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Guerra in Medio Oriente: deciso uso delle riserve di petrolio, colpite navi nello Stretto di Hormuz

Kaja Kallas ha annunciato l'imposizione di nuove sanzioni al regime iraniano
Kaja Kallas ha annunciato l'imposizione di nuove sanzioni al regime iraniano Diritti d'autore  AP Photo/Horst Faas
Diritti d'autore AP Photo/Horst Faas
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Altra giornata di raid sull'Iran e di missili e droni iraniani contro i Paesi del Golfo. La minaccia delle mine a Hormuz, dove è stata colpita una nave greca, tiene banco. Per il timore di un blocco prolungato dello Stretto, si decide di usare le scorte. Meloni in Parlamento: "Non andiamo in guerra"

Israele e Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di attacchi congiunti contro l'Iran, colpendo l'aeroporto di Teheran. Il Pentagono ha descritto i raid come i più intensi dall'inizio della guerra in Medio Oriente.

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Un drone presumibilmente lanciato da milizie filo-iraniane ha invece colpito una struttura diplomatica degli Usa nella capitale dell'Iraq, Baghdad.

Le autorità di Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Arabia Saudita hanno riferito di aver intercettato missili e droni provenienti dall'Iran. Riad ha abbattuto droni diretti verso il giacimento petrolifero di Shaybah e la regione di Al-Kharj.

Lo Stretto di Hormuz è bloccato: Teheran avrebbe piazzato circa una dozzina di mine. Aprendo la videoconferenza dei leader del G7 sulla crisi in Medio Oriente, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato di non avere "alcuna conferma che l'Iran stia minando lo Stretto di Hormuz".

La minaccia iraniana nello Stretto destabilizza i mercati energetici, facendo schizzare i prezzi del petrolio. "Si raggiungeranno i 200 dollari al barile - minacciano i pasdaran - perché il prezzo dipende dalla sicurezza regionale che Usa e Israele hanno destabilizzato".

La diretta sulla guerra in Medio Oriente termina qui, domani ulteriori aggiornamenti.

Diretta conclusa

Medio Oriente: Camera approva la risoluzione della maggioranza dopo l’informativa di Meloni: 196 sì

Via libera, da parte dell'Aula della Camera, con 196 si', 122 no e tre astenuti, alla risoluzione della maggioranza sulle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026.

"L’Italia non prenderà parte all’intervento militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran" ha detto la premier intervenendo in Parlamento, prima al Senato della Repubblica e poi alla Camera dei deputati.

Meloni ha definito quella in corso “una delle crisi più complesse degli ultimi decenni”, sottolineando che il governo italiano non è “complice di decisioni altrui” né isolato in Europa. La premier ha anche assicurato che l’esecutivo è impegnato a limitare le possibili ricadute economiche della crisi su cittadini e imprese.

Durante l’intervento la presidente del Consiglio ha proposto alle opposizioni un tavolo di confronto sulle principali emergenze.

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Il presidente iraniano Pezeshkian: fine del conflitto solo con diritti riconosciuti all’Iran e risarcimenti

Il presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian, ha dichiarato che la fine dell’attuale conflitto regionale potrà arrivare solo con il riconoscimento dei “diritti legittimi” della Repubblica islamica, il pagamento di risarcimenti e garanzie internazionali contro nuove aggressioni.

In un messaggio pubblicato sui social dopo colloqui telefonici con i leader di Russia e Pakistan, Pezeshkian ha ribadito “l’impegno della Repubblica islamica per la pace e la stabilità nella regione”

Nella foto il presidente iraniano Pezeshkian

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Iran e Hezbollah attaccano insieme il nord di Israele

Un alto funzionario della difesa israeliano ha affermato che l’Iran e Hezbollah hanno condotto un attacco coordinato nel nord di Israele. Si tratta della prima operazione congiunta tra Teheran e il gruppo armato libanese dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, lo scorso 28 febbraio

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Oltre 800mila rifugiati in Libano per i raid di Israele

Il numero di sfollati in Libano dall'inizio degli attacchi di Israele in concomitanza con quelli all'Iran a fine febbraio è arrivato a 816.000 persone, di cui circa 126.000 alloggiati in rifugi collettivi. Lo ha detto Haneen Sayed, ministra degli Affari Sociali libanese.

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Iran: Consiglio Sicurezza Onu condanna attacchi Teheran a paesi del Golfo

Con 13 voti a favore e nessuno contrario il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha condannato gli attacchi iraniani ai Paesi del Golfo. La Cina e la Russia, due alleati di Teheran, si sono astenute consentendo l'approvazione del testo senza ricorrere al loro diritto di veto. La bozza di risoluzione, sostenuta da oltre 130 stati membri, condanna gli attacchi dell'Iran contro Bahrein, Giordania, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, definendoli una violazione del diritto internazionale e "una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale".

