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Tensioni Serbia-Kosovo, Nato dispiega altri 700 soldati per sedare le violenze: si teme escalation

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Image Diritti d'autore AP Photo
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Di Michela Morsa
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La forza di pace dell'Alleanza, la Kfor, ha rafforzato la sicurezza intorno agli edifici municipali del Kosovo settentrionale dove sono avvenuti gli scontri con i cittadini di etnia serba. A centinaia sono tornati a protestare davanti al municipio di Zvecan

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Le truppe della forza di pace guidata dalla NATO, la Kfor, hanno rafforzato la sicurezza intorno a tre edifici municipali del Kosovo settentrionale, isolando in particolare l'area dove lunedì a Zvecan i violenti scontri con i cittadini di etnia serba hanno provocato il ferimento di 30 soldati dell'Alleanza, tra cui 14 italiani. 

I manifestanti serbi, tra cui si sono registrati almeno 50 feriti, si sono dispersi intorno alle 16 ma sono tornati nella mattina di mercoledì. A centinaia si sono radunati nuovamente davanti al municipio di Zvecan, ripetendo la richiesta di ritirare dal Kosovo settentrionale la polizia speciale e di rimuovere dalle cariche di sindaco i tre funzionari di etnia albanese eletti per via del massiccio boicottaggio dei cittadini serbi alle elezioni amministrative dello scorso 23 aprile. 

La folla ha dispiegato fuori dall'edificio comunale un'enorme bandiera serba, che si estendeva sulle teste del corteo per oltre 200 metri, dal municipio verso il centro della città. 

Bojan Slavkovic/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
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Temendo ulteriori tensioni e violenze, la Nato, che ha già circa 4mila soldati nel Paese, ha deciso di inviarne altri. 

"Abbiamo deciso di dispiegare altri 700 soldati dalla forza di riserva operativa per i Balcani occidentali e di mettere un ulteriore battaglione in stato di massima allerta, in modo che possano essere dispiegate in caso di necessità", ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenbergai giornalisti a Oslo.

"La Kfor intraprenderà tutte le azioni necessarie per mantenere un ambiente sicuro e protetto per tutti i cittadini del Kosovo, e continueremo ad agire in modo imparziale in linea con il mandato delle Nazioni Unite", ha aggiunto. 

I disordini sono scaturiti da uno scontro avvenuto la scorsa settimana. I funzionari di etnia albanese di quattro comuni a maggioranza serba, eletti alle votazioni comunali boicottate dai cittadini serbi - l'affluenza è stata del 3,5% -, sono entrati negli edifici comunali per insediarsi.

Quando i serbi hanno cercato di bloccarli, la polizia kosovara ha sparato gas lacrimogeni per disperdere la folla. