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Ultimatum di Borrell al Kosovo: indire nuove elezioni municipali nei comuni in protesta

Manifestazione anti-serba a Mitrovica, nel Kosovo settentrionale
Manifestazione anti-serba a Mitrovica, nel Kosovo settentrionale Diritti d'autore Dejan Simicevic/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Dejan Simicevic/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Michela Morsa
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Durante il summit della Comunità politica europea in Moldova, i leader europei hanno chiesto a Pristina e Belgrado di stemperare le tensioni in corso nel nord del Kosovo. Breve incontro tra il presidente serbo Vucic e quella kosovara Osmani, che si è detta aperta a nuove votazioni

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Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il presidente francese Emmanuel Macron e l'Alto rappresentante per gli affari esteri dell'Unione europea Josep Borrell hanno invitato i leader di Kosovo e Serbia a stemperare le tensioni in corso. La soluzione proposta durante il summit della Comunità politica europea in Moldova, è quella di tenere nuove elezioni municipali nelle quattro città a maggioranza serba del Kosovo settentrionale dove è scoppiata la violenza in seguito al tentativo di insediamento dei sindaci albanesi, eletti solo grazie al boicottaggio delle votazioni da parte della comunità serba. Lunedì gli scontri hanno provocato il ferimento di 30 militari di pace della Nato e di 52 manifestanti serbi.

In una conferenza stampa, il presidente francese ha dichiarato: "Quello che abbiamo chiesto alle due parti è molto semplice: l'organizzazione di nuove elezioni, il prima possibile, in questi quattro comuni; un impegno da parte del Kosovo; una chiara partecipazione a queste elezioni da parte serba. E risolvere in maniera prioritaria e immediata la questione dell'Associazione dei comuni serbi del Kosovo".

Durante il breve incontro alla presenza sia del presidente serbo Aleksandar Vucic sia della presidente kosovara Vjosa Osmani, quest'ultima ha accusato il leader di Belgrado di "piagnucolare, lamentarsi e non dire la verità". Ma si è mostrata aperta alla possibilità di indire nuove elezioni, se queste venissero svolte legalmente. Ciò soddisferebbe una delle condizioni poste da Macron e Scholz per risolvere la crisi.

Osmani ha detto che "una soluzione per la de-escalation è molto vicina", ma Belgrado dovrà anche rispettare gli impegni presi nell'ambito dell'accordo siglato a marzo per restaurare le relazioni tra le due parti su basi più normali.

"È importante che tutte le parti coinvolte facciano tutto il possibile per arrivare a un'attenuazione della crisi", ha dichiarato Scholz ai giornalisti. Macron ha detto di aver chiesto a Pristina e Belgrado di tornare la prossima settimana con "risposte chiare".

Josep Borrell ha anche avuto un colloquio biltaterale con il presidente serbo Vucic a margine del vertice. Su Twitter, Borrell ha parlato di "serie conseguenze" per le relazioni tra i due Paesi e l'Unione in caso non venissero ascoltate le richieste europee.

Vucic, che ha lasciato il vertice senza commentare l'incontro con Osmani, aveva detto in precedenza che le autorità del Kosovo dovrebbero ritirare sia i "presunti sindaci" sia le unità speciali di polizia che si trovano nel nord del Paese "illegalmente". 

"La Serbia farà del suo meglio per smorzare la situazione, il che significa che cercheremo di convincere i serbi a progredire in modo calmo e pacifico", ha detto. "Sono molto determinati", ha aggiunto. "Vogliono vedere la fine delle unità speciali di polizia".

Da parte sua, Osmani ha detto che Belgrado sta cercando di destabilizzare il Kosovo perché non è riuscita a venire a patti con la dichiarazione di indipendenza del 2008. E ha accusato Vucic di sostenere le bande criminali nel nord del Kosovo - un'accusa che Belgrado ha negato.

Il premier del Kosovo Albin Kurti, grande assente in Moldova, ha risposto alle forti critiche ricevute dagli alleati occidentali affermando di star proteggendo la democrazia. Kurti è stato la forza trainante dell'insediamento "coatto" dei neo sindaci, scortati negli uffici comunali dalle autorità kosovare e dalle unità speciali di polizia. 

Intanto a scendere in piazza non sono solo i serbi. Giovedì alcune centinaia di persone con bandiere albanesi hanno manifestato intonando slogan anti-serbi nella città divisa di Mitrovica, nel Kosovo settentrionale

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