Israele promette qualsiasi sforzo per liberare gli ostaggi di Hamas

Israele impegnato a fare qualsiasi sforzo per liberare gli ostaggi di Hamas
Israele impegnato a fare qualsiasi sforzo per liberare gli ostaggi di Hamas Diritti d'autore Bebeto Matthews/AP
Di Euronews
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Un video pubblicato su Telegram mostra presunti ostaggi che chiedono al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di aprire le carceri a migliaia di miliziani palestinesi

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La "nuova fase" della guerra ad Hamas annunciata dal ministro della Difesa israeliano israelian, Yoav Gallant, servirà anche alla liberazione più efficace degli ostaggi che l'organizzazione palestinese ha catturato. Sarebbero almeno 230 secondo il governo israeliano. Tutti sono stati fatti prigionieri dopo l'attacco delle milizie di Hamas del 7 ottobre nelle località a confine con la Striscia di Gaza.

Secondo Hamas, "quasi 50" ostaggi sono stati uccisi a Gaza nei raid israeliani. Ma le autorità israeliane smentiscono e annunciano che si impegneranno con ogni sforzo per liberare le persone sequestrate. 

Per avanzare le proprie richieste Hamas ha pubblicato un video in cui tre donne che si presentano come ostaggi del movimento fondamentalista (riconosciuto da gran parte dell'Occidente come organizzazione terroristica), veicolano al primo ministro Benjamin Netanyahu la proposta di liberare migliaia di militanti palestinesi trattenuti nelle carceri israeliane.

Netanyahu ha affermato che l'invasione di terra "crea la possibilità" di liberare gli ostaggi, mostrandosi convinto che Hamas "lo farà solo sotto pressione". Del video non è possibile verificare il giorno e l'ora di realizzazione, né il luogo in cui è stato registrato. 

Con l'invasione su larga scala che stenta a partire, la concentrazione delle truppe a confine con la Striscia di Gaza e le operazioni di terra più limitate a Nord e a Est di Gaza City, indicano un'attenzione particolare per la città. Israele sostiene che gran parte delle forze e delle infrastrutture militanti di Hamas, tra cui centinaia di chilometri di tunnel, si trovano a Gaza City, città che prima della guerra ospitava più di 650 mila persone.

Ma nonostante l'invito rivolto ai civili di fuggire dal Nord della Striscia, dove si trova Gaza City, e di spostarsi verso Sud, centinaia di migliaia di persone sono rimaste nella città, in parte perché Israele ha bombardato anche obiettivi nelle cosiddette zone sicure. Circa 117 mila sfollati che sperano di rimanere al sicuro dagli attacchi sono ospitati negli ospedali del Nord di Gaza, insieme a migliaia di pazienti e operatori sanitari, secondo i dati delle Nazioni Unite. Israele sostiene che proprio negli ospedali i militanti di Hamas si proteggono per sfuggire ai raid nemici.

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