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Libano, l'altro fronte della guerra: nuovi raid di Israele su Beirut

L'esercito israeliano ha dichiarato di aver lanciato una nuova ondata di attacchi "su larga scala" sulla periferia sud di Beirut. Contemporaneamente, l'Afp e i media statali libanesi hanno riferito che una serie di pesanti raid ha colpito la zona, considerata una roccaforte di Hezbollah.

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Trump risponde sulle paure per l'economia e conferma 28 navi posamine distrutte a Hormuz

Donald Trump definisce la guerra in corso contro l'Iran come "una piccola deviazione" dagli sforzi della sua amministrazione per rilanciare l'economia statunitense, affermando che il conflitto durerà solo "un paio di settimane, poche settimane". Parlando con i giornalisti durante la visita a una fabbrica dell'Ohio, il presidente Usa ha detto anche che il mercato sta tenendo bene e che era prevedibile un aumento dei prezzi dei carburanti, uno spauracchio per gli stessi americani in vista delle elezioni di medio termine del prossimo autunno. Riguardo allo Stretto di Hormuz, da cui passa circa un quarto del petrolio mondiale, Trump ha ribadito che la marina Usa ha distrutto 28 navi posamine dell'Iran per scongiurare la minaccia di un blocco prolungato dello sbocco marittimo del Golfo Persico.

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Paesi Bassi, consenso su invio di fregata a Cipro

Il Parlamento olandese sostiene a larga maggioranza l'invio della fregata militare Evertsen nel Mediterraneo orientale per contribuire alla protezione di Cipro e degli altri alleati e garantire la sicurezza del traffico marittimo minacciato dal conflitto con l'Iran. Il governo aveva deciso lunedì di dispiegare la nave, rispondendo alla richiesta di Parigi.

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Kharg, l'isola del petrolio: il punto debole dell'Iran e del mondo

L''Iran invia il suo petrolio all'isola nel Golfo Persico e da lì parte il 90 per cento delle sue esportazioni. Kharg è spesso stata descritta come il fianco debole dell'Iran eppure non è mai stata attaccata in nessuna guerra. Perché

Kharg, l’isola del petrolio: il punto debole dell’Iran e del mondo

Trump ha dichiarato di volere ampliare la portata dei raid per includere obiettivi che vadano oltre le strutture militari e nucleari, ma ha anche chiesto a Isr…

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Cos'é il Modafinil e che c'entra con la guerra?

Il nostro servizio in Farsi ha fatto il punto sulle notizie uscite finora sui farmaci che i piloti israeliani assumerebbero per completare le missioni di guerra sull'Iran e il Libano.

Qual è il segreto dei piloti per restare vigili durante le missioni?

Un servizio di Channel 12 ha rivelato ha rivelato che l’Aeronautica Militare, in particolare quella israeliana, utilizza farmaci stimolanti come il Modafinil p…

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Iran ha piazzato almeno una dozzina di mine nello stretto di Hormuz, dice Reuters

L'Iran ha piazzato circa una dozzina di mine nello Stretto di Hormuz, una mossa che potrebbe avere causato i danni a tre navi oggi e che potrebbe innescare la reazione minacciata ieri da Donald Trump "di colpire 20 volte più forte". Lo scrive Reuters online citando fonti a conoscenza della questione. La Cnn aggiunge che Teheran usa piccole imbarcazioni per depositare le mine e le navi posamine rimaste, dopo che gli Stati Uniti hanno dichiarato di averne distrutte 16.

Da parte sua Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato di non avere «alcuna conferma» che l'Iran stia minando lo Stretto di Hormuz. «Non ho alcuna conferma di ciò, né dai servizi partner né dai nostri».

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Ue: "Non è il momento di allentare le sanzioni alla Russia" sull'energia

L'Ue ritiene che non sia "il momento di allentare le sanzioni contro la Russia". Lo hanno detto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, nel loro intervento alla teleconferenza con i partner del G7 per discutere una risposta coordinata alla situazione in Medio Oriente e alla crisi energetica che ne é conseguita.

Nei giorni scorsi l'idea di sospendere le sanzioni sul petrolio su alcuni Paesi era arrivata dalla Casa Bianca, dopo un'offerta di gas e petrolio da parte di Vladimir Putin. "Il nostro obiettivo è ridurre al minimo l'impatto sulla sicurezza e sul mercato energetico globale", scrivono i vertici Ue ribadendo "che la priorità immediata è mantenere i flussi energetici, in particolare la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, fondamentale per l'economia globale". Costa e von der Leyen hanno accolto con favore la decisione dei 32 Paesi dell'Agenzia Internazionale per l'energia di sbloccare 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche per calmare i mercati.

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Europarlamento chiede misure per vero "mercato unico della difesa"

ll Parlamento europeo riunito in plenaria ha adottato una serie di sue proposte per sviluppare "un autentico mercato unico dell'Ue nel settore della difesa e colmare le lacune critiche nelle capacità di difesa", si legge in un comunicato officiale. La relazione, passata con 393 voti favorevoli, 169 contrari e 67 astensioni, delinea misure per "costruire una deterrenza credibile", e rafforzare la base industriale e tecnologica della difesa europea.

