Al vertice di Alden Biesen, Costa e von der Leyen hanno parlato dei passi in avanti da fare per la competitività. Draghi e Letta hanno rilanciato l'allarme sul declino economico dell'Ue, sollecitando a spingere su mercato unico e debito comune
I leader dell'Ue si sono riuniti questo giovedì ad Alden Biesen, in Belgio, per un vertice informale dei 27 sulla competitività europea. La riunione è stata preceduta da un prevertice convocato da Italia, Germania e Belgio, al quale hanno partecipato 20 paesi e la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen.
"I leader hanno accettato la sfida di passare da un mercato unico incompleto a un mercato unico per un euro. È urgente e deve essere fatto nel 2026 e nel 2027", ha detto Antonio Costa in conferenza stampa al termine del vertice.
"C'è un accordo unanime per continuare a portare avanti il nostro ambizioso programma di semplificazione", ha proseguito il presidente del Consiglio europeo, "e per garantire che le nostre possano operare senza problemi nei nostri 27 Stati membri con un insieme semplice e unico di regole aziendali".
"Vogliamo portare a termine la fase 1 dell'Unione del Risparmio e degli Investimenti, che comprende l'integrazione del mercato, entro giugno. Se entro tale data non ci saranno progressi sufficienti, valuteremo l'introduzione di una cooperazione rafforzata", ha aggiunto Ursula von der Leyen nell'incontro con i media.
Tra i settori da semplificare e proteggere c'è quello dell'energia e del commercio. "I prezzi dell'energia devono scendere perché sono strutturalmente troppo alti", ha detto ancora von der Leyen, al termine del summit di Alden Biesen.
Per la capa della Commissione Ue le "ragioni principali" degli alti costi sono "la dipendenza" da importazioni terze e la condizione delle "infrastrutture", a cui si potrebbe ovviare attraverso le energie "rinnovabili e il nucleare".
Altro monito di Draghi: 'L'economia peggiora, è urgente agire"
Al vertice è intervenuto Mario Draghi, il cui rapporto sulla competitività e le raccomandazioni inviate anche successivamente all'Europa hanno in parte spinto a questo confronto.
L'ex presidente della Bce e del Consiglio in Italia "ha evidenziato il deterioramento del contesto economico" da quando ha presentato il suo rapporto nel 2024 e "l'urgenza di affrontare tutte le questioni che aveva sollevato in quella occasione".
Draghi ha parlato ai leader europei di riduzione delle barriere nel mercato unico, di risparmi da riversare nel mercato, e di cooperazioni rafforzate tra Paesi.
Dopo l'intervento di Draghi è seguito un confronto con i leader, che hanno posto domande sulle questioni sollevate, tra cui la possibilità dell'Ue e dei suoi Stati membri di investire facendo debito comune.
A seguire nel pomeriggio ha parlato davanti ai leader un altro ex premier italiano, Enrico Letta, incaricato nel 2024 di un'altra indagine sul mercato unico europeo. "Non c'è più tempo. Il Mercato Unico è la nostra migliore risposta a Trump e il fondamento della nostra sovranità. Nei settori strategici, dobbiamo passare da 27 mercati a uno solo", ha detto Letta.
Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha parlato di un "contributo valido" riferendosi alle prospettive offerte dai due esperti italiani.
Madrid non ha partecipato al prevertice di Meloni e Merz
Il premier spagnolo Pedro Sanchez, durante la riunione informale del Consiglio europeo, ha ribadito l'importanza di rafforzare la competitività europea, "non come fine a se stessa, ma come base essenziale della nostra autonomia strategica".
In tal senso, ha sottolineato la necessità di avanzare in questa direzione senza compromettere i valori e i principi fondamentali né rinunciare al modello sociale europeo, ha dichirato il governo di Madrid in una nota.
La Spagna ha protestato anche con l'Italia per il mancato invito alla riunione ristretta che ha preceduto il summit di Alden Biesen. "Questo tipo di iniziative minano i principi fondamentali dell'Unione europea" e rischiano di allontanare, anziché avvicinare, soluzioni condivise, ha riportato l'agenzia spagnola Efe citando fonti del governo di Madrid.
Palazzo Chigi ha spiegato invece che il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, si è confrontato con Giorgia Meloni a margine dell'incontro informale, senza sollevare obiezioni in merito alla riunione di giovedì mattina.
La nota ha indicato che è stato concordato un pre-summit anche a margina del Consiglio europeo di marzo.
In un punto stampa prima del vertice allargato, Meloni ha ribadito la posizione dell'Italia sui temi in agenda. "Ho sempre detto che nell'Ue le alleanze sono variabili. Ci sono materie sulle quali si fa gruppo con alcune nazioni. Avremo la sfida del bilancio pluriennale, su cui l'Italia difende il ruolo della coesione: non dobbiamo fare l'errore di considerare la competitività alternativa alla coesione", ha detto la premier.
Meloni ha detto anche che l'Ue deve tornare a pensare in grande e di essere favorevole agli eurobond, ma che il "il tema è divisivo nell'Ue".
Da parte sua il presidente Emmanuel Macron ha ribadito che la Francia - che sembra essere stato eclissata da un nuovo asse tra Germania e Italia - è pronta a "cooperazioni rafforzate" e che decisioni concrete dovranno essere prese "entro giugno".