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Scambio di accuse tra Serbia e Kosovo: tensioni in aumento per l'arresto di tre agenti

Belgrado annuncia l'arresto di tre agenti kosovari sul suo territorio. Pristina replica parlando di "rapimento" e invocando la loro immediata liberazione
Belgrado annuncia l'arresto di tre agenti kosovari sul suo territorio. Pristina replica parlando di "rapimento" e invocando la loro immediata liberazione Diritti d'autore AP/AP
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Di Euronews
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Belgrado annuncia l'arresto di tre agenti kosovari sul suo territorio. Pristina smentisce e parla di "rapimento". Salgono le tensioni tra Serbia e Kosovo, dopo le contestate amministrative di maggio

Agenti kosovari arrestati. Scambio di accuse e tensione in aumento

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Belgrado annuncia l'arresto di tre agenti kosovari sul suo territorio. Pristina replica parlando di "rapimento" e invocando la loro immediata liberazione. Continuano a salire le tensioni tra Serbia e Kosovo, innescate nelle scorse settimane da controverse elezioni municipali, di cui Bruxelles ha sollecitato la ripetizione.

Pristina: "Normali pattugliamenti. Erano sul nostro territorio"

Le autorità serbe sostengono che gli agenti arrestati fossero "pesantemente armati" ed "equipaggiati di dispositivi GPS, mappe e altre attrezzature".Sui social media il primo ministro kosovaro Albin Kurti ha dal canto suo sostenuto che non si trovassero sul territorio serbo e stessero svolgendo delle ordinarie operazioni di pattugliamento.

Il presidente serbo Vucic: "Vogliono scatenare una guerra"

In risposta al loro fermo, Pristina ha ordinato alla polizia di frontiera di fermare tutti i camion con targa serba e quelli che trasportino merci serbe.Mosse e posizioni a cui il presidente serbo Aleksander Vucic ha replicato accusando le autorità kosovare di "voler scatenare una guerra", ma assicurando che farà di tutto per evitare un'ulteriore escalation.

Tensioni per le "elezioni della discordia". La NATO chiede rinforzi

A mettere fuoco alle polveri, a fine aprile, era stata la vittoria di esponenti della minoranza albanese ad elezioni locali boicottate, in alcuni comuni nel nord del Kosovo, dalla maggioranza serba che denunciava discriminazioni e soprusi. Al fine di placare le tensioni, la NATO aveva negli scorsi giorni sollecitato i suoi partner a inviare altri 700 uomini, in rinforzo al contingente della KFOR, la forza militare internazionale dell'Alleanza Atlantica, incaricata del mantenimento della pace nella regione.

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