La richiesta degli eurodeputati è di un aumento dei finanziamenti Ue a lungo termine, appalti comuni e una gestione del ciclo di vita condivisa, regolamentazioni semplificate e incentivi per l'integrazione transfrontaliera, al fine di ridurre la dipendenza da fornitori extra-Ue. L'Eurocamera privilegia un approccio "Buy European" ("Acquista europeo") negli appalti per la difesa per rafforzare la base, rendere la domanda più prevedibile, stimolare gli investimenti in ricerca e sviluppo e incrementare la produzione.

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Cos'é l'Aie e come funziona

I 32 paesi membri dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (Aie) hanno deciso di sbloccare 400 milioni di barili di petrolio dalle loro riserve per attenuare l'impatto della guerra in Medio Oriente sui prezzi energetici e sull'inflazione. Le riserve strategiche di petrolio fungono da cuscinetto in caso di shock o interruzioni dei flussi, come sta accadendo dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran il 28 febbraio e le successive rappresaglie di Teheran nel Golfo Persico e nello stretto di Hormuz.

La crisi del petrolio rischia di innescare una crisi inflazionistica e non solo alla pompa di benzina. Il petrolio rischia di aumentare i costi del trasporto aereo e della produzione di articoli in plastica per esempio e in generale i costi energetici per le imprese che rischiano poi di scaricarsi sui consumatori.

L'Aie è nata nel 1974 a seguito del primo shock petrolifero del 1973 e ha il ruolo di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico. Ogni membro, tra cui l'Italia, ha "l'obbligo di detenere scorte di petrolio equivalenti ad almeno 90 giorni di importazioni nette", che possono essere mobilitate in caso di crisi.

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Hezbollah e Hamas rinnovano affiliazione a Khamenei: ha una frattura a un piede, dice Cnn

Anche la Cnn pubblica un aggiornamento sulle condizioni di salute della nuova Guida Suprema dell'Iran. Mojtaba Khamenei avrebbe un piede fratturato ed escoriazioni al volto riportate nello stesso attacco che ha ucciso il primo giorno della guerra suo padre, e predecessore alla guida dell'Iran, Alì Khamenei e diversi familiari. In precedenza il Guardian aveva parlato di conseguenze alle gambe, a un braccio e a una mano.

Motivi per cui il nuovo leader non è ancora apparso in pubblico ma, assicurano le autorità iraniane, è al lavoro. Sempre oggi sono arrivati la dichiarazione di fedeltà di Hezbollah anche al nuovo leader e le congratulazioni per la nomina da parte di Hamas.

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Ue: nuove sanzioni su funzionari del regime, Teheran parla di "complicità" nei crimini di Usa e Israele

Teheran considera "un atto di complicità" la decisione dell'Unione europea oggi di sanzionare ulteriormente il regime iraniano. "È assurdo quanto immorale e del tutto illegale: si cerca di punire l'Iran per aver esercitato il suo diritto intrinseco alla legittima difesa ai sensi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e per aver resistito all'aggressione brutale e illegale degli Stati Uniti e del regime israeliano, mentre si continua ad armare, proteggere e favorire proprio quegli aggressori genocidi", ha scritto su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei.

 L'Ue ha imposto sanzioni su 19 funzionari ed entità iraniani, aveva informato poco prima l'Alta rappresentante europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas. "Oggi, gli ambasciatori degli Stati membri dell'Unione europea hanno approvato nuove sanzioni contro 19 funzionari del regime ed entità responsabili di gravi violazioni dei diritti umani", ha annunciato l'Alta rappresentante su X. Kallas ha ribadito che "l'Ue proteggerà i propri interessi e perseguirà i responsabili della repressione interna".

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Commissario Jorgensen: "Accolgo con favore il rilascio scorte di petrolio"

"Accolgo con favore la decisione dei paesi membri dell'Aie di procedere a un rilascio coordinato delle scorte di petrolio nel contesto delle attuali perturbazioni del mercato innescate dal conflitto in Medio Oriente. In tempi difficili, l'unità e la cooperazione globale sono essenziali". Lo afferma il commissario europeo all'Energia Dan Jorgensen. "La Commissione - aggiunge - continua a coordinare le azioni tra gli Stati membri dell'Ue e in collaborazione con l'Aie. Il nostro gruppo di coordinamento per il petrolio si riunirà domani". 

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Iran, anche la Svizzera chiude l'ambasciata

In accordo con i Paesi interessati, la Svizzera chiude l'ambasciata a Teheran ma "continuerà a mantenere aperto il canale di comunicazione tra gli Stati Uniti e l'Iran nell'ambito dei suoi buoni uffici". Lo comunica il governo elvetico parlando di chiusura temporanea. La decisione segue quelle di Italia e Danimarca ma in questo caso pesa appunto il fatto che la diplomazia elvetica cura da decenni anche gli interessi diplomatici in Iran degli Stati Uniti.

