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Povertà nell'Ue: le madri single sono quelle maggiormente esposte

Una donna che chiede l'elemosina per strada a Bruxelles, in Belgio
Una donna che chiede l'elemosina per strada a Bruxelles, in Belgio Diritti d'autore BOULOU/CCE
Diritti d'autore BOULOU/CCE
Di Aida Sanchez Alonso
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in spagnolo

Nel 2022 95,3 milioni di persone dell'Unione europea erano a rischio di esclusione sociale o povertà. Secondo Eurostat si tratta del 22 per cento della popolazione del blocco. A Euronews la storia di Geneviève, madre single di cinque figli

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Sono sempre di più le storie che raccontano la povertà, spesso con un elemento comune, quello di essere donna. Come Geneviève Baert, 54 anni residente in Belgio. Una serie di eventi avvenuti da adolescente e l'accudimento di cinque figli da madre single l'hanno portata a una situazione di povertà dalla quale vorrebbe uscire. 

Nel 2022 95 milioni di europei a rischio povertà o esclusione sociale

Geneviève è solo una dei 95,3 milioni di persone nell'Unione europea che nel 2022 erano a rischio di esclusione sociale o povertà. Secondo Eurostat si tratta del 22 per cento della popolazione del blocco. Paesi come la Romania (34 per cento), la Bulgaria (32 per cento), la Grecia e la Spagna (entrambi 26per cento) sono in cima alla lista. Baert appartiene a uno dei gruppi più vulnerabili: le donne. Questo è quanto emerge da un rapporto della Rete europea contro la povertà (Eapn) presentato lunedì 8 aprile a Bruxelles.

La povertà delle donne "è aggravata dalla bassa retribuzione e dalle responsabilità legate alla cura ed è più probabile che abbiano un lavoro part-time o a termine". Secondo la ricerca in Austria circa il 50 per cento delle donne lavora a tempo parziale per occuparsi dei figli, rendendole finanziariamente dipendenti dal partner.

Secondo il presidente dell'Eapn Carlos Sosías, la situazione è "strutturale". Esiste "una differenza in tutti i parametri di povertà tra uomini e donne, a favore degli uomini e contro le donne". Per Sosías, quindi, le misure per porre fine alle differenze di genere devono andare oltre le attuali politiche di sostegnoe puntare a un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata. 

Necessari anche cambiamenti nella tassazione dei genitori single, che rappresentano l'80 per cento delle famiglie monoparentali con figli a carico: "abbiamo bisogno di politiche fiscali che consentano anche alcune imposte negative per sostenere le famiglie in situazioni più vulnerabili", ha aggiunto Sosías. 

Geneviève lamenta che la povertà abbia influito sulla vita e sulle opportunità dei suoi figli: "ho avuto una pessima esperienza scolastica perché c'è molta discriminazione nei confronti dei bambini provenienti da contesti svantaggiati".

Il costo degli alloggi aumenta il rischio di povertà

Il rapporto della Rete europea contro la povertà ha inoltre evidenziato che l'aumento dei prezzi delle case e l'alta inflazione hanno colpito di più i gruppi vulnerabili, compresi i giovani e le persone con un basso livello di istruzione. 

È il caso del Portogallo, dove "nel 2022, il 19,4 per cento della popolazione a rischio di povertà era gravato dai costi della casa, rispetto al 2,2 per cento della popolazione non a rischio di povertà". Inoltre, il testo avverte che in Portogallo ci sono 2,8 milioni di famiglie con problemi finanziari legati all'alloggio.

Come se non bastasse le difficoltà legate ai costi della casa, come l'impossibilità di mantenere una temperatura adeguata in inverno, sono maggiori tra le persone a rischio povertà. Secondo un rapporto della Commissione europea sull'accesso ai servizi essenziali nell'Ue nel 2024, la povertà energetica "in tutti gli Stati membri è più elevata per le persone a rischio di povertà, dal 3,9 per cento in Finlandia al 50,6 per cento a Cipro, mentre la media Ue è del 20,2 per cento".

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