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Chi è Ali Larijani, il potente consigliere di Khamenei al centro della sicurezza iraniana

Ali Larijani
Ali Larijani Diritti d'autore  آسوشیتدپرس
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Di یورونیوز فارسی
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Profilo di Ali Larijani: politico conservatore e figura chiave della sicurezza iraniana, vicino a Khamenei e protagonista della strategia di Teheran

Gli analisti descrivono Ali Larijani come un politico iraniano conservatore noto per il suo approccio calcolatore, che combina pragmatismo politico e nazionalismo. Per i suoi sostenitori rappresenta uno dei pochi dirigenti ancora in grado di garantire la tenuta del sistema della Repubblica islamica in un periodo segnato da forti pressioni interne ed esterne. I suoi critici, invece, lo accusano di aver avuto un ruolo nella repressione politica e di aver favorito violazioni dei diritti umani.

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Dopo l’uccisione del leader dell’Irgc, Larijani è emerso tra i funzionari della sicurezza più visibili del Paese con toni particolarmente duri. In dichiarazioni pubbliche ha promesso vendetta contro gli Stati Uniti, affermando che “l’America e il regime sionista hanno bruciato il cuore della nazione iraniana e noi bruceremo anche i loro”. Ha inoltre avvertito che la risposta delle forze armate iraniane sarebbe stata molto più severa, sottolineando che “non si tratta semplicemente di colpire e andarsene”.

All’inizio di una recente intervista televisiva, Larijani ha raccontato anche di aver ricevuto minacce dirette durante la guerra dei dodici giorni della scorsa estate. Secondo quanto riferito, gli israeliani lo avrebbero contattato dicendogli che aveva “12 ore per lasciare il Paese” prima di essere ucciso.

Il ruolo strategico nelle relazioni internazionali dell’Iran

Negli ultimi anni Larijani ha svolto un ruolo importante nella gestione delle relazioni strategiche dell’Iran con Russia, Cina e con i Paesi arabi del Golfo, agendo per conto della Guida suprema Ali Khamenei. Ha inoltre contribuito a definire le linee della politica estera iraniana, anche nel contesto dei contatti indiretti con gli Stati Uniti.

Dopo che Hezbollah in Libano e altre milizie sciite alleate non sono riuscite a scoraggiare Israele, Khamenei avrebbe nuovamente fatto affidamento su Larijani, affidandogli la gestione dei rapporti con Libano e Yemen. La scelta di una figura civile per questo incarico è stata interpretata da diversi osservatori come un segnale politico nei confronti del comandante della Forza Quds, il ramo esterno dei Guardiani della Rivoluzione.

Il ruolo di Larijani nelle decisioni di sicurezza è stato considerato così rilevante che l’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump ha inserito il suo nome tra quelli colpiti da sanzioni.

In risposta alla decisione dell’Unione europea di inserire il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (Irgc) nella lista delle organizzazioni terroristiche, Larijani ha scritto sul social network X che, secondo Teheran, anche gli eserciti dei Paesi che hanno sostenuto quella decisione dovrebbero essere considerati terroristi.

Dalla guerra Iran-Iraq alla guida della sicurezza nazionale

Sessantasette anni, Larijani è una delle figure più influenti della struttura politica e di sicurezza della Repubblica islamica. In passato ha avuto incarichi di comando nell’Irgc e durante la guerra Iran-Iraq ha ricoperto il ruolo di capo di stato maggiore. Oggi, come segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, è coinvolto nella definizione e nell’attuazione delle principali strategie di sicurezza di Teheran.

Tra il 2005 e il 2007, durante la presidenza di Mahmoud Ahmadinejad, Larijani guidò il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale e fu responsabile deldossier nucleare iraniano. In seguito lasciò l’incarico dopo uno scontro politico con lo stesso Ahmadinejad, per poi tornare alla guida del Consiglio nell’agosto 2025.

Nel 2021 gli fu affidata anche la negoziazione dell’accordo strategico venticinquennale tra Iran e Cina, un’intesa da miliardi di dollari considerata centrale per l’economia iraniana.

Origini familiari e accuse di corruzione

Larijani proviene da una famiglia influente nel mondo religioso e politico iraniano. Suo padre era un ayatollah, mentre il filosofo Morteza Motahhari – figura di spicco della rivoluzione islamica e vicino a Ruhollah Khomeini – era un parente stretto. Anche suo fratello Sadeq Larijani è stato per anni uno dei protagonisti della politica iraniana, guidando la magistratura per circa un decennio.

Negli ultimi anni il nome della famiglia Larijani è stato associato anche ad accuse di corruzione, tra cui presunti casi di appropriazione di terreni, tangenti e la gestione di numerosi conti bancari personali con ingenti somme di denaro. Le accuse sono state respinte dagli interessati.

Dodici anni alla guida del Parlamento e il dossier nucleare

Tra il 2008 e il 2020 Ali Larijani ha presieduto il Parlamento iraniano per dodici anni, diventando una delle figure più riconoscibili della politica nazionale. Nel corso della sua carriera è stato anche coinvolto nei negoziati sul programma nucleare iraniano ed è stato tra i protagonisti delle trattative che portarono all’accordo nucleare del 2015, il Jcpoa.

In precedenza aveva ricoperto altri incarichi di rilievo, tra cui la guida della radiotelevisione di Stato iraniana e il ruolo di ministro della Cultura e della Guida islamica.

Larijani ha tentato due volte di candidarsi alla presidenza dell’Iran, ma il Consiglio dei Guardiani ha respinto la sua candidatura.

Il ruolo attuale nella gestione delle crisi iraniane

Oggi, nel ruolo di segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, coordina le politiche strategiche e di sicurezza del Paese e svolge un ruolo centrale nella gestione delle crisi, nei contatti diplomatici e nelle questioni di sicurezza interna ed esterna.

Negli ultimi mesi, mentre le tensioni con Stati Uniti e Israele erano ai massimi livelli e in Iran si registravano nuove proteste, diversi osservatori hanno riferito che la Guida suprema Khamenei si sarebbe affidata proprio a Larijani per gestire una fase particolarmente delicata.

All’interno del sistema politico iraniano molti funzionari lo descrivono come un consigliere leale e fidato della Guida suprema, con accesso diretto ai livelli più alti del potere.

Studi filosofici e legami familiari con l’Occidente

Larijani ha conseguito un dottorato in filosofia e i suoi studi accademici si concentrano in particolare sul pensiero di Immanuel Kant. Nonostante la sua carriera politica si svolga interamente all’interno della struttura della Repubblica islamica, alcuni membri della sua famiglia vivono in Occidente.

Una nipote insegna all’università nel Regno Unito e una delle sue figlie ha lavorato negli Stati Uniti prima di lasciare la carriera accademica dopo polemiche legate al ruolo politico del padre.

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