«Il mandato in qualità di potenza protettrice, nell'ambito del quale la Svizzera rappresenta gli interessi degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran, può essere esercitato anche al di fuori della regione», precisa la nota. Euronews Farsi poco tempo ha ripercorso il ruolo della Svizzera in Iran sin dalla crisi degli ostaggi a Teheran.

Iran-Usa, il ruolo della Svizzera nella diplomazia nucleare

Sin dal 1979 la Svizzera ha svolto un ruolo diplomatico centrale, fungendo da ponte tra Washington e Teheran. La storia di queste mediazioni e il ruolo storico…

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Tre navi colpite nello Stretto di Hormuz: una è di proprietà greca

L'Iran ha colpito almeno tre navi oggi nello stretto di Hormuz. Il caso più grave è di un cargo thailandese, poiché tre marinai risultano dispersi. L'ultima nave a essere colpita è però di proprietà di un armatore greco. Il servizio in greco di Euronews sta seguendo gli sviluppi della vicenda.

Nave greca colpita nello Stretto di Hormuz

La nave batte bandiera delle Isole Marshall ma è di proprietà dell’armatore Petros Pappas. L’equipaggio sta bene ma sono state colpite anche altre due navi, un…

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400 milioni di barili da riserve di petrolio andranno sul mercato

Il capo dell'Agenzia internazionale per l'energia, Fatih Birol, ha comunicato cheè stato deciso il rilascio di 400 milioni di barili da riserve petrolio per contenere la crisi energetica in corso e i prezzi dei carburanti

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Mojtaba Khamenei "ferito a gambe, mano e braccio", conferma ambasciatore Iran a Cipro

La neo Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è rimasto ferito nell'attacco del 28 febbraio che ha ucciso il padre, la madre, sua moglie e altri familiari. Lo ha confermato l'ambasciatore iraniano a Cipro in un'intervista a The Guardian pubblicata oggi. "Ho sentito che è rimasto ferito alle gambe, a una mano e al braccio", ha detto Alireza Salarian al quotidiano britannico. La notizia era già stata parzialmente confermata dal consigliere governativo, Yousef Pezeshkian, figlio del presidente iraniano, che aveva postato un messaggio su Telegram. Secondo Reuters le ferite del nuovo leader dell'Iran, 56 anni, sono "lievi".

Mojtaba Khamenei was hurt in strike that killed his father, Iran’s Cyprus ambassador confirms

Alireza Salarian says Iran’s new supreme leader was lucky to survive strike that killed six of his family members

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Regno Unito sospende tassazione su carburanti

Se l'Italia non ha ancora preso decisioni sulle accise sui carburanti, per contenere i prezzi dell'energia e la relativa inflazione, il Regno Unito si è mosso in tal senso. Le accise «rimarranno congelate fino a settembre» e il governo «continuerà a monitorare la situazione alla luce degli eventi in Iran», ha detto martedì ai parlamentari il primo ministro britannico, Keir Starmer.

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Iran minaccia petrolio "a 200 dollari al barile"

Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale delle forze armate iraniane (Khatam al-Anbiya), sostiene che l'Iran è pronto a passare da «attacchi reciproci» ad «attacchi continui contro gli avversari» e gli Stati Uniti non saranno più in grado di controllare i prezzi del greggio. «Non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio raggiunga gli Stati Uniti, i sionisti (Israele) e i loro partner. Qualsiasi nave o petroliera diretta verso di loro sarà un bersaglio legittimo», ha detto Zolfaqari minacciando: «Preparatevi un petrolio a 200 dollari al barile, perché il prezzo del greggio dipende dalla sicurezza regionale che voi avete destabilizzato».

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Usa colpiscono impianti missili e "60 navi" per Central Command

Gli Stati Uniti hanno colpito un «grande impianto di produzione di missili balistici» in Iran. Lo ha affermato il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti Brad Cooper in un video pubblicato su X per fornire un aggiornamento sull'operazione militare congiunta con Israele contro l'Iran.  "Ieri sera la nostra forza di bombardieri ha colpito un grande impianto di produzione di missili balistici, ad esempio", ha detto Cooper, "non si tratta solo di cosa ci sta attaccando oggi. Si tratta anche di eliminare la minaccia in futuro".

Dall'inizio della guerra con l'Iran, secondo il responsabile del Central Command, gli Stati Uniti hanno colpito oltre 5.500 obiettivi all'interno del Paese, tra cui oltre 60 navi. «Proprio ieri abbiamo ricevuto ondate di attacchi quasi ogni ora da diverse località e direzioni verso l'Iran», ha detto Cooper.

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Raid di Israele su due citta del Libano meridionale

Due attacchi aerei israeliani hanno preso di mira le città di Haboush e al-Sawana, nel Libano meridionale, secondo quanto riporta l'emittente qatariota Al Jazeera.

