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Guerra a Gaza: attesa la risposta di Hamas alla controproposta di Israele sugli ostaggi

leader di Hamas Khalil Al-Hayya
leader di Hamas Khalil Al-Hayya Diritti d'autore Khalil Hamra/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Khalil Hamra/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Di Euronews
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Mentre si attende la risposta di Hamas alla controproposta di Israele sulla liberazione degli ostaggi, la Corte penale internazionale potrebbe emettere una sentenza contro Netanyahu e i leader politici e militari israeliani. Prosegue la costruzione del molo al largo di Gaza

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Secondo i media israeliani, Hamas darà una risposta all'ultima controproposta di accordo sugli ostaggi entro 48 ore. Lo Stato ebraico ha chiesto il rilascio di 33 donne, bambini, anziani e malati, mentre Hamas ha affermato di averne solo 20.

Israele ha fatto sapere che la sua richiesta era una condizione indiscutibile e ha minacciato un intervento di terra a Rafah in caso di mancato rilascio. Veicoli blindati sono stati avvistati nelle vicinanze della città nel sud della Striscia di Gaza, al confine con l'Egitto.

Attesa la sentenza della Corte penale internazionale contro Netanyahu

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu rimane fermo nella sua intenzione di eliminare le strutture di Hamas a Rafah. Tuttavia, ci sono forti pressioni internazionali su di lui per sospendere l'eventuale operazione di terra. Se Israele entrasse a Rafah via terra, l'offensiva potrebbe causare enormi danni ai civili, poiché nella città c'è la gran parte degli sfollati dalla Striscia. 

Sabato Netanyahu ha dichiarato che anche la sentenza della Corte Penale Internazionale non influirà sugli sforzi bellici di Israele. La Corte penale internazionale dell'Aia potrebbe emettere mandati di arresto per Netanyahu e altri politici e militari israeliani per presunte violazioni del diritto internazionale a Gaza. Secondo il sito d'informazione israeliano "Walla", però, Netanyahu starebbe cercando di fare pressioni sugli Stati Uniti per evitare la sentenza.

Altri aiuti umanitari arrivano nella Striscia di Gaza

Di fronte alle pressioni internazionali, Israele sta intensificando il flusso di aiuti umanitari verso Gaza. Sabato le forze militari del Paese hanno diffuso un video della costruzione in corso di un complesso di pontili galleggianti, destinati a ricevere gli aiuti trasportati via mare, per lo più dalle forze armate statunitensi, che "sponsorizzano" la sua costruzione.

Da marzo Israele sta costruendo il molo per facilitare l'attracco e lo scarico di aiuti umanitari da parte di navi umanitarie come la spagnola "Open Arms". Da parte loro, gli Stati Uniti stanno costruendo un molo galleggiante che faciliterebbe anch'esso l'approdo.

Washington ha optato per un bacino galleggiante anziché sulla terraferma, in modo che i suoi militari non mettano piede sul terreno in caso di conflitto. Imbarcazioni più piccole trasporteranno le merci dal molo galleggiante alla terraferma, dove saranno raccolte da camion e distribuite.

Lazzarini: "Almeno 13mila bambini morti a Gaza"

Parlando con l'agenzia di stampa russa Tass, il commissario generale dell'Agenzia Onu per i rifugiati (Unrwa) Philippe Lazzarini ha detto che il numero di morti a Gaza, che ha superato i 30mila, potrebbe essere sottostimato, perché ci sarebbe ancora molte vittime sotto le macere. Secondo Lazzarini i bambini morti nella Striscia dall'inizio della guerra sono oltre 13mila.

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