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Migranti, il Papa ammonisce: "Chi non salva odia"

Il Papa a Marsiglia insieme a vescovi, politici e giovani. Salvare vite in mare "è un dovere di umanità"
Il Papa a Marsiglia insieme a vescovi, politici e giovani. Salvare vite in mare "è un dovere di umanità" Diritti d'autore Daniel Cole/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Daniel Cole/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Gianluca Martucci
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Il Pontefice è atterrato a Marsiglia per gli “Incontri mediterranei” a cui partecipano vescovi di 30 diversi paesi, amministratori locali e giovani. Focus sulla crisi migratoria e umanitaria

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La preghiera mariana con il clero diocesano alla Basilica di Notre Dame de la Garde suona già come monito. Atterrato a Marsiglia per partecipare al festival culturale che riunisce 120 vescovi, politici e giovani di tutto per un confronto sulle principali questioni della regione, Papa Francesco ha messo in guardia sulla "paralisi della paura e del disinteresse che condanna a morte con i guanti i migranti nel Mediterraneo".

Il Papa invita la Chiesa di Marsiglia ad aprire "le porte delle chiese e delle canoniche, ma soprattutto quelle del cuore" ai "feriti della vita", per offrirgli "il calore dello sguardo paterno e materno di Dio". L'invito è rivolto pensando ai più fragili, ma soprattutto ai migranti.

Aiutare coloro che attraversano il mare per raggiungere l'Europa è un "dovere di umanità e civiltà" dirà più tardi al Memoriale dedicato ai marinai e ai migranti vittime del mare. 

"Non possiamo rassegnarci a vedere esseri umani trattati come merce di scambio, imprigionati e torturati in modo atroce, non possiamo più assistere ai drammi dei naufragi, dovuti a traffici odiosi e al fanatismo dell'indifferenza", ha aggiunto. Le persone che rischiano di annegare "quando vengono abbandonate alle onde devono essere soccorse", perché chi lo impedisce commette "gesti di odio travestiti da equilibrio", ha detto criticando "il fanatismo dell'indifferenza" che "insanguina il Mediterraneo", non più "mare splendido", ma "enorme cimitero" dove "molti fratelli e sorelle sono privati persino del diritto di avere una tomba", ha sottolineato.

Davanti a questo monumento, Francesco ha chiesto di non abituarsi a "considerare i naufragi come notizie e i morti come numeri; sono nomi e cognomi, volti e storie, vite spezzate e sogni infranti". 

Dall'inizio del 2023, circa 1.300 persone sono morte o scomparse nel tentativo di raggiungere l'Europa, il numero più alto degli ultimi sei anni, secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale per le Migrazioni (OIM), e quasi 26 mila negli ultimi 10 anni.

Interrogato sulla situazione di emergenza a Lampedusa per l'accoglienza dei migranti che partono dall'Africa, Francesco ha parlato di “crudeltà, una terribile mancanza di umanità”. A un giornalista che chiedeva se questo viaggio fosse storico come quello fatto proprio a Lampedusa, il Pontefice ha mostrato il buon auspicio. "Spero di avere il coraggio di dire tutto quello che voglio dire", ha affermato.

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