Sono almeno 19 le persone morte da mercoledì mattina a causa dell'offensiva israeliana nel Paese.

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Klm cancella tutti i voli per Dubai fino al 28 marzo

La compagnia aerea olandese Klm ha dichiarato di aver cancellato tutti i voli per Dubai fino al 28 marzo.

"A causa dei continui disordini geopolitici in Medio Oriente, Klm ha deciso di cancellare tutti i voli per Dubai fino al 28 marzo", ha dichiarato la compagnia aerea.

Klm si è detta disponibile e a rimpatriare i viaggiatori bloccati, una procedura gestita tramite il ministero degli Affari Esteri olandese.

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Nave cargo thailandese colpita nello Stretto di Hormuz: tre membri dell'equipaggio dispersi

Le autorità thailandesi hanno dichiarato che sono in corso le ricerche dei tre membri dell'equipaggio dispersi dopo che una nave cargo thailandese è stata colpita e incendiata nello Stretto di Hormuz mercoledì.

Il dipartimento della Marina thailandese ha dichiarato che venti membri dell'equipaggio della nave Mayuree Naree sono già stati tratti in salvo dalla marina omanita e portati a riva a Khasab. I tre membri dell'equipaggio dispersi si trovavano nella sala macchine al momento dell'esplosione.

Il centro operativo per il commercio marittimo del Regno Unito, gestito dall'esercito britannico, aveva dichiarato in precedenza che la nave era stata colpita appena a nord dell'Oman, nello stretto.

Il dipartimento della Marina ha affermato che sta coordinando le operazioni di ricerca e soccorso con le agenzie nazionali e internazionali competenti e che sta fornendo assistenza ai membri dell'equipaggio coinvolti.

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Media: a Fardis distrutto quartier generale pasdaran

Un video pubblicato da Iran international mostra l'edificio che ospitava la sede del quartier generale del corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche a Fardis distrutto da un attacco.

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Israele rafforza le forze al confine settentrionale

Mercoledì l'esercito israeliano ha dichiarato che stava riposizionando le truppe da sud per fornire rinforzi lungo il confine settentrionale.

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Attaccata a una nave thailandese nello Stretto di Hormuz

Una nave battente bandiera thailandese è stata attaccata nella zona dello Stretto di Hormuz. A riferirlo è la Marina della nazione asiatica, secondo la quale sono in corso operazioni per prestare soccorso ai ventitré membri dell'equipaggio. L'imbarcazione in questione è la Mayuree Naree, che sarebbe stata attaccata mentre era in fase di transito. Non è stato precisato quale sia l'origine dell'attacco, ma è stato indicato che verrà avviata un'indagine.

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Crosetto: "Stretto di Hormuz problema mondiale, serve multilateralismo"

La situazione attuale nello Stretto di Hormuz rappresenta un "problema mondiale", poiché si tratta di un passaggio fondamentale per il transito dell'energia. A spiegarlo è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, rispondendo ad alcune domande domande poste dai giornali giornalisti al termine delle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Senato.

Lo stesso ministro ha sottolineato la necessità di rilanciare una forma di multilateralismo "che metta d'accordo gli interessi di quasi tutti, anche di Paesi che non si parlano da anni". Quanto al rischio che lo stretto sia minato, secondo Crosetto l'approccio deve essere internazionale: "Non si tratta di un problema degli Stati Uniti, dei paesi del Golfo, di Israele o dell'Italia, bensì di un problema globale. È per questo che la comunità internazionale deve confrontarsi, magari in sede Onu".

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Libano, si aggrava il bilancio delle vittime: 570 i morti

Sono almeno 570 le persone uccise in Libano, tra le quali 86 bambini e 45 donne. il nuovo bilancio delle vittime dei raid israeliani sulla nazione mediorientale è stato diffuso dal ministero della Salute di Beirut. Secondo la stessa fonte, 84 persone sono morte soltanto nella giornata di martedì.

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Erdogan: "Si ponga fine alla guerra prima che si propaghi in tutta la regione"

Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, ha lanciato nella mattinata di mercoledì mercoledì 11 marzo un appello affinché venga posta fine alla guerra in Medio Oriente. E ha sottolineato come occorre farlo "prima che essa si propaghi in tutta la regione". Il capo di Stato di Ankara ha chiesto di dare una possibilità alla via diplomatica: "Proseguiremo pazientemente i nostri sforzi per ricondurre le parti al tavolo dei negoziati".

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Le forze armate dell'Iran: "Pronti a colpire obiettivi economici dopo raid su banca di Teheran"

Le forze armate iraniane sarebbero pronte ad attaccare obiettivi economici nella regione, comprese le banche. A farlo sapere è stato il quartier generale di Khatam Al-Anbiya, affiliato ai Guardiani della rivoluzione, secondo quanto riferito dalla televisione di Stato di Teheran. Si tratterebbe di una risposta a un bombardamento israelo-americano avvenuto nella notte, che avrebbe colpito un istituto di credito della capitale iraniana, "uccidendo degli impiegati" che si trovavano al lavoro eccezionalmente per preparare le remunerazioni dei dipendenti.

