione europea, l'attuale Presidente dell'organismo esecutivo di Bruxelles Ursula von der Leyen Diritti d'autore Harry Nakos/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Harry Nakos/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Di Mared Gwyn Jones
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

I partiti di centrosinistra hanno la maggioranza, nonostante gli elettori si siano spostati a destra. Ma il percorso di Ursula von der Leyen verso la rielezione è irto di difficoltà

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Circa 185 milioni di elettori in 27 Paesi dell'UE si sono espressi alle elezioni europee, e la tendenza è una crescita piuttosto generalizzata dei partiticonservatori, il che potrebbe spostare gli equilibri di potere nel Parlamento europeo. Tuttavia, la prevista impennata di consensi per i partiti di estrema destra non è stata così pronunciata come alcuni si aspettavano, il che significa che se si confermerà la volontà politica dei gruppi, la coalizione pro-europea che ha sostenuto Ursula von der Leyen potrebbe reggere.

La cosiddetta "grande coalizione" tra il Partito Popolare Europeo (PPE) di centro-destra, i Socialisti e Democratici (S&D) di centro-sinistra e il gruppo liberale Renew Europe si è assicurata 403 legislatori - circa il 56% di tutti i seggi - secondo le stime di lunedì mattina.

Questi partiti hanno collaborato per anni a livello europeo, costruendo di fatto un argine per impedire alla destra radicale di entrare nel mainstream politico. Anche se la loro maggioranza è ora più ristretta, questi gruppi potrebbero continuare a lavorare insieme per garantire il buon funzionamento della macchina legislativa dell'UE durante il prossimo mandato.

Cosa può succedere ora

Tutti gli occhi saranno ora puntati sui vincitori delle elezioni, il PPE, che ha ottenuto una chiara vittoria e ha consolidato il suo dominio nella nuova Camera. La sua candidata principale, Ursula von der Leyen, a più riprese ha indicato la sua disponibilità a lavorare con alcuni partiti come i Conservatori e Riformisti europei (ECR) di destra radicale.

Tuttavia, i primi segnali provenienti dal campo popolare suggeriscono che potrebbero rimanere fedeli ai loro tradizionali alleati al centro. La Presidente europea Roberta Metsola ha dichiarato a Euronews: "Dalle prime proiezioni sembra che il centro costruttivo e pro-europeo abbia tenuto".

Ursula von der Leyen si è anche offerta di lavorare con socialisti e liberali per costruire una "maggioranza al centro per un'Europa forte", calibrando le parole per placare i critici, che hanno storto il naso proprio per le aperture agli ultra-conservatori. "In altre parole, il centro sta tenendo", ha aggiunto von der Leyen. "Ma è anche vero che i partiti di sinistra radicale e di estrema destra hanno guadagnato consensi e per questo il risultato comporta una grande responsabilità per i partiti di centro".

Tuttavia, dal momento che il Parlamento europeo non opera attraverso una coalizione stabile, ma piuttosto attraverso coalizioni variabili a seconda dei temi e dei progetti legislativi - e dal momento che i gruppi non votano sempre in blocco - questo potrebbe voler dire margine di voto ristretti soprattutto per dossier sensibili come il Green Deal europeo.

Il limitato spazio di manovra potrebbe condurre il PPE ad appoggiarsi ai partner alla sua destra. Questo anche a proposito della prima decisione sul nuovo emiciclo da insediare e il nuovo presidente della Commissione.

Il futuro di Von der Leyen è in bilico

Dopo la vittoria del suo partito, il PPE, che ha aumentato la quota di seggi di otto unità, Ursula von der Leyen avrà la possibilità di assicurarsi altri cinque anni alla guida della Commissione europea, secondo il cosiddetto processo Spitzenkandidaten.

Ma la sua rielezione puo essere complicata non solo dall'aritmetica del nuovo Parlamento, ma anche dalla decisione del Presidente Emmanuel Macron di indire elezioni legislative lampo in Francia.

Secondo alcuni, un Macron indebolito e un cancelliere Scholz in difficoltà - il suo partito socialista si è classificato al terzo posto, dietro al principale partito di opposizione la CDU/CSU e al partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) - potrebbero far deragliare la sua candidatura.

I leader dell'UE si riuniranno a Bruxelles per nominare formalmente un candidato alla massima carica della Commissione il 28 giugno, pochi giorni prima che gli elettori si rechino alle urne in Francia. Con la von der Leyen profondamente impopolare in Francia - anche la delegazione francese del PPE si oppone alla sua rielezione - la sua nomina pochi giorni prima del voto potrebbe intaccare ulteriormente la popolarità di Macron.

