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Migranti, il Parlamento chiede una missione di ricerca e salvataggio europea

Migranti e rifugiati africani nel Mediterraneo
Migranti e rifugiati africani nel Mediterraneo Diritti d'autore Pau de la Calle/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Pau de la Calle/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.
Di Vincenzo GenoveseMared Gwyn Jones
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

I membri dell'Eurocamera hanno approvato una risoluzione non legislativa sul tema: favorevoli i principali gruppi politici dell'Eurocamera

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Prosegue dibattito sulle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo. Il Parlamento europeo chiede che i Paesi dell'Ue e Frontex, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, si adoperino in sostegno di nuove operazioni di ricerca e salvataggio dei migranti, "in assenza di un'azione sufficiente da parte dei singoli Stati membri".

Una risoluzione condivisa

La richiesta arriva un mese dopo che un'imbarcazione, che trasportava circa 750 migranti, si è ribaltata al largo delle coste greche. Una delle più gravi tragedie del mare. 

La risposta lenta e poco coordinata delle autorità greche e di Frontex è stata messa oggetto di critiche tanto che diversi eurodeputati hanno chiesto un'indagine indipendente.

Il testo è stato presentato da un'ampia coalizione trasversale che comprende il Partito Popolare Europeo (PPE), i Socialisti e Democratici (S&D), Renew Europe, i Verdi/Ale e la Sinistra.

"Dal 2014, più di 27.000 persone sono morte o disperse nel Mediterraneo. La situazione è vergognosa. Senza i soccorritori e i volontari, che salvano vite ogni giorno in mare, i morti sarebbero molti di più", ha dichiarato a Euronews Cornelia Ernst, eurodeputata tedesca della Sinistra.

"L'Ue e i suoi Stati membri permettono che questo accada, costruiscono muri, finanziano recinzioni ed evitano persino di soccorrere le persone in difficoltà. Abbiamo bisogno di un'operazione di ricerca e salvataggio coordinata e finanziata dall'Unione europea e di percorsi legali verso l'Europa", ha aggiunto.

Le richieste del Parlamento

Il progetto di mozione chiede alla Commissione europea di valutare se gli Stati membri abbiano violato il diritto comunitario e internazionale effettuando respingimenti di migranti. Da parte sua la Commissione non ha poteri investigativi e queste indagini sono gestite dalle autorità nazionali.

Bruxelles ha recentemente avvertito che potrebbe prendere provvedimenti formali in risposta alle accuse di respingimenti illegali di migranti da parte delle autorità greche, mentre un recente rapporto dell'ufficio antifrode dell'Ue, l'Olaf, ha rilevato che Frontex ha coperto i respingimenti illegali effettuati da Atene tra il 2020 e il 2021.

Il testo della risoluzione esorta i Paesi dell'Ue a "mantenere i porti sicuri più vicini aperti alle navi delle ONG e a non criminalizzare coloro che forniscono assistenza ai migranti in difficoltà". Un messaggio diretto anche al governo italiano di Giorgia Meloni, solitamente piuttosto critico verso le navi umanitarie.

La bozza di mozione accusa inoltre esplicitamente le autorità libiche di trasferire i migranti intercettati in centri di detenzione, dove sono esposti a "torture e altri maltrattamenti, incluso lo stupro".

Il testo afferma che la Libia "spesso non risponde alle richieste di soccorso, impedendo alle navi delle Ong di salvare vite umane e mettendo a rischio vite umane durante il salvataggio o l'intercettazione di persone in mare". 

Le risoluzioni del Parlamento europeo non sono, tuttavia, legalmente vincolanti per le altre istituzioni.

Finanziamenti controversi

Nel fine settimana è emersa la notizia che agenti della Guardia costiera libica a bordo di un'imbarcazione finanziata dall'Ue hanno sparato contro la nave umanitaria Ocean Viking, impegnata in un'operazione di salvataggio. 

Sul caso, come sottolineato da un portavoce della Commissione europea, sono in corso indagini presso le autorità tunisine e italiane competenti, mentre lacommissaria europeo per gli Affari interni, Ylva Johansson, ha recentemente riconosciuto che gruppi criminali si sono infiltrati nella guardia costiera libica.

L'Unione europea fornisce aiuti finanziari a Paesi terzi come la Libia, la Turchia, l'Egitto, la Tunisia e il Marocco per contribuire a contenere l'immigrazione: la risoluzione parlamentare chiede di fornire informazioni più complete sul livello di sostegno fornito a questi Paesi e di valutare le accuse di violazione dei diritti umani.

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