Giovedì a Saint-Brieuc, nelle Côtes-d'Armor, è stata presentata una nuova denuncia contro Jérôme B., principale sospettato per la morte di Lyhanna nel Gers. Il fratello, Yannick B., è stato incriminato per lo stupro di due ex compagne
Siamo di fronte a un pedocriminale seriale ? Il fascicolo a carico di Jérôme B. continua ad appesantirsi. Mercoledì la procura di Saint-Brieuc ha annunciato, in un comunicato, l’esistenza "di un possibile legame" tra la denuncia per stupro su minore presentata a Saint-Brieuc e il principale sospettato per la morte della giovane Lyhanna, i cui funerali si terranno venerdì.
La denuncia era stata presentata contro ignoti dalla madre di una bambina di 11 anni per fatti risalenti al 2023. Con la grande eco mediatica del rapimento e della morte della studentessa di 11 anni nel Gers, la bambina avrebbe detto alla madre "è lui", spiegando di aver riconosciuto lo sguardo di Jérôme B.
La denuncia contro ignoti è quindi diventata una denuncia contro il 41enne.
La procura ha inoltre precisato di rinunciare al fascicolo a favore della procura di Auch e ha aggiunto: "per tutelare l’intimità della giovane querelante e per non nuocere all’indagine […], non sarà comunicato alcun elemento di merito sulla procedura".
Una prima segnalazione risalente al 2017
Questa nuova denuncia arriva lo stesso giorno in cui è stato confermato che il corpo ritrovato giovedì sera in un sito agricolo del Gers è effettivamente quello di Lyhanna.
Jérôme Barella era già stato coinvolto in una denuncia per stupro presentata nel 2022, per presunti fatti commessi su una bambina di sette anni nel corso del 2020, nella sua abitazione. La denuncia era stata archiviata nel 2024 perché l’elemento costitutivo del reato era considerato "insufficientemente caratterizzato". Ma la magistrata ha fatto sapere che il caso sarà riesaminato.
Un’altra denuncia per stupro era stata presentata anche il 22 agosto 2025 dalla madre di una bambina chiamata Rosa, nata nel 2014. La ragazza ha denunciato stupri commessi "tra settembre 2024 e maggio 2025 nell’abitazione" da parte del sospettato. L’indagine è ancora in corso.
Infine, una terza denuncia è stata presentata questo mercoledì in un altro caso di stupro su minore. Secondo diversi media locali, si tratta di una denuncia presentata da Nicolas L. per fatti commessi sulla figlia, affidata ai Servizi sociali per l’infanzia.
Oltre alle denunce per stupro, una prima segnalazione risale al 2017: era stata fatta dalla madre di un’adolescente di 17 anni, che aveva scoperto che la figlia aveva una relazione con quest’uomo, all’epoca 32enne.
I familiari sotto inchiesta per stupri
Il fratello di Jérôme B., Yannick B., da parte sua è stato messo sotto inchiesta questo mercoledì nell’ambito di due indagini per stupro commessi su ex compagne, ha reso noto martedì il procuratore di Agen, Olivier Naboulet. "Al termine del primo interrogatorio di comparizione, durante il quale si è avvalso della facoltà di non rispondere, Yannick B. è stato messo sotto inchiesta", ha dichiarato il procuratore in un comunicato, precisando che il sospettato è stato rimesso in libertà e sottoposto a controllo giudiziario, una decisione contro la quale la procura ha presentato ricorso.
Yannick B. era stato posto in stato di fermo lunedì al commissariato di Auch per lo stupro di un’ex compagna, con la quale aveva avuto una relazione tra il 2007 e il 2011. In seguito agli inquirenti è arrivata una seconda denuncia, sempre per stupro, per fatti risalenti al 2018. "Secondo le loro dichiarazioni, le due vittime hanno avuto una relazione di coppia con l’indagato […] e sarebbe nel corso di queste relazioni di coppia che sarebbero stati commessi gli stupri", si legge nel comunicato della procura.
I fatti denunciati non hanno alcun legame con il caso Lyhanna, in cui Jérôme B. è il principale sospettato.
Il padre di Jérôme B. e di Yannick B., J. B., è stato a sua volta oggetto nel 2013 di una denuncia per stupri presentata da una delle sue nipoti. La querelante, oggi 26enne (e che non è la figlia di Jérôme B., ndr), denunciava diversi episodi che si sarebbero verificati quando aveva tra i 10 e i 13 anni nell’abitazione del nonno, in un periodo compreso tra il 2010 e il 2013.
Un’inchiesta giudiziaria era stata aperta nell’ottobre 2015 dalla procura di Béziers e l’uomo era stato sentito dalla magistratura, prima di ottenere un proscioglimento nel 2021. Una decisione contro la quale la famiglia aveva presentato ricorso, salvo poi rinunciarvi. Il proscioglimento è quindi diventato definitivo e la procura generale di Montpellier precisa che l’uomo non è mai stato messo sotto inchiesta ma è stato sentito con lo status di testimone assistito.
Per il momento il fascicolo non è destinato a essere riaperto. Solo un eventuale nuovo elemento apportato dalla querelante potrebbe giustificare ulteriori indagini.