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Iran, Wsj: "Usa preoccupati da volontà di Israele di proseguire la guerra"

Gli Stati Uniti sarebbero preoccupati di fronte alla volontà del governo di Israele di proseguire la guerra contro l'Iran. A riferirlo è un articolo pubblicato dal Wall Street Journal, secondo il quale sarebbe emersa dunque una distanza tra Washington e Tel Aviv rispetto ai prossimi passi da effettuare nella crisi in Medio Oriente.

In particolare, secondo il quotidiano statunitense, la Casa Bianca avrebbe espresso il proprio malcontento al governo di Israele rispetto a una serie di attacchi effettuati in particolare a infrastrutture petrolifere iraniane. Avrebbe anche chiesto di astenersi da nuovi raid di questo tipo senza un'approvazione da parte degli stessi Stati Uniti.

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Pd, risoluzione per divieto di uso di basi militari italiane

Il Partito democratico ha presentato una risoluzione al Senato che, se approvata, impegnerebbe il governo a non autorizzare l'uso di basi militari statunitensi, così come qualsiasi altro tipo di supporto nell'ambito della guerra in Medio Oriente, condotta "in violazione del diritto internazionale" e che "va fermata prima che sia troppo tardi".

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Meloni: "All'Italia 14,9 miliardi di euro dal programma Safe"

La presidente del consiglio Giorgia Meloni ha ricordato che, nell'ambito del programma Safe (Security Action for Europe), all'Italia sono assegnati 14,9 miliardi di euro. Essi andranno a progetti che, come riferito dalla stessa Meloni, si concentreranno sullo sviluppo dell'industria delle difesa nazionale, privilegiando gli strumenti "dual use", ovvero quelli utilizzabili sia in ambito militare che civile.

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Meloni: "Difesa, l'Ue non dimentichi il fianco meridionale"

Per quanto riguarda le strategie di difesa dell'Unione Europea, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, ha spiegato che "la prontezza dell'Ue deve essere sviluppata, accanto alla protezione del fianco Est della Nato, senza dimenticare quello meridionale, segnato dalle crisi in Medio Oriente, Libia, Sahel e Corno d'Africa.

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Meloni: "Necessaria revisione del sistema Ets, colpisce anche le rinnovabili"

"Il costo dell'energia in Europa è legato al sistema di tassazione della CO2, il cosiddetto Ets, che necessità di una revisione perché gonfia artificialmente i prezzi". La presidente del consiglio Giorgia Meloni ha reiterato la posizione del governo in merito al meccanismo europeo di scambio delle emissioni di biossido di carbonio, affermando che esso rappresenta "di fatto una tassa voluta dall'Europa che dovrebbe gravare solo sui metodi di produzione di energia più inquinanti, come quelli di origine fossile, ma finisce per determinare il prezzo anche di altre fonti come quelle rinnovabili". Di qui la richiesta, già avanza in precedenza dall'esecutivo, di "sospendere urgentemente l'applicazione del sistema Ets" e di mantenere lo stop "per lo meno fino a quando i prezzi globali non torneranno ai livelli precedenti alla crisi in Medio Oriente".

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Meloni: "Carburanti, no a speculazioni"

Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni sulla guerra in Medio Oriente al Senato, ha puntato il dito contro chi "si vuole arricchire sulla pelle di cittadini e imprese", facendo riferimento all'aumento dei prezzi dei carburanti. Ha quindi annunciato che il governo è pronto a "recuperare i proventi delle speculazioni" agendo "sulla tassazione delle aziende che ne fossero responsabili".

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Meloni: "Libano, preoccupazione per attacchi a Unifil"

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando al Senato sulla guerra in Medio Oriente, ha espresso anche la propria preoccupazione "per gli attacchi alla missione Unifil" delle Nazioni Unite in Libano. Ha ricordato che del contingente fanno parte anche "oltre mille soldati italiani", a sostegno "della sovranità, dell'integrità territoriale e della stabilità" della nazione mediorientale".

La leader di Fratelli d'Italia ha quindi sottolineato di aver chiesto a Israele di garantire la sicurezza del personale militare impiegato nella missione.

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Meloni: "Evidente crisi del diritto internazionale. Italia non entra nel conflitto"

Nelle comunicazioni al Senato sul conflitto in Medio Oriente, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato come a suo avviso il mondo sia di fronte "a un'evidente crisi del diritto internazionale, degli organismi multilaterali, e al venir meno di un ordine mondiale condiviso. È un processo in corso di tempo, ma che ha auto un momento di svolta preciso, ovvero l'invasione di una nazione vicina da parte di un membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”, ha precisato con un chiaro riferimento alla guerra avviata dalla Russia in Ucraina.