La leader conservatrice Ursula von der Leyen
La leader conservatrice Ursula von der LeyenGeert Vanden Wijngaert/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.

Se supererà questo ostacolo e sarà nominata dai leader dell'UE, dovrà poi assicurarsi l'appoggio della maggioranza assoluta dei 361 membri del Parlamento europeo (MEP) appena eletti attraverso uno scrutinio segreto. Il voto era inizialmente previsto per metà settembre ma, secondo i media, potrebbe avvenire già il 18 luglio durante la seduta inaugurale del nuovo Parlamento a Strasburgo.

Nel 2019, la von der Leyen ha superato la prova con un margine di solo nove voti. Questa volta, le delegazioni nazionali del suo gruppo (Ppe) potrebbero opporsi alla sua rielezione. E se i socialisti e i liberali convincessero i loro membri a votare per lei, ci sono comunque forti possibilità che le piccole coalizioni nazionali si ribellino.

Questi margini ristretti fanno sì che la von der Leyen possa contare sul sostegno del partito Fratelli d'Italia (FdI) di Giorgia Meloni, che secondo i risultati preliminari ha ottenuto ben 24 seggi. Questo risultato consolida la posizione della presidente del Consiglio come potenziale ago della bilancia nell'UE. Ma affidandosi alla Meloni, la von der Leyen rischia di allontanare gli alleati di sinistra e difficilmente otterrà l'appoggio dei Verdi, che hanno votato contro di lei anche nel 2019 e che domenica sera hanno subito alcune delle perdite più consistenti, perdendo 20 seggi e vedendo eroso il proprio potere nell'emiciclo.

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Il rimpasto potrebbe favorire la destra

L'aritmetica del Parlamento europeo può cambiare anche in funzione dei nuovi arrivati o dei partiti che attualmente sono politicamente senza gruppo di appartenenza al Parlamento europeo, qualora negoziassero le loro affiliazioni. I colloqui sul tema dovrebbero prendere il via lunedì. Poiché molti di questi soggetti appartengono agli ultra-conservatori, un eventuale rimpasto potrebbe rafforzare i numeri dei due gruppi di estrema destra, Identità e Democrazia (ID) e Conservatori e Riformisti Europei (ECR).

Tra i partiti attualmente classificati come non iscritti c'è il Fidesz di Viktor Orbán, che secondo le stime ha ottenuto 10 seggi e che potrebbe cercare ora di unirsi all'ECR e aumentare ulteriormente il peso del raggruppamento nazionalista. Anche Marine Le Pen - il cui partito è stato il grande vincitore in Francia, ottenendo oltre il 31% dei voti e spingendo il presidente Emmanuel Macron a sciogliere il Parlamento - ha manifestato l'intenzione di formare un super.gruppo di destra che includa buona parte dell'estrema destra europea.

Ursula von der Leyen in compagnia di Giorgia Meloni
Ursula von der Leyen in compagnia di Giorgia MeloniRoberto Monaldo/LaPresse

La Meloni è dunque potenzialmente corteggiata anche dalla von der Leyen nel centro-destra. È probabile che giochi le sue carte con attenzione, perché l'avvicinamento alla Le Pen potrebbe impedirle di avere una partecipazione definitiva alla definizione della politica dell'UE.

Tra i partiti attualmente privi di una famiglia politica c'è poi l'AfD in Germania, che nonostante i recenti scandali legati a indagini su influenze straniere e legami neonazisti, è arrivato secondo in Germania con 16 seggi al Parlamento europeo. Espulso a fine maggio dal gruppo integralista Identità e Democrazia (ID), non è chiaro se l'AfD possa unire le proprie forze con altri partiti radicali per formare una frangia all'estrema destra del Parlamento. Per farlo ha bisogno di almeno 23 deputati provenienti da almeno sette Stati membri dell'UE.

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Il rimescolamento dei gruppi potrebbe anche indebolire ulteriormente il gruppo centrista Renew, che ha subito forti perdite, perdendo 22 seggi secondo le stime. La presidente Valérie Hayer ha già fatto sapere che il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD) olandese sarà espulso per aver accettato di entrare nel governo con il Partito per la Libertà (PVV) di estrema destra di Geert Wilders nei Paesi Bassi.

L'accordo olandese è stato raggiunto pochi giorni dopo che il gruppo Renew Europe aveva assicurato pubblicamente che non sarebbe mai entrato in un governo con i partiti di estrema destra "a nessun livello".

Il numero di seggi di Renew potrebbe scendere a 76, sottoponendo ad ulteriore pressione sulla coalizione centrista e aumentando i numeri di cui von der Leyen ha bisogno per confermare la sua rielezione.

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