This content is not available in your region

Come prevedere i cambiamenti climatici che colpiscono il comparto turistico? Una risposta

euronews_icons_loading
Come prevedere i cambiamenti climatici che colpiscono il comparto turistico? Una risposta
Diritti d'autore  euronews
Di Jeremy Wilks
Dimensioni di testo Aa Aa

Sciare o non sciare? Ecco come le località di montagna utilizzano i dati climatici per pianificare il futuro.

La neve è la cosa in più, ma le stazioni sciistiche devono essere in grado di funzionare anche quando neve non ce n'è.

A livello globale, è stato il sesto gennaio più caldo mai registrato, con temperature di oltre 0,2 gradi Celsius al di sopra della nuova media 1991-2020.

Euronews
ImagesEuronews

Se diamo uno sguardo alla mappa delle anomalie di temperatura possiamo vedere che era molto più freddo in alcuni luoghi e più caldo in altri.

In Norvegia, Svezia e Russia hanno effettivamente avuto il loro gennaio più freddo dal 2010.

Nel villaggio di Leirflaten in Norvegia le temperature sono state 10 gradi sotto la media il mese scorso.

Ad Atene i primi dieci giorni dell'anno sono stati in realtà i più caldi che abbiano mai avuto rispetto al loro record di temperatura in 160 anni.

E ci sono novità anche circa le precipitazioni. Quest'anno è stato molto più umido della media in Italia e lungo la costa adriatica. In Spagna hanno avuto molta più neve e pioggia rispetto alla media nelle parti centrali e orientali del paese.

Euronews
ImagesEuronews

E questo inverno è stato eccezionale per le stazioni sciistiche di tutta Europa. Hanno avuto molta neve rispetto alla media, ma quasi nessun turista a causa delle restrizioni del coronavirus.

Guardando più avanti però, la maggiore preoccupazione resta il cambiamento climatico. Per questo le stazioni sciistiche stanno lavorando con gli scienziati per trovare le strade più intelligenti per andare avanti.

Accade ad esempio in Francia. Siamo andati a 1.300 metri sulle montagne del dipartimento della Drôme francese per incontrare lo scienziato che sta lavorando con i gestori delle stazioni sciistiche sui modi migliori per organizzare le piste mentre il pianeta si riscalda.

Innanzitutto, l'ovvia domanda: perché preoccuparsi della mancanza di neve quando oggi ne siamo circondati?

Così Carlo Carmagnola, de clim-snow project: "È vero, stiamo parlando del cambiamento climatico e della mancanza di neve, eppure ce n'è molta in giro adesso. Però non bisogna confondere le tendenze con la variabilità. Si può avere una tendenza all'aumento delle temperature pur avendo variabilità all'interno di una stagione e persino tra le stagioni, con alti e bassi".

Le stazioni sciistiche stanno già cercando di rispondere alla questione climatica diversificando le loro attività, soprattutto nelle stazioni a bassa quota come questa, dove l'anno scorso c'erano solo pochi giorni di neve.

Euronews
ImagesEuronews

Il responsabile delle operazioni Marc Oboussier spiega la transizione: "Bisogna guardare le cose in faccia. Non c'è speranza per i settori a 1.000 metri. Non si puô combattere su tutti i fronti, ma questo è anche un posto di vacanze estive. Si puô praticare sci a rotelle sulle piste asfaltate. Questo sito è molto visitato in esate".

Aggiunge Carmagnola: "La cosa difficile è decidere su cosa investire e dove. È qui che la nuova applicazione ClimSnow può offrire una prospettiva scientifica".

ClimSnow sta già lavorando con oltre 70 stazioni sciistiche in Francia, per offrire proiezioni climatiche dettagliate per i prossimi 30 anni.

Ogni catena montuosa, dai Pirenei alle Alpi, viene trattata separatamente. All'interno di ciascuna catena possiamo prendere in considerazione l'orientamento esatto e l'altitudine del pendio, con otto diversi orientamenti, diversi livelli di ripidità e diverse altitudini, per fasce di 300 metri.

ClimSnow può modellare diversi scenari climatici. Con e senza neve artificiale - è vitale per decidere gli investimenti strategici che impiegano decine di anni a ripagarsi.

Dice il direttore delle stazioni sciistiche della regione Drôme in Francia: "Andiamo verso un consolidamento delle nostre attività, vale a dire stabilizzare e proteggere il nostro manto nevoso? O semplicemente lasciamo che le cose vadano come stanno andando e andiamo in un'altra direzione? Sono queste le domande. E in questo momento sono solo gli scienziati che possono rispondere ".

Per fortuna alcune attività di montagna si stanno dimostrando resistenti agli effetti dei cambiamenti climatici, come lo sleddog. Quando non c'è neve, le slitte sono dotate di ruote e i cani sono altrettanto desiderosi di divertirsi, con qualunque tempo.

Un maestro di questa specialità afferma: "Possiamo adattare tutte le nostre attività, che si tratti di una corsa in slitta o di una guida in slitta. Possiamo offrire attività tutto l'anno con ruote, con i pattini o a piedi".

Journalist • Jeremy Wilks

Video editor • Jean-Christophe Marcaud