La stessa capo di governo ha poi parlato di "minacce sempre più spaventose” e di moltiplicazione di "interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale", precisando che "l'Italia non intende prendere parte all'intervento americano e israeliano contro il regime iraniano".

Giorgia Meloni ha quindi sottolineato la propria "condanna" per la strage avvenuta in una scuola elementare a Minab, in Iran, esprimendo "solidarietà ai familiari delle giovanissime vittime" e chiedendo che "si accertino rapidamente le responsabilità". 

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Suonano sirene antiaeree in Bahrein

Il Bahrein ha fatto suonare le sirene antiaeree nella tarda mattinata di mercoledì.

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Almeno quattro morti nell'attacco israeliano nel centro di Beirut

Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che un attacco aereo israeliano su un condominio nel centro di Beirut, avvenuto mercoledì mattina, ha ferito quattro persone.

L'attacco a un appartamento nel quartiere Aicha Bakkar di Beirut. è avvenuto senza preavviso e non è stato immediatamente chiaro chi fosse l'obiettivo.

Si è trattato del secondo raid nel centro di Beirut in meno di una settimana.

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In Libano oltre 780mila sfollati

Il ministero degli Affari sociali del Libano afferma che la guerra ha finora causato lo sfollamento di circa 780mila persone nel Paese.

Circa 120mila sfollati vivono nei rifugi sparsi in tutto il Libano.

Martedì è arrivato un aereo dell'Unione europea con aiuti che saranno distribuiti nei rifugi.

Sono previste ulteriori spedizioni di aiuti dalla Giordania, dalla Francia e da altri Paesi.

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Iran: banche e istituti finanziari ora obiettivi sensibili

Mercoledì il comando militare congiunto iraniano ha dichiarato che banche e istituti finanziari sono ora obiettivi in Medio Oriente.

Il quartier generale di Khatam al-Anbiya ha rilasciato una dichiarazione in cui identifica gli obiettivi.

Ciò è avvenuto dopo che i media iraniani avevano riferito che il personale di una banca a Teheran era stato ucciso in attacchi aerei israelo-statunitensi.

La minaccia metterebbe a rischio in particolare Dubai, che ospita numerose istituzioni finanziarie internazionali, nonché l'Arabia Saudita e il regno insulare del Bahrein.

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Arabia Saudita, Kuwait e Qatar intercettano nuovi attacchi iraniani

Arabia Saudita, Kuwait e Qatar hanno intercettato nuovi attacchi iraniani effettuati con missili e droni. I pasdaran hanno definito i nuovi raid la "37esima ondata dell'operazione True Promise 4".

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La Cina "non è d'accordo" con gli attacchi contro i paesi del Golfo

La Cina “non è d'accordo” con gli attacchi contro gli stati del Golfo e condanna tutti gli attacchi indiscriminati contro civili e obiettivi non militari, ha affermato Guo Jiakun, portavoce del ministero degli Esteri cinese, in una conferenza stampa.

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I ministri dell'energia del G7 "pronti" ad adottare le "misure necessarie" sulle riserve petrolifere

Mercoledì i ministri dell’Energia del G7 hanno dichiarato di "essere pronti" ad adottare "tutte le misure necessarie" in coordinamento con l’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) per affrontare l’aumento dei prezzi del petrolio greggio, che hanno subito un'impennata a causa della guerra in Iran.

Dopo un incontro virtuale tenutosi martedì con il direttore esecutivo dell'Aie, i ministri hanno dichiarato in una nota: "I membri del G7 valuteranno attentamente le raccomandazioni formulate durante queste discussioni. Abbiamo concordato di essere pronti ad adottare tutte le misure necessarie in coordinamento con i membri dell'Aie."

I media statunitensi, citando funzionari a conoscenza della questione, hanno riferito che l’Aie aveva proposto il più grande rilascio mai realizzato di riserve petrolifere per contrastare l’impennata dei prezzi del greggio.

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Pasdaran rivendicano lancio di missili su base Usa in Kuwait

Il corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) ha rivendicato il lancio di due missili contro una base militare statunitense in Kuwait.

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Droni iraniani colpiscono area vicino all'aeroporto di Dubai: quattro feriti

Le autorità affermano che due droni iraniani hanno colpito vicino all'aeroporto internazionale di Dubai, ferendo quattro persone. Al momento non si fermano i voli.

Il Dubai Media Office, che rilascia una dichiarazione a nome del governo della città-stato, ha affermato che l'attacco ha causato “ferite lievi a due cittadini ghanesi e un cittadino del Bangladesh e ferite moderate a un cittadino indiano”.

L'aeroporto internazionale di Dubai, sede della compagnia aerea a lungo raggio Emirates, è il più trafficato al mondo per i viaggi internazionali. Le autorità hanno cercato di aumentare il programma dei voli nonostante l'aeroporto sia stato preso di mira durante la guerra.

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Terza nave attaccata nel Golfo Persico

Un'altra nave è stata attaccata mercoledì nel Golfo Persico, ha detto l'esercito britannico.

