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Haiti, liberate dopo il rapimento l'infermiera americana e sua figlia

Bambini protestano contro il rapimento di Alix Dorsainvil
Bambini protestano contro il rapimento di Alix Dorsainvil Diritti d'autore RICHARD PIERRIN/AFP or licensors
Diritti d'autore RICHARD PIERRIN/AFP or licensors
Di Ilaria Cicinelli
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Rapite lo scorso 27 luglio sotto gli occhi di un paziente, dalla clinica di Port-au-Prince dove la donna lavora, l'infermiera e sua figlia sono state rilasciate il 9 agosto scorso. Continuano le indagini per chiarire il movente e le dinamiche

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Alix Dorsainvil e sua figlia sono finalmente libere dopo essere state rapite tredici giorni fa nella capitale di Haiti, Port-au-Prince. L'infermiera americana, originaria del New Hampshire, era stata sequestrata insieme alla sua bambina dalla clinica dove stava lavorando il 27 luglio scorso, davanti agli occhi di un paziente in attesa della visita medica.
A effettuare il rapimento sarebbe stato un gruppo di uomini armati su cui la polizia sta indagando al momento. Anche il movente rimane ignoto ed è ancora oggetto di indagine da parte delle autorità locali. 

A confermare il rilascio è stata l'organizzazione cristiana che si occupa di beneficenza e aiuti umanitari, El Roy Haiti, dove Dorsainvil lavora insieme a suo marito, che ne è il fondatore e il direttore. 
Il gruppo ha chiesto lo scorso mercoledì 9 agosto di non contattare né lei né la sua famiglia perché ancora devono elaborare l'accaduto. 

HANDOUT/AFP or licensors
L'infermiera e suo maritoHANDOUT/AFP or licensors

Le proteste dei locali e la situazione ad Haiti

El Roy ha offerto cure mediche, istruzione e altri servizi di base alla popolazione delle aree più povere del Paese e gestisce una clinica e una scuola. La clinica in questione, dove l'infermiera stava lavorando, si troverebbe in una delle aree controllate da alcune gang.

Il rapimento ha suscitato rabbia e dato vita a numerose proteste tra i residenti locali, tra cui gli studenti dell'organizzazione, che hanno partecipato alle manifestazioni per le strade del quartiere di Cite Soleil. Molti di loro hanno riconosciuto l'importanza fondamentale dei servizi messi a disposizione dall'associazione di beneficenza, in un momento in cui Haiti è devastata dalla povertà e dalla criminalità. 

Subito dopo il rapimento Dipartimento di Stato americano ha emesso l' "avviso di non viaggiare" per Haiti e ha ordinato al personale non di emergenza di lasciare il Paese in seguito alle crescenti preoccupazioni per la sicurezza. 
Le bande armate controllano circa l'80% della capitale e i rapimenti e le estorsioni stanno diventando sempre più frequenti nel Paese. Solo da gennaio a giugno, sono stati 1014 i casi noti di sequestro di persona.

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