Una frana di grosse dimensioni in Sicilia ha costretto centinaia di residenti ad evacuare. Il governo italiano ha chiesto il supporto economico di Bruxelles per la ricostruzione delle aree colpite. Le opposizioni chiedono di utilizzare di parte dei fondi destinati al ponte sullo Stretto di Messina
Sale la paura a Niscemi dove l'area rossa continua ad allargarsi e si temono ulteriori frane, ma anche incertezza per la ricostruzione afflitta da incognite economiche. Si temono ulteriori frane nel comune siciliano in provincia di Caltanissetta gravemente colpito dal ciclone Harry.
Nella zona rossa si avvertono boati e la terra continua a scivolare verso valle. Sono già oltre 1.500 le persone costrette a lasciare la zona, e il numero potrebbe crescere nelle prossime ore.
Il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha ammesso che l'incidente avvenuto in Sicilia è "peggio del disastro del Vajont" del 1963, quando una frana in Friuli-Venezia-Giulia uccise 1.910 persone.
"Una frana di 350 milioni di metri cubi contro 263 del disastro del 1963, è caduta quasi una volta e mezza la quantità di montagna di allora", ha detto Ciciliano.
Gli scontri politici interni
Il governo è pronto ad avviare un'indagine amministrativa, per disastro colposo. Il ministro per la Protezione civile e per le politiche del mare, Nello Musumeci, punta il dito contro le amministrazioni locali descrivendo la frana come una conseguenza di "omissioni dopo il 1997", quando ci fu un evento simile.
"Oggi firmo un decreto per istituire una commissione di studio, per capire amministrativamente che cosa è accaduto dopo il 1997", ha detto venerdì il ministro.
"Si è continuato a costruire, significa che le autorità locali non hanno tenuto conto o hanno sottovalutato il problema che pure si presentava nella sua drammaticità".
Ma le opposizioni chiedono le dimissioni del ministro, che è stato presidente della Sicilia dal 2017 al 2022.
"Musumeci aveva le carte sul tavolo e non ha fatto niente, si dimetta', dice Alleanza Verdi e Sinistra.
Mentre la politica discute, l'emergenza continua. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato il "pieno supporto dell’Esercito, impegnato nel ripristino della viabilità, i Carabinieri garantiscono la sicurezza e contrastano il rischio di sciacallaggi, aiutando le famiglie a recuperare in sicurezza gli effetti personali".
Intanto, il ministro Nello Musumeci ha annunciato che il governo sospenderà il pagamento delle rate dei mutui e le tasse per famiglie e aziende dell'area colpita dalla frana.
L'Unione europea pronta a finanziare il ripristino delle aree colpite
Intanto, si inizia a discutere della ricostruzione compromessa da punti di domanda sul piano finanziario.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato che l'Italia intende "chiedere l'aiuto del Fondo europeo di solidarietà" per la Sicilia, ma anche per la Calabria e la Sardegna, altre due regioni colpite dal ciclone.
Il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto ha confermato l'impegno di Bruxelles nel supportare le regioni italiane che si trovano ad affrontare l'emergenza.
"Gli strumenti che la Commissione mette a disposizione sono diversi, a partire dal Fondo di Solidarietà dell’Unione europea (Fsue)", ha scritto Fitto in un post su X.
"La Commissione è a disposizione delle autorità nazionali e regionali per individuare il percorso più adeguato".
"Da parte mia, confermo il massimo impegno per garantire un sostegno efficace e concreto, capace di offrire risposte tempestive alle comunità colpite", ha concluso.
L'Italia aveva già attinto al fondo in passato per le alluvioni avvenute nel 2023 in Emilia-Romagna e per il terremoto del Centro Italia del 2016-2017.
Riutilizzare parte dei fondi per il ponte sullo Stretto di Messina
Sul fronte interno, però, il confronto politico è acceso. Le opposizioni e la regione Sicilia avanzano l'idea di stornare parte delle risorse economiche destinate al progetto per il ponte sullo Stretto di Messina per il post-disastro.
"Sono argomenti da caffè", taglia corto Musumeci, che difende la separazione netta tra i fondi per le grandi infrastrutture e quelli per la ricostruzione.
Argomentazioni supportate dal ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che chiude alla possibilità di un dirottamento dei fondi. "Quelli non si toccano, ne troveremo altri", ha detto Salvini.
"Il ponte serve ai siciliani. Anzi, col ponte, in caso di eventi disastrosi, i soccorritori riuscirebbero ad intervenire più velocemente".
Il Fsue mette a disposizione un sostegno finanziario per gli Stati membri colpiti da gravi calamità naturali ed emergenze sanitarie.
Le risorse stanziate integrano la spesa sostenuta dal singolo Paese per far fronte all’emergenza e possono essere impiegati per diversi interventi, sia per il ripristino dei luoghi, che assistenza alle persone.