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Belluno, 11enne percorre sei chilometri a piedi sotto la neve: non aveva il biglietto giusto del bus

Belluno, bimbo di 11 anni lasciato a piedi dal bus
Belluno, bimbo di 11 anni lasciato a piedi dal bus Diritti d'autore  Andrew Medichini/Copyright 2025 The AP. All rights reserved
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Di Chiara Zampiva
Pubblicato il
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Il minore aveva un biglietto standard e non quello da 10 euro previsto per il periodo delle Olimpiadi invernali. "Era senza cellulare, è arrivato a casa in lacrime", ha dichiarato la madre del bimbo, che ha sporto querela per abbandono di minore contro Dolomiti Bus e l'autista

A Vodo di Cadore, provincia di Belluno, un bambino di 11 anni è stato costretto a percorrere oltre sei chilometri a piedi, nel mezzo di una nevicata e con temperature sottozero, in quanto sprovvisto del corretto biglietto dell'autobus.

L'autista della tratta che collega il paese a San Vito di Cadore, una volta accertato che il ragazzo che stava rientrando da scuola non era in possesso del titolo di viaggio idoneo e non poteva pagare la differenza, lo ha fatto scendere dal mezzo, lasciandolo a piedi lungo la statale 51 Alemagna sul far della sera.

Questo quanto riporta il Gazzettino di Belluno, che ha raccolto la testimonianza della madre e della nonna del bimbo, che hanno deciso di sporgere querela per abbandono di minore contro Dolomiti Bus e contro l’autista del mezzo

La vicenda è stata confermata anche da Dolomiti Bus che ha diffuso una nota: "Relativamente all’episodio di martedì 27 gennaio, Dolomiti Bus comunica di aver immediatamente attivato una commissione interna di inchiesta con il compito di accertare in modo puntuale e approfondito la dinamica dei fatti. L’azienda sta procedendo alle verifiche necessarie, nel pieno rispetto delle persone coinvolte e con la massima attenzione alla tutela del minore. Parallelamente, Dolomiti Bus si è messa in contatto con la famiglia del ragazzo per raccogliere ogni elemento utile alla ricostruzione dell’accaduto. Una volta conclusi gli accertamenti e acquisiti tutti i dati necessari, l’azienda fornirà ulteriori informazioni, nel rispetto dei tempi, delle procedure previste e delle parti coinvolte. Dolomiti Bus ribadisce il proprio impegno quotidiano per garantire un servizio improntato alla sicurezza, alla responsabilità e alla tutela dei passeggeri".

Dalla ricostruzione si apprende che il ragazzo non era in possesso del biglietto entrato in vigore da pochi giorni sulla linea 30 Calalzo-Cortina di Dolomiti Bus, che per il periodo olimpico da chilometrico è passato a una tariffa fissa di 10 euro indipendentemente dalla distanza. In più, il titolo è acquistabile solo tramite app oppure con il bancomat, dal momento che gli autisti non possono accettare contanti.

"Mio figlio arrivato a casa infreddolito e in lacrime"

La famiglia, sconvolta e furibonda per l'episodio, ha sporto querela per abbandono di minore dal momento che il bimbo ha percorso il tratto da San Vito, dove si trova la scuola, a Vodo a piedi lungo una pista ciclopedonale.

"Quello che è accaduto è veramente allucinante. Dolomiti Bus ci ha chiamato per scusarsi, ma resta un fatto di una gravità inaudita. Mio nipote aveva un carnet di 10 biglietti da 2,5 euro a disposizione ed era stato chiesto se il titolo d’accesso sarebbe stato valido anche con la tariffa olimpica di 10 euro. La risposta era stata positiva e quello che veramente non riesco a comprendere nemmeno sforzandomi è che la soluzione c’era. Sarebbe bastato obliterare quattro titoli di viaggio da 2,5 euro per raggiungere la cifra richiesta. Questo senza entrare nel merito della cifra che viene richiesta per un tragitto così breve", ha dichiarato la nonna del bimbo, nonché avvocato.

"Mio figlio è arrivato a casa con un’ipotermia, una temperatura di 35 gradi e in lacrime. La strada che collega San Vito a Vodo è una ciclopedonale che avevamo percorso più volte in estate, quindi mio figlio la conosceva. Ma ci ha messo tanto, è arrivato a casa dopo le 18, oltre un’ora e mezza dopo rispetto al solito. Era in lacrime, impaurito e infreddolito. Non aveva un cellulare, io ero preoccupatissima e quando l’ho visto tornare per me è stata una liberazione", racconta la madre del ragazzo.

"Ci auguriamo che venga accertata la verità e che vengano presi provvedimenti. Ci fosse stata da pagare una multa l’avrei pagata, ma lasciare a piedi un bimbo così piccolo all’imbrunire, al freddo e con la neve in arrivo non ha giustificazioni", ha concluso la famiglia.

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