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Europee, i partiti populisti e di estrema destra cercano il voto dei giovani con i social media

Manifestanti con le maschere dei leader dell'estrema destra europea a Madrid, dove si stava svolgendo un raduno della destra europea ospitato da Vox, 19 maggio 2024
Manifestanti con le maschere dei leader dell'estrema destra europea a Madrid, dove si stava svolgendo un raduno della destra europea ospitato da Vox, 19 maggio 2024 Diritti d'autore Paul White/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Paul White/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Di Euronews
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Lo strumento preferito è chiaramente TikTok, la piattaforma social più popolare tra giovani e giovanissimi

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I partiti puntano sui giovani per le elezioni europee. Soprattutto quelli più populisti o di estrema destra, che sperano di convincere le nuove generazioni a unirsi a loro nel cacciare i partiti tradizionali.

Infatti, secondo Tom Vandendriessche, europarlamentare belga del partito populista di destra Vlaams Belang, i giovani non hanno fiducia nel futuro e nella politica per colpa dei "cristiano-democratici, i socialdemocratici, i liberaldemocratici che ci hanno governato per decenni e che ci hanno portato in questo pasticcio di confini incontrollati, di migrazioni di massa, di insicurezza, di terrorismo islamico".

Lo strumento preferito per attirare l'attenzione dei più giovani è chiaramente quello dei social network, uno su tutti il popolarissimo TikTok. Vlaams Belang pubblica massicciamente contenuti sui suoi profili social e spende ingenti somme per conquistare gli under 30.

Anche l'italiano Matteo Salvini, il portoghese André Ventura e il francese Jordan Bardella pubblicano regolarmente brevi video sui loro profili personali di TikTok, il formato più premiato dall'algoritmo della piattaforma cinese.

Giovani disillusi

“Credo che ci sia ancora un parziale disinteresse dei giovani perché vediamo la politica come qualcosa che viene dall'alto, uomini con grandi cravatte, in grandi macchine, che non ascoltano. Quindi c'è disinteresse perché abbiamo paura che qualsiasi cosa facciamo non cambi nulla, non ci ascolteranno”, ha detto Nateo Carnot, un 16enne belga al primo voto.

Eppure le elezioni europee del 2019 hanno visto un'affluenza record proprio grazie alla partecipazione dei più giovani. Il 67 per cento delle persone tra i 18 e i 29 anni ritiene che l'adesione all'Unione europea sia vantaggiosa, rispetto al 62 per cento di tutta la popolazione.

Secondo il sondaggio Euronews-Ipsos, la lotta all'aumento dei prezzi, la riduzione delle disuguaglianze sociali e della disoccupazione, il sostegno alla crescita economica e la lotta al cambiamento climatico sono le priorità della maggioranza dei giovani.

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