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Come il carbone e l'acciaio hanno aperto la strada all'Ue che conosciamo oggi

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Di Jorge Liboreiro  & Euronews
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La nascita della CECA, la Comunità europea del carbone e dell'acciaio.
La nascita della CECA, la Comunità europea del carbone e dell'acciaio.   -   Diritti d'autore  AP/AP1952

L'Unione Europea che conosciamo oggi è stata forgiata sul carbone e sull'acciaio, nel senso quasi letterale dell'espressione.

All'inizio degli anni Cinquanta, il continente era alla disperata ricerca di una garanzia per evitare un nuovo conflitto armato. Dopo aver subito la devastazione e lo spargimento di sangue di due guerre mondiali, l'Europa sapeva di non potersene permettere una terza.

Robert Schuman, allora ministro degli Esteri francese, ebbe un'idea sorprendente: Francia e Germania Ovest, due paesi da sempre rivali, avrebbero dovuto unire le loro produzioni di carbone e acciaio.

Unendo queste industrie, indispensabili per fare la guerra, un confronto sarebbe diventato "materialmente impossibile" e avrebbe aperto la strada a un'Europa pacifica e unita.

"L'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto", disse Schuman nel maggio 1950.

Quasi un anno dopo, la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (Ceca) fu istituita da Francia, Germania Ovest, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo.

I sei Paesi costruirono gradualmente un mercato comune e senza soluzione di continuità per il carbone e l'acciaio, dove i dazi doganali e le sovvenzioni furono aboliti, mentre i cartelli e le fusioni furono soggetti a regole comuni.

Ma il più grande risultato della comunità non fu economico, bensì politico: la Ceca contribuì a introdurre il nuovo concetto di sovranazionalismo, fondamento dell'UE che conosciamo oggi.

Guardate il video qui sopra per saperne di più sulla Comunità europea del carbone e dell'acciaio.