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Guerra a Gaza: attacchi sul campo di Jabalia, allarme per gli sfollati da Rafah

I palestinesi sfollati a causa dell'offensiva aerea e terrestre israeliana sulla Striscia di Gaza camminano in una tendopoli di fortuna a Rafah, il 10 maggio 2024.
I palestinesi sfollati a causa dell'offensiva aerea e terrestre israeliana sulla Striscia di Gaza camminano in una tendopoli di fortuna a Rafah, il 10 maggio 2024. Diritti d'autore Abdel Kareem Hana/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Abdel Kareem Hana/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Di Euronews Agenzie:  AP
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

L'esercito israeliano ha attaccato il campo di Jabalia dove Hamas avrebbe tentato di riorganizzarsi. Cresce la preoccupazione per gli sfollati da Rafah. Guterres: "Cessate il fuoco immediato"

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Dopo gli ordini di evacuazione di sabato diffusi dall'esercito israeliano (Idf) per altre decine di migliaia di palestinesi rifugiati a Rafah e altre zone della Striscia di Gaza, invitati a dirigersi verso una “zona umanitaria allargata” ad al-Mawasi, domenica mattina sono stati registrati combattimenti nel campo di Jabalia. Ci sarebbero molti morti e feriti. Secondo l'Idf, Hamas stava tentando di riorganizzarsi nel campo.

L'Idf continua ad operare a Rafah alla ricerca di terroristi

“Dall'inizio della nostra precisa operazione contro Hamas a Rafah abbiamo eliminato decine di terroristi, scoperto tunnel terroristici sotterranei e grandi quantità di armi”, ha dichiarato il portavoce dell'Idf Daniel Hagari.

“Prima delle nostre operazioni invitiamo i civili a spostarsi temporaneamente in aree umanitarie e lontano dal fuoco incrociato a cui Hamas li sta sottoponendo. La nostra guerra è contro Hamas, non contro la popolazione di Gaza”, ha aggiunto Hagari.

In un aggiornamento diffuso domenica pomeriggio, l'Idf ha fatto sapere di aver attaccato postazioni di Hamas a Rafah e nel nord della Striscia a Jabalia e Zeitun. "Nelle ultime 24 ore sono stati colpiti e distrutti oltre 150 obiettivi", hanno detto fonti delle forze israeliane.

Guterres: "Cammino lungo per riprendersi dalla devastazione"

Secondo le Nazioni Unite, circa 150mila palestinesi sono già fuggiti da Rafah dopo gli ordini di evacuazione della scorsa settimana, e molti si sono diretti verso al-Mawasi.

Tuttavia, alcuni gruppi umanitari hanno lanciato l'allarme sulle condizioni del luogo. Centinaia di migliaia di persone stipate nella Striscia di sabbia hanno già sovraccaricato le forniture insufficienti di cibo, acqua e assistenza sanitaria.

"Ribadisco il mio appello, l'appello al mondo intero per un cessate il fuoco umanitario immediato, per la liberazione incondizionata di tutti gli ostaggi e di un aumento immediato degli aiuti umanitari. Ma un cessate il fuoco non sarà che l'inizio. Il cammino sarà lungo per riprendersi dalla devastazione e dal trauma di questa guerra", ha dichiarato  segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres in un videomessaggio trasmesso a Kuwait City per l'occasione di una conferenza internazionale di donatori.

L'Egitto si unisce al Sudafrica nella causa contro Israele

Il ministero degli Affari Esteri dell'Egitto ha dichiarato che il Paese si unirà formalmente alla causa intentata dal Sudafrica contro Israele presso la Corte internazionale di giustizia, che accusa Israele di aver violato gli obblighi previsti dalla Convenzione sul genocidio nella Striscia di Gaza. La mossa è dovuta all'escalation di aggressioni israeliane contro i civili palestinesi.

L'Egitto ha dichiarato di chiedere a Israele di rispettare i suoi obblighi in quanto potenza occupante e di attuare le misure provvisorie emesse dalla Corte internazionale di giustizia, che richiedono di garantire l'accesso agli aiuti umanitari e di soccorso in modo da soddisfare le esigenze dei palestinesi nella Striscia di Gaza. Chiede inoltre che le forze israeliane non commettano alcuna violazione contro il popolo palestinese.

Nella dichiarazione, l'Egitto ha rinnovato l'appello al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e alle parti internazionali affinché intervengano immediatamente per raggiungere un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e per fermare le operazioni militari a Rafah, oltre a fornire la necessaria protezione ai civili palestinesi.

Rischio reale di carestia per gli sfollati

Circa 1,4 milioni di palestinesi hanno cercato rifugio a Rafah nei mesi scorsi su ordine dell'Idf, che aveva dichiarato la città zona sicura. Da settimane Israele minaccia però di lanciare un'offensiva di terra su larga scala nella città per eliminare i battaglioni di Hamas che sostiene abbiano sede lì.

L'esercito israeliano continua a espandere le sue operazioni nella città. Quando la settimana scorsa Israele ha lanciato la sua operazione a Rafah, ha sequestrato il valico di frontiera con l'Egitto, punto di ingresso fondamentale per gli aiuti umanitari. Tuttavia, le agenzie umanitarie avvertono che le scorte di cibo e di altri beni di prima necessità si stanno esaurendo in modo critico.

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