Una nave portarinfuse è stata colpita da un proiettile al largo degli Emirati Arabi Uniti, ha affermato il centro operativo per il commercio marittimo del Regno Unito dell'esercito britannico.

“Non ci sono segnalazioni di alcun impatto ambientale”, ha affermato il centro. “L'equipaggio risulta sano e salvo.”

Si tratta del terzo attacco segnalato mercoledì.

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Il Consiglio di sicurezza dell'Onu voterà la bozza che chiede la cessazione degli attacchi iraniani

Più tardi oggi il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite voterà una risoluzione presentata dal Bahrein che condanna l'Iran per i suoi attacchi contro diversi paesi arabi della regione.

La risoluzione proposta chiede la cessazione immediata degli attacchi iraniani contro Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania.

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Mojtaba Khamenei "sano e salvo" nonostante le ferite

 “Ho sentito notizie riguardo a Mojtaba, che sarebbe rimasto ferito. Ho chiesto a degli amici che sono in contatto. Hanno detto, grazie a Dio, che sta bene e non ci sono problemi", ha scritto in un post pubblicato durante la notte su Telegram il figlio del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, Yousef.

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Nave cargo colpita da un proiettile nello Stretto di Hormuz è in fiamme

Mercoledì un proiettile ha colpito una nave mercantile nello Stretto di Hormuz, dando fuoco alla nave dopo che gli Stati Uniti hanno preso di mira le navi posamine iraniane.

Il centro operativo per il commercio marittimo del Regno Unito, gestito dall'esercito britannico, ha affermato che la nave è stata colpita appena a nord dell'Oman, nello stretto.

L'equipaggio stava evacuando la nave.

L'Iran non ha rivendicato immediatamente l'attacco, sebbene abbia preso di mira le navi all'interno e nei dintorni dello stretto, bloccando la via d'acqua attraversata da un quinto di tutto il petrolio e il gas naturale scambiati.

L'esercito britannico aveva precedentemente riferito di un altro attacco contro una nave al largo di Ras al-Khaimah negli Emirati Arabi Uniti.

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Intelligence Usa: rischio mine nello stretto di Hormuz

L'Iran starebbe adottando misure per dispiegare mine nello Stretto di Hormuz, secondo le informazioni dell'intelligence statunitense.

"Se l'Iran ha messo mine nello Stretto di Hormuz, di cui non abbiamo segnalazioni, le rimuova immediatamente" altrimenti "le conseguenze militari daranno a livelli mai visti prima. Se le rimuove, invece, sarebbe un passo nella giusta direzione", ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul suo social Truth.

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In calo i prezzi del petrolio

I prezzi del petrolio stanno scendendo. Sui mercati asiatici i future sul Wti sono rimasti sotto gli 85 dollari al barile a 83,20 e quelli sul Brent sotto i 90 dollari, a 87.

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Libano, un morto per gli attacchi israeliani

Un attacco israeliano nella regione della Bekaa occidentale, in Libano, ha causato la morte di almeno una persona e il ferimento di due, secondo il ministero della Salute libanese. Altre quattro persone sono rimaste ferite in un attacco alla città di Tibnin, nel distretto di Bint Jbeil.

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Russia: danneggiato il consolato di Isfahan

La Russia ha affermato che il suo consolato nella città iraniana di Isfahan è stato danneggiato in attacchi aerei contro la città centrale iraniana.

L'agenzia di stampa statale Tass ha citato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, la quale ha affermato che non ci sono state “vittime o feriti gravi” nell'attacco di domenica, che ha preso di mira il vicino ufficio del governatore della città.

“Le finestre dell'edificio adibito a uffici e degli appartamenti residenziali sono andate in frantumi e diversi dipendenti sono stati sbalzati indietro dall'onda d'urto. Fortunatamente non ci sono state vittime o feriti gravi”, ha detto Zakharova.

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Nave attaccata al largo degli Emirati Arabi Uniti

Un proiettile ha colpito una nave portacontainer nelle prime ore di mercoledì mattina al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti, nello Stretto di Hormuz, ha riferito l'esercito britannico.

Il centro operativo del commercio marittimo del Regno Unito ha emesso l'avvertimento, affermando che l'attacco è avvenuto al largo di Ras al-Khaimah, l'emirato più settentrionale degli Emirati Arabi Uniti sullo Stretto.

Il centro ha affermato che “l'entità del danno è attualmente sconosciuta ma è oggetto di indagine da parte dell'equipaggio.”

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Qatar: esplosioni a Doha

Nella capitale del Qatar Doha sono state segnalate diverse esplosioni, secondo quanto riportato dai giornalisti di Afp.

In precedenza, il ministero dell'Interno del Qatar aveva precedentemente segnalato un "elevato livello di minaccia alla sicurezza" e aveva esortato i residenti a rimanere in casa e a stare lontani dalle finestre.

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