Cresce la pressione su Israele per il rilascio degli ostaggi, in Europa manifestazioni pro Palestina

Proteste pro Palestina
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Di Ilaria Cicinelli
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Le famiglie degli ostaggi chiedono lo scambio immediato con i prigionieri palestinesi. 50 ostaggi sarebbero morti sotto i bombardamenti israeliani. A Gaza attacchi sempre più intensi, manifestazioni pro Palestina in tutta Europa. Situazione umanitaria catastrofica, minacce all'ospedale Al-Quds

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A Ginevra è stato allestito un lungo tavolo bianco con 230 posti vuoti, per il numero di ostaggi presi da Hamas. Ma il numero si è rivelato non essere la cifra finale. Il numero di ostaggi ufficialmente confermato da Israele è salito a 239. Il portavoce delle Forze di difesa israeliane ha dichiarato che altre 40 persone circa sono ancora irreperibili dal 7 ottobre.

Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha negato le affermazioni secondo cui Hamas sarebbe pronto a scambiare tutti gli ostaggi con i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. Ha detto che questo non sarebbe vero, ma a suo dire solo una parte di una serie di "giochi psicologici".

Secondo Gallant le condizioni poste non sarebbero queste "Altrimenti lo scambio si sarebbe già verificato". Il ministro della Difesa, così come il presidente israeliano Isaac Herzog, ha incontrato le famiglie degli ostaggi nella giornata del 29 ottobre. 

Pressioni su Israele

Mentre si moltiplicano le manifestazioni contro le azioni di Israele a Gaza il governo israeliano sta subendo pressioni sempre più forti da parte delle famiglie degli ostaggi per dare luogo allo scambio. La paura è che l'offensiva conduca alla morte gli ostaggi. Hamas ha dichiarato che almeno 50 delle persone sequestrate sono morte a causa dei bombardamenti israeliani su Gaza. Un'informazione che al momento non è possibile verificare. 

Ad Atene, i manifesti con i ritratti degli ostaggi sono stati installati in un parco durante una cerimonia hanno partecipato poche decine di persone. Allo stesso tempo, una manifestazione in favore della Palestina capitale greca ha riunito circa 15 mila partecipanti, in marcia verso l'ambasciata israeliana.

Di recente ci sono state decine di proteste su larga scala a sostegno dei palestinesi in tutta Europa. Diverse manifestazioni sono state organizzate in diverse città, tra cui Roma, Madrid, Lisbona e L'Aia.

La situazione a Gaza è devastante

A Gaza si sono intensificati i violenti bombardamenti. Il bilancio dei morti a causa degli attacchi israeliani ha superato le 8mila persone, tra cui almeno 3.195 bambini, secondo il ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas. Un'informazione che non è possibile verificare con certezza perché al momento ai giornalisti e agli investigatori indipendenti viene precluso l'accesso nel territorio. Tuttavia le stime sono ritenute affidabili e credibili da diverse organizzazioni internazionali come l'Onu e Human rights watch. 

Save the Children afferma che il numero di bambini uccisi a Gaza dal 7 ottobre supera il numero totale di bambini uccisi ogni anno nei conflitti di tutto il mondo dal 2019.

L'intera Striscia è devastata dagli attacchi, interi quartieri sono ridotti in macerie e più di un milione di persone sui 2,3 milioni di abitanti risulta sfollato. La situazione umanitaria è gravissima, mancano elettricità, cibo e acqua. Un documento interno del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha fornito dettagli sulle decine di migliaia di persone che a Gaza sono costrette a bere acqua salata e contaminata, secondo quanto riportato dal giornale israeliano Haaretz.

 La connessione internet traballa dallo scorso 27 ottobre, quando Israele ha deciso di interrompere le comunicazioni senza fornire spiegazioni. Secondo quanto dichiarato da un alto funzionario statunitense al Washington Post gli Stati Uniti avrebbero esercitato pressioni su Israele per ripristinare le linee. 

Nessun posto sicuro

Decine di scuole sono state danneggiate o distrutte. Anche Khan Younis, nel sud della Striscia è stata pesantemente bombardata, dopo che l'esercito israeliano aveva ordinato alle persone di recarsi al sud per "mettersi al sicuro".  
Israele ha ordinato l'evacuazione dell'ospedale Al-Quds di Gaza, che al momento serve da rifugio a circa 14mila persone, molte delle quali in condizioni critiche per cui risulta impossibile spostarsi. Crescono i timori di un imminente attacco.

Kenneth Roth, ex direttore esecutivo di Human Rights Watch, afferma che Israele potrebbe essere accusato di crimine di guerra per le minacce all'ospedale e per la decisione di bombardare i civili. “È sbagliato suggerire che qualunque sia il vantaggio militare derivante dal colpire la presunta struttura di Hamas sottostante giustificherebbe il danno sproporzionato ai civili”, ha dichiarato Roth ad Al Jazeera. Le azioni di Hamas non giustificano la decisione di Israele di bombardare i civili a Gaza secondo il diritto internazionale umanitario. 

Danni significativi sono stati segnalati all’Ospedale dell’Amicizia Turco-Palestinese a Gaza, in seguito agli attacchi israeliani contro obiettivi vicini, secondo il direttore dell’ospedale – l’unico centro medico nella Striscia in grado di fornire cure ai pazienti affetti da cancro.

I raid israeliani continuano anche nella Cisgiordania occupata dove più di 112 palestinesi, tra cui diversi bambini, sono stati uccisi e almeno 1600 sono stati arrestati. Il governo di estrema destra israeliano ha infatti distribuito diverse armi ai coloni e le violenze contro i palestinesi sono aumentate esponenzialmente.

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