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Dagli incendi in Grecia le stesse emissioni di CO2 annuali di 222mila auto

Le fiamme bruciano una foresta nel villaggio di Vati, sull'isola di Rodi, il 25 luglio 2023.
Le fiamme bruciano una foresta nel villaggio di Vati, sull'isola di Rodi, il 25 luglio 2023. Diritti d'autore AP Photo/Petros Giannakouris
Diritti d'autore AP Photo/Petros Giannakouris
Di Euronews Green
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

La CO2 dispersa a causa degli incendi in Grecia a luglio è pari alle emissioni annuali di 222mila auto

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Gli incendi che hanno sconvolto nel mese di luglio la Grecia hanno provocato emissioni di CO2 pari ad un milione di tonnellate. A spiegarlo è un'analisi del Secondo il Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) dell'Unione Europea, secondo il quale i roghi hanno provocato la dispersione di gas climalteranti più alta degli ultimi 21 anni per la nazione ellenica. 

L'isola di Rodi e le aree a ovest di Atene risultano le più colpite dalle fiamme. Il cambiamento climatico è in gran parte responsabile delle condizioni risultate così favorevoli allo sviluppo dei roghi: "L'attuale **ondata di caldo**che sta colpendo la Grecia e il Mediterraneo ha aumentato il rischio di incendi, come dimostra l'elevata intensità osservata da tali fenomeni nel bacino", afferma Mark Parrington, scienziato senior del CAMS.

CAMS
Wildfire carbon emissions in July for Greece.CAMS

Quello di luglio passerà probabilmente alla storia come il mese più caldo mai registrato a livello mondiale. E le foreste in fiamme stanno anche contribuendo, in modo non trascurabile, alla stessa crisi che ne ha provocato la distruzione, alimentando un pericoloso circolo vizioso. Secondo i calcoli dell'Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente, un milione di tonnellate di emissioni di CO2 equivale infatti a quelle disperse nell'atmosfera da 222.500 automobili in un anno. O ancora alla combustione di 500.000 chilogrammi o di 2,3 milioni di barili di petrolio. Il milione di tonnellate di biossido di carbonio emesso nei primi 25 giorni di luglio risulta inoltre quasi due volte maggiore rispetto al precedente picco registrato in Grecia nel luglio 2007.

Come hanno influito gli incendi in Grecia sulla qualità dell'aria?

"Mancano ancora diverse settimane alla fine dell'estate, e noi continueremo a monitorare le emissioni provocate dagli incendi, assieme ai potenziali impatti sulla qualità dell'aria in tutta la regione", aggiunge Parrington. Ma non sono solo i residenti in Grecia a dover fare attenzione all'inquinamento atmosferico.

Le previsioni del CAMS sul particolato e su altri inquinanti associati alle emissioni degli incendi hanno mostrato che il fumo è stato trasportato dai venti verso sud attraverso il Mediterraneo. Ciò è stato confermato anche dalle immagini satellitari. Il che dimostra come i problemi legati alla qualità dell'aria non siano relativi unicamente alla Grecia ma all'intera macro-area. Tenere sotto controllo il percorso dei fumi è fondamentale per poter adottare misure appropriate per ridurre al minimo ogni potenziale impatto sulla salute, aggiungono dall'agenzia europea.

Qual è l'impatto ambientale degli incendi in Grecia?

AP Photo/Petros Giannakouris
A burnt cactus stands on a hill near Gennadi village on the island of Rhodes, 27 July 2023.AP Photo/Petros Giannakouris

Ci vorrà tempo per valutare l'impatto ambientale complessivo degli incendi che hanno colpito la Grecia e altre zone dell'Europa meridionale quest'estate. Il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS) - un altro servizio di Copernicus - riferisce che, al 22 luglio, sono stati distrutti più di 173mila ettari di foresta nel continente. Si tratta di più del doppio della media di 80mila ettari registrata dal 2003 al 2022.

Oltre alla grande quantità di emissioni scatenate dalle fiamme, la perdita di biodiversità in questi fragili ecosistemi rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione. All'inizio di questa settimana il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha descritto il Paese come "in guerra". "La crisi climatica è già qui e si manifesterà ovunque nel Mediterraneo con disastri maggiori", ha dichiarato al Parlamento. Aggiungendo poi che"la crisi climatica può essere una realtà, ma non può essere una scusa. Il nostro Paese deve fare più passi avanti per essere pronto a mitigare, per quanto possibile, gli effetti di una realtà che stiamo già iniziando a percepire e che potrebbe avere effetti drammatici su molti aspetti della nostra vita economica e sociale".

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