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Sentenza di un tribunale tedesco, «Ora basta»: aumenta la pressione per sbloccare i piani sul clima

Clima: gruppi tedeschi chiedono un'azione a Bonn nel 2019
Gruppi tedeschi chiedono un'azione per il clima a Bonn nel 2019 Diritti d'autore  Mika Baumeister/Unsplash
Diritti d'autore Mika Baumeister/Unsplash
Di Craig Saueurs
Pubblicato il
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La sentenza pone fine a una battaglia legale durata quasi due anni e obbliga il governo tedesco ad agire.

I gruppi per il clima in Germania festeggiano una grande vittoria legale dopo che la massima corte amministrativa del Paese ha stabilito che il governo federale deve rafforzare i piani di protezione del clima.

Giovedì 29 gennaio, il Tribunale amministrativo federale a Lipsia ha respinto il ricorso del governo contro una sentenza del 2024 che aveva rilevato come il programma climatico 2023 della Germania non rispettasse i requisiti della Legge sulla protezione del clima. Il procedimento era stato avviato dall’organizzazione ambientalista Deutsche Umwelthilfe (DUH).

La decisione è definitiva ed esecutiva e impone al governo di rivedere i propri piani climatici.

Una sentenza che impone un’azione climatica più rigorosa

Il tribunale ha giudicato le misure esistenti insufficienti a garantire un taglio delle emissioni di gas serra di almeno il 65% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

I giudici hanno evidenziato un divario di almeno 200 milioni di tonnellate di anidride carbonica e hanno rilevato che il programma non mostrava come sarebbero stati rispettati i limiti annuali di emissioni nei singoli settori.

La DUH, intanto, ha accolto con favore la decisione. Il direttore generale Jürgen Resch ha detto alla stampa tedesca che la corte ha inflitto «uno schiaffo sonoro al governo federale», aggiungendo che le scappatoie dell’attuale programma (come la possibilità per i costruttori di continuare a produrre veicoli alimentati con e-fuels) devono ora essere eliminate.

Esponenti dei Verdi affermano che la sentenza aumenta la pressione sui ministri perché agiscano, soprattutto nei settori che hanno ripetutamente mancato i propri obiettivi di emissione.

Lisa Badum, portavoce del partito per le politiche climatiche, ha dichiarato alla Deutsche Presse-Agentur (DPA) che per decenni i ministri dei trasporti che si sono succeduti hanno bloccato tagli significativi alle emissioni. «Ora basta», ha detto.

Ha chiesto inoltre passi concreti per accelerare il cambiamento, come biglietti del trasporto pubblico più economici su tutto il territorio nazionale, limiti di velocità sulle autostrade, una tassa sui jet privati e l’eliminazione dei sussidi dannosi per il clima, come le agevolazioni fiscali per le auto aziendali.

Il governo tedesco ora ha una scadenza da rispettare

In base alla Legge sulla protezione del clima, la Germania fissa limiti annuali di emissioni per i settori dell’energia, dei trasporti, degli edifici, dell’agricoltura e dell’industria. Se un settore manca l’obiettivo, il governo è tenuto a introdurre misure correttive immediate.

La decisione arriva mentre emergono segnali che i progressi sul clima stanno rallentando in Germania.

Le emissioni di gas serra sono diminuite lo scorso anno, ma meno nettamente rispetto agli anni precedenti, secondo i dati dell’Agenzia federale dell’ambiente tedesca.

Il governo afferma che risponderà andando oltre semplici ritocchi all’attuale piano.

Il segretario di Stato all’Ambiente, Jochen Flasbarth, ha dichiarato che il governo sostituirà il piano del 2023 bocciato con uno nuovo, atteso entro la fine di marzo.

«Non abbiamo ancora attuato tutte le misure necessarie per rispettare gli obiettivi di legge», ha detto Flasbarth, aggiungendo però di essere fiducioso che il governo rispetterà la scadenza di marzo.

La sentenza, ha aggiunto, chiarisce che «sulla protezione del clima non si può scendere a compromessi».

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