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Si apre la Conferenza di Monaco: in agenda sicurezza, ordine mondiale e Ucraina

Il Segretario Generale della NATO Mark Rutte parla durante una tavola rotonda alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, sabato 15 febbraio 2025.
Il Segretario Generale della NATO Mark Rutte parla durante una tavola rotonda alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, sabato 15 febbraio 2025. Diritti d'autore  AP Photo/Matthias Schrader
Diritti d'autore AP Photo/Matthias Schrader
Di Johanna Urbancik
Pubblicato il
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Più di 60 capi di Stato e di governo si riuniscono in Germania, accompagnati dall'avvertimento che l'ordine internazionale è sempre più sotto pressione. Nel rapporto di presentazione, la Conferenza mette in guardia da alleanze più fragili e tensioni maggiori tra Europa e Usa

Capi di Stato e di governo europei e internazionali si ritrovano da questo venerdì in Germania, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco (Msc) che si tiene fino a domenica.

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Sono attesi sessantacinque leader e 450 rappresentanti della politica, della scienza e dell'industria della difesa, che parleranno di "questioni fondamentali, tante e raramente affrontate in contemporanea nella storia" dell'evento, ha scritto il presidente dell'Msc, Wolfgang Ischinger, nel presentare l'edizione 2026.

Le questioni sono quelle della sicurezza dell'Europa, della tenuta dell'alleanza transatlantica con gli Stati Uniti e della capacità della comunità internazionale di gestire un mondo sempre più complesso e pieno di conflitti.

Nella passata edizione, nel 2025, la riunione di Monaco segnò un solco tra l'Ue e la nuova Casa Bianca di Donald Trump, con le critiche del vice JD Vance al presunto decadimento dei valori europei.

Il mondo sta adottando una "politica distruttiva"

Il rapporto Msc 2026 dipinge il quadro di un mondo in uno stato di sconvolgimento dal punto di vista politico, economico e di sicurezza. Al centro c'è quindi una diagnosi che dà il tono all'intera analisi e forse alla stessa conferenza: “Il mondo è entrato in un periodo di politica distruttiva”.

Secondo il rapporto, le riforme caute e gli aggiustamenti politici incrementali stanno sempre più cedendo il passo a ristrutturazioni radicali che mettono in discussione i sistemi esistenti o addirittura cercano di smantellarli.

Secondo il rapporto, il Paese più importante che segue questa strategia sono gli Stati Uniti, vala a dire chi più ha contribuito a stabilire l'ordine internazionale dal secondo dopoguerra. Per il rapporto, non si tratta solo di singole decisioni politiche, ma di un cambiamento fondamentale di direzione della politica statunitense.

Washington sta mettendo in discussione principi e organizzazioni internazionali, incluso il commercio basato decenni su regole condivise e stretti partenariati con gli alleati.

Gli effetti di questo cambiamento si fanno sentire in tutto il mondo, ma soprattutto in Europa, che per lungo tempo ha fatto affidamento sulla protezione militare Usa e che ora la vede oscillare tra "rassicurazione, condizionalità e coercizione".

Il segretario di Stato, Marco Rubio, viene quest'anno al Monaco "con un'ampia delegazione" che include anche la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez, mentre la partecipazione di Vance è stata prima confermata qualche settimana fa e poi cancellata una settimana dopo.

A guidare la delegazione di casa è invece il cancelliere federale Friedrich Merz. Tra gli altri ospiti, figurano il segretario generale della Nato, Mark Rutte, la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, e i capi di Stato e di governo dei Paesi europei.

L'ambasciatore Usa alla Nato critica il rapporto

L'ambasciatore statunitense presso la Nato, Matthew Whitaker, ha respinto l'analisi della vigilia dichiarando che gli Stati Uniti non vogliono minare la Nato né altre alleanze.

"Stiamo cercando di rafforzare la Nato, non di metterla da parte", ha detto Whitaker, "e di lasciarla funzionare come era stata pensata, come un'alleanza di 32 alleati forti e capaci".

L'ambasciatore ha ribadito che gli alleati europei devono aumentare le spese per la difesa e dimostrare di poter "mantenere" le promesse fatte, compresi i nuovi obiettivi di spesa della Nato.

Gli altri temi di Monaco: governance e Ucraina

Il rapporto Msc mette in agenda anche la crescente perdita di fiducia nei sistemi politici.

In molti Paesi occidentali, in particolare, i processi politici sono sempre di più visti come lenti e burocratici mentre le riforme non appaiono più una soluzione, ma "cicli di correzione infiniti" senza alcun effetto tangibile.

Secondo il rapporto, quando diminuisce la convinzione che la politica possa migliorare la vita quotidiana, le persone diventano più aperte ad approcci radicali e gli attori politici si concentrano deliberatamente sullo scontro e la rottura contro il sistema esistente.

In questo senso si può considerare l'ascesa in Germania del partito Alternative für Deutschland, la cui partecipazione alla conferenza è stata discussa ma consterà di tre rappresentati, tra cui cui Rüdiger Lucassen.

Quanto all'Ucraina l'Europa deve prepararsi a una situazione in cui il sostegno americano rimane importante, ma non può più essere dato per scontato, sostiene il rapporto dell'Msc.

Molti governi europei stanno quindi cercando di mantenere gli Stati Uniti coinvolti e allo stesso tempo di sfruttare l'opportunità di costruire la propria capacità di azione, ad esempio con gli armamenti, e aprire nuove partnership militari e commerciali.

Non è chiaro se questo porterà alla fine a un mondo più stabile, sottolineano gli esperti di Monaco C'è anche il rischio che siano soprattutto gli Stati più grandi e potenti a trarre vantaggio da un mondo in cui ci sono meno regole fisse.

L'ordine internazionale emerso dopo il 1945 non sta semplicemente scomparendo, ma sta cambiando sensibilmente.

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