Il Papa presiede a Barcellona la messa di inaugurazione della torre di Gesù Cristo della Sagrada Família, evento storico che corona decenni di lavori e prevede la benedizione della nuova guglia centrale
La Basilica della Sagrada Família di Barcellona vive uno dei momenti più significativi della sua storia recente con l’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo, elemento centrale e più alto del tempio progettato da Antoni Gaudí.
La cerimonia è presieduta dal Papa, che ha celebrato una messa solenne all’interno della basilica prima della benedizione della nuova guglia, coronata da una croce monumentale e concepita come asse simbolico dell’intero complesso architettonico.
Nel corso dell’omelia, il Pontefice ha rivolto un forte appello alla pace e alla solidarietà, con particolare attenzione alle vittime delle guerre e della povertà: "Non possiamo credere in Gesù e uccidere l’innocente. Non possiamo credere in Gesù e abbandonare chi soffre, chi piange, chi fugge dalla miseria", ha affermato prima della benedizione della torre, che è stata impartita sia in catalano che in spagnolo.
Una tappa storica per il tempio di Gaudí
L’evento segna un passaggio decisivo nella lunga storia della Sagrada Família, ancora oggi in fase di costruzione. La basilica è infatti un tempio espiatorio incompiuto, con la facciata della Gloria tra le principali fasi ancora da realizzare.
La nuova Torre di Gesù Cristo raggiunge un’altezza di 172,5 metri, rendendo la Sagrada Família la chiesa più alta del mondo e coronando decenni di lavori dedicati alla torre centrale. "Questa chiesa è un unico edificio composto da molte pietre. Noi tutti siamo le pietre vive di quest'opera, che ha Cristo per fondamento e culmine", ha commentato il pontefice.
La cerimonia si inserisce anche nel contesto delle commemorazioni per il centenario della morte di Antoni Gaudí, architetto visionario dell’opera.
Decine di migliaia di fedeli e autorità presenti
All’evento hanno partecipato circa 8.000 persone, con 4.000 presenti all’interno della basilica e altre 4.000 all’esterno, collegate tramite maxischermi per seguire la messa. Nei dintorni della basilica e lungo il percorso che ha seguito Prevost, si stima si siano ammassate in tutto 120mila persone.
Tra le autorità presenti figurano il presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, e la moglie, seguiti successivamente dai re Felipe VI e Letizia, che hanno preso posto nel presbiterio, vicino all’altare.
Il messaggio del Papa: fede, comunità e solidarietà
Durante la cerimonia e in interventi successivi, il Papa ha ribadito un messaggio centrato sull’unità e sulla responsabilità collettiva, utilizzando anche metafore legate allo sport per parlare alla società contemporanea.
"La vita non è una corsa per mettersi in mostra da soli, ma un cammino che impariamo a percorrere insieme", ha affermato, sottolineando l’importanza della collaborazione e della solidarietà.
In un ulteriore passaggio, in metafora calcistica, ha aggiunto: "Chi non sa passare il pallone, anche se ha talento, non ha ancora capito il gioco. E chi non sa vivere con gli altri e per gli altri, non ha ancora capito la vita".
Il Pontefice ha inoltre richiamato l’attenzione sul contesto globale, ricordando come l’unità e la pace restino temi centrali in un periodo segnato da tensioni internazionali e disuguaglianze sociali.