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Conferenza Sicurezza Monaco, focus su difesa Ue, Gaza e Ucraina: Merz vede Rubio e Macron

Il cancelliere Merz ha aperto venerdì la Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera
Il cancelliere Merz ha aperto venerdì la Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera Diritti d'autore  AP Photo
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Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, il cancelliere tedesco Friedrich Merz dichiara la fine del vecchio ordine mondiale e lancia un appello per una leadership europea basata sul partenariato. Tra i temi, il divario transatlantico discusso con Marco Rubio, la deterrenza nucleare e Gaza

"Dobbiamo parlare, è più urgente che mai", ha detto Friedrich Merz venerdì aprendo la conferenza di sicurezza di Monaco, "temo che dobbiamo dirlo in termini ancora più chiari: quest'ordine, per quanto imperfetto fosse anche nei suoi momenti migliori, non esiste più".

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Il cancelliere tedesco ha aperto il tradizionale appuntamento su sicurezza e difesa, alla presenza di decine di leader mondiali e di centinaia di rappresentanti della politica e dell'industria, parlando dell'ordine mondiale che secondo lo stesso titolo del rapporto di presentazione della vigilia è in "via di distruzione".

"La politica delle grandi potenze in Europa non è un'opzione per la Germania. Leadership basata sul partenariato: sì. Fantasticherie egemoniche: no. Noi tedeschi non agiremo mai più da soli", ha detto ancora Merz che, di fronte alla minaccia della Russia ha specificato come il "potenziale militare, politico, economico e tecnologico" europeo sia "enorme ma per molto tempo non lo abbiamo sfruttato nella misura necessaria".

A Monaco c'è Rubio non Vance dopo il discorso del 2025

"Lasciatemi iniziare con la scomoda verità: tra l'Europa e gli Usa si è aperto un divario. Il vicepresidente J.D. Vance lo ha detto molto apertamente un anno fa qui a Monaco", ha proseguito il cancelliere tedesco, "aveva ragione, "noi non crediamo nei dazi doganali e nel protezionismo, ma nel libero scambio. Restiamo fedeli agli accordi sul clima e all'Oms perché convinti che solo insieme potremo risolvere le sfide globali".

Merz ha esortato tuttavia gli Usa a "riparare e riavviare" la fiducia transatlantica. In questa ottica rientrano anche i colloqui avuti su una deterrenza nucleare europea a margine della conferenza con il presidente francese Emmanuel Macron.

Il cancelliere ha avuto anche un bilaterale di mezz'ora con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, che rappresenta quest'anno gli Stati Uniti dopo le esternazioni nel 2025 del vicepresidente JD Vance.

Macron interviene per ultimo venerdì alla conferenza dopo, tra gli altri, dell'Alta rappresentante per la politica estera dell'Ue Kaja Kallas, della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, del presidente del Comitato militare Nato Giuseppe Cavo Dragone, delpresidente finlandese Alexander Stubb e del direttore dell'Aiea Rafael Mariano Grossi.

"Oggi la scelta è tra il sostegno a un mondo multipolare o un mondo multilaterale, con istituzioni internazionali, regole e cooperazione, ma sono importanti anche le riforme del sistema delle Nazioni Unite e il dare maggiore voce al Sud globale", ha detto Stubb.

Ucraina, Gaza e governance mondiale tra i temi discussi a Monaco

"Per la popolazione di Gaza, per Israele e per la regione, c'è anche un costo nel mantenere lo status quo. Lo status quo non funzionava. Le alternative erano Hamas al potere, o Israele in un conflitto senza fine", ha affermato l'ambasciatore Usa alle Nazioni Unite, Mike Waltz, intervenendo alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco.

Con il Board of Peace "abbiamo tracciato una strada diversa, supportata dai Paesi della regione, e ci sono 8mila soldati che sono stati ora incaricati dall'Indonesia", ha proseguito Waltz ribadendo l'impegno di Washington anche per la sicurezza europea.

Sul tema hanno una preso una posizione diversa la Spagna e l'Unione europea.

"È importante che la ricostruzione" di Gaza "sia incentrata sulla popolazione palestinese" e "non perda di vista l'obiettivo finale, che è quello di garantire pace e stabilità definitive, il che significa una soluzione a due Stati e la creazione di uno Stato palestinese", ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares.

Parlando nello stesso panel di Walz, che ha indossato un cappello azzurro con la scritta 'Make United Nations Great Again', Kallas ha precisato che la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su un Consiglio di pace per Gaza "prevedeva anche che fosse limitato, alludendo invece al mandato esteso che sembrano attribuire gli Stati Uniti al nuovo Board.

L'Alta rappresentante Ue della politica estera e di sicurezza ha rivendicato anche il "massiccio" contributo economico europeo alla sicurezza mondiale, dopo che l'ambasciatore Usa aveva rinnovato l'appello all'Europa a fare di più.

"Quando l'America va in guerra, molti di noi vanno con voi e subiscono perdite lungo il cammino. Ciò significa che anche voi avete bisogno di noi nel vostro essere una superpotenza", ha detto Kallas.

Il "rischio più grande in questo momento" per la Striscia di Gaza "è che si cementi la realtà che abbiamo sul terreno", in cui "Gaza non e' solo separata dalla Cisgiordania" ma è divisa al suo stesso interno in due zone", ha messo in guardia Nickolai Mladenov, ex ministro degli Esteri bulgaro e direttore generale del Consiglio di pace per Gaza.

Il programma della Conferenza sulla sicurezza di Monaco

A Monaco circa 5mila poliziotti sono stati dispiegati per l'evento, con unità cinofile e cecchini sui tetti.

Una manifestazione contro il regime iraniano si è tenuta nel primo giorno di conferenza non lontano dalla sede con diverse centinaia di persone, con cappelli e gilet gialli, hanno gridato "No Scià, no mullah", vista anche la presenza a Monaco di Reza Pahlavi, il figlio in dello Scià di Persia cacciato dalla rivoluzione khomeinista nel 1979.

Previsti sabato invece i discorsi di Rubio, del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, entrambi arrivati in Germania, del premier britannico Keir Starmer, del ministro egli Esteri cinese Wang Yi e della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

Per l'Italia ci sono il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e quello della Difesa, Guido Crosetto, mentre la premier Giorgia Meloni è impegnata in Etiopia nel vertice sul Piano Mattei.

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