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Unione europea: dal 10 agosto, niente più carbone russo

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Di Cristiano Tassinari  & Euronews Web
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Minatori polacchi ad una protesta per chiedere alla Germania di smettere di importare carbone, petrolio e gas russo davanti all'ambasciata tedesca a Varsavia. 24.3.2022
Minatori polacchi ad una protesta per chiedere alla Germania di smettere di importare carbone, petrolio e gas russo davanti all'ambasciata tedesca a Varsavia. 24.3.2022   -   Diritti d'autore  Czarek Sokolowski/ The Associated Press.

Sono entrate in vigore le sanzioni dell'Unione europea sul carbone russo.

Il divieto di importazione di tutte le forme di carbone russo, era stato concordato già ad aprile, come parte del quinto pacchetto di sanzioni contro la Russia e il 10 agosto ha segnato la fine del periodo di sospensione delle importazioni.
Ora il carbone russo è off limits.

Addio al carbone russo

Il carbone è stata la prima fonte energetica russa a essere sanzionata dall'Ue, seguito dall'embargo sul petrolio russo trasportato via mare, approvato a giugno come parte del sesto pacchetto di sanzioni, che entrerà in vigore alla fine dell'anno.

Spese... costose!

Gli Stati membri dell'Unione europea, del resto, spendono molto di più per il petrolio e il gas russo - quest'ultimo non è stato sanzionato - che per il carbone.
Anche perchè, di tutti i combustibili, il carbone è attualmente il meno usato.

La Commissione europea ha dichiarato che l'embargo sul carbone dovrebbe comportare una perdita di entrate per la Russia di circa 8 miliardi di euro, mentre i dati del World Economic Forum mostrano che il Blocco dei 27 Paesi - lo scorso anno - ha speso 99 miliardi di euro per le importazioni di energia russa.

⏩ Cos'è la sfida industriale delle Emissioni Zero?

Un "investigatore" di "Europa Beyond Coal" stima che l'Ue abbia speso più di 45 miliardi di euro e 32 miliardi di euro, rispettivamente per il petrolio e il gas russo, tra il 24 febbraio - giorno in cui Mosca ha iniziato la guerra contro l'Ucraina - e il 10 agosto. Nel frattempo, ha speso 2,8 miliardi di euro per il carbone russo.

Sito Ufficiale: Beyond Coal

Tuttavia, la crisi energetica che colpisce l'Europa fa sì che alcuni Stati membri, tra cui Germania, Austria e Paesi Bassi, siano tornati al carbone per risparmiare e immagazzinare gas prima dell'inverno. In parole povere: per evitare il peggio...

Armin Weigel/(c) Copyright 2022, dpa (www.dpa.de). Alle Rechte vorbehalten
La Germania pensa ad "allungare la vita" del nucleare.Armin Weigel/(c) Copyright 2022, dpa (www.dpa.de). Alle Rechte vorbehalten

Salvare le "Net-Zero Emissions"

Questo potrebbe avere un impatto non indifferente sulla loro capacità di rispettare la Legge Europea sul Clima, che stabilisce l'obiettivo intermedio di ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, per arrivare alla neutralità del carbonio entro il 2050.

Con questa prospettiva, l'Europa ambisce a diventare il primo continente Net-Zero Emissions entro il 2050.
A sostegno del piano, ha stilato la roadmap per questa green industrial revolution: il Fit for 55, un pacchetto di riforme adottate dall'Unione europea per rendere le politiche in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità idonee a ridurre le emissioni nette di gas serra.

L'ultimo (la Polonia) spenga il bottone del carbone...

Soltanto dieci Stati membri dell'Ue sono "carbon free" dal 2021 e tutti hanno obiettivi diversi per uscire completamente dal carbone.
La Polonia - da sempre fortemente dipendente dal carbone, anche per logiche occupazionali nelle zone minerarie - dovrebbe essere l'ultimo Paese a smettere di usarlo, avendo fissato la propria scadenza addirittura al 2049.
Meglio, ma non troppo, la Germania: "ultimatum" previsto per il 2038.

Per saperne di più: come diventare "carbon free"

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