La crescita dell'estrema destra in vista delle elezioni europee

Il partito Alternative für Deutschland è stabilmente secondo nelle intenzioni di voto degli elettori tedeschi
Il partito Alternative für Deutschland è stabilmente secondo nelle intenzioni di voto degli elettori tedeschi Diritti d'autore Michael Probst/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Vincenzo Genovese
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I partiti di estrema destra crescono in tutta Europa e, se uniti, potrebbero persino formare il gruppo più numeroso al prossimo Parlamento europeo, secondo le ultime proiezioni

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Oggi i gruppi all'Eurocamera sono due: i Conservatori e riformisti europei, a cui appartengono Fratelli d’Italia, gli spagnoli di Vox e i polacchi di Diritto e Giustizia; e Identità e Democrazia, dove spiccano la Lega, il Rassemblement National francese, e Alternative für Deutschland, in ascesa in Germania. 

Sfide e alleanze dell'estrema destra

Una fusione sembra difficile, ascoltando le parole di Nicola Procaccini, eurodeputato di Fratelli d'Italia e co-presidente del gruppo Ecr.

"Non c'è questa possibilità perché sono due gruppi diversi con specificità politiche diverse. Quello che presiedo viene da una tradizione politica conservatrice, con radici e caratteristiche diverse da quelle di Id".

Forse alcuni partiti passeranno da un gruppo all’altro, con la sfida principale che riguarda Fidesz di Viktor Orbán. Dopo aver abbandonato il Partito popolare europeo, la forza di governo dell'Ungheria è ancora in cerca di una famiglia politica. 

Sia i Conservatori e riformisti, che Identità e democrazia, sembrano interessati.

"È il partito che esprime il governo di un paese dell'Ue e quindi siamo ben disposti a lavorare con loro in quest'ottica, cioè capendo che uniti siamo più forti nel portare avanti le nostre istanze", dice a Euronews il leghista Marco Zanni, presidente di Id. Mentre un europarlamentare del partito ungherese conferma che le trattative sono aperte con entrambi i gruppi.

Di sicuro, nella prossima legislatura i partiti di destra radicale avranno più influenza sulle politiche dell'Unione europea. Secondo Doru Frantescu, fondatore del think tank EU Matrix, ciò potrebbe spingerli ad ammorbidire le loro posizioni, in particolare sul tema del sovranismo.

"Sono euroscettici perché sentono di non poter influenzare il processo decisionale di Bruxelles. Nel momento in cui diventano parte del gioco, del processo decisionale, alcuni di loro diventeranno meno euroscettici e vorranno essere visti come pro-europei. Molti di loro si considerano europeisti, anche se a Bruxelles non sono visti come tali".

Voti alle urne e le alleanze post-elettorali saranno fondamentali per i partiti di estrema destra, che da forze di opposizione potrebbero cominciare a comandare in Europa

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