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Una petroliera della flotta fantasma russa va alla deriva e mette la Spagna in allarme

La petroliera russa Chariot Tide alla deriva al largo di Almería
La petroliera russa Chariot Tide alla deriva al largo di Almería Diritti d'autore  VesselFinder
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Di Jesús Maturana
Pubblicato il
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Il soccorso marittimo sta tenendo sotto stretta osservazione la Chariot Tide, una petroliera collegata alla flotta russa fantasma che è andata alla deriva nello Stretto di Gibilterra. La nave trasporta più di 425mila barili di prodotti raffinati, ufficialmente diretti a Tangeri

La petroliera Chariot Tide, battente bandiera del Mozambico, naviga da giorni a velocità minima al largo di Almeria. Ecologistas en Acción de Andalucía ha confermato che la nave Clara Campoamor del Salvamento Marítimo spagnolo la sta monitorando dopo che ha perso il controllo nel mezzo della corsia di traffico nello Stretto di Gibilterra.

Due rimorchiatori marocchini sono intervenuti per rimorchiarla nel Mare di Alboran. Sebbene la destinazione dichiarata sia Tangeri, le organizzazioni ambientaliste non escludono che il carico possa finire nei porti algerini o essere trasferito da chiatte ad altre navi, una pratica comune in questa rete di trasporto illegale.

La nave ha caricato i prodotti raffinati a Ust-Luga, in Russia. I dati di tracciamento marittimo indicano possibili guasti al sistema di navigazione, che spiegherebbero la sua traiettoria irregolare.

Traiettoria degli ultimi giorni della Chariot Tide
La traiettoria della Chariot Tide negli ultimi giorni Vessel Finder

La flotta fantasma che opera nel Mediterraneo

La Chariot Tide fa parte della cosiddetta "flotta fantasma", una rete di centinaia di vecchie petroliere che la Russia utilizza per aggirare le sanzioni internazionali. Queste navi cambiano continuamente nome, bandiera e società di gestione per renderle difficilmente rintracciabili.

Le pratiche operative di questa flotta aumentano il rischio di incidenti: spengono i transponder AIS per evitare di essere individuate, trasferiscono il carico tra le navi in mare aperto e vanno alla deriva per lunghi periodi. Molte non hanno un'assicurazione adeguata o hanno una copertura di dubbia validità.

Ecologisti in Azione ha ripetutamente denunciato il movimento di queste petroliere nel Mare di Alboran. L'organizzazione avverte che una fuoriuscita in questa zona avrebbe effetti irreparabili sulla pesca e sugli ecosistemi marini, oltre a compromettere per anni il turismo sulla costa andalusa.

Conseguenze di un eventuale disastro

Lo Stretto di Gibilterra è una delle rotte di navigazione più trafficate al mondo. La presenza di navi in cattive condizioni aumenta le possibilità di collisioni, incagli o fuoriuscite massicce di carburante.

Un naufragio della Chariot Tide rilascerebbe centinaia di migliaia di barili nelle acque che collegano l'Atlantico al Mediterraneo, un'area di particolare sensibilità ambientale. Le correnti oceaniche diffonderebbero l'inquinamento su ampie zone costiere della Spagna e del Marocco.

Il Maritime Rescue sta tenendo sotto controllo la petroliera mentre si trova in acque vicine alla costa di Almeria. Per il momento, le autorità non hanno comunicato alcuna misura aggiuntiva oltre alla sorveglianza. La situazione evidenzia le difficoltà di controllo di una flotta che opera deliberatamente al di fuori delle norme internazionali.

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