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Stop al divieto. La Bulgaria riapre al grano ucraino: "Solidarietà a Kiev. Varsavia ci segua"

Schiacciante sì del Parlamento bulgaro, alla revoca del divieto di importazione del grano ucraino, temporaneamente autorizzato dalla Ue per proteggere gli agricoltori
Schiacciante sì del Parlamento bulgaro, alla revoca del divieto di importazione del grano ucraino, temporaneamente autorizzato dalla Ue per proteggere gli agricoltori Diritti d'autore Vadim Ghirda/AP
Diritti d'autore Vadim Ghirda/AP
Di Euronews
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La Bulgaria riapre al grano ucraino. Stop al divieto di importazione autorizzato dalla Ue a cinque paesi, per proteggere gli agricoltori. Schiacciante via libera del Parlamento: "Solidarietà a Kiev. Polonia, Ungheria, Romania e Slovacchia ci seguano"

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Via libera al grano ucraino. Il Parlamento vota lo stop al divieto di importazione

La solidarietà a Kiev riapre le porte al graino ucraino. In controtendenza rispetto alla Polonia, la Bulgaria ha deciso di non prolungarne oltre il 15 settembre il divieto di importazione che l'Unione Europea aveva temporaneamente concesso a cinque paesi, per proteggere gli agricoltori locali da un abbattimento dei prezzi

"Solidarietà a Kiev. Varsavia e gli altri seguano il nostro esempio"

Votata a larga maggioranza dal Parlamento di Sofia su iniziativa del suo esecutivo europeista, la decisione è motivata, nel testo, dalla "necessità di garantire la sicurezza alimentare su scala mondiale"e mostrare "solidarietà all'Ucraina" e accompagnata da un appello a fare altrettanto anche a Ungheria, Romania, Polonia e Slovacchia. 

Il presidente ucraino Zelenskyy ha salutato con entusiasmo il voto, parlando di "esempio di vera solidarietà". 

La Polonia proroga il divieto. Ungheria e Slovacchia potrebbero seguirla

Autorizzato ad aprile, il divieto d'importazione coinvolge anche mais, colza e girasoli. La Polonia ha già annunciato unilateralmente che lo prolungherà, e Ungheria e Slovacchia hanno fatto sapere che faranno altrettanto se Bruxelles non lo prorogasse. La Romania ha invece detto che si conformerà alla scelta dell'esecutivo europeo. 

In seguito all'offensiva russa e alla chiusura delle rotte marittime nel Mar Nero, questi paesi avevano visto affluire a prezzi scontati cereali ucraini, originariamente destinati ad Africa e Medio Oriente, ma rimasti bloccati sul loro territorio a causa dei problemi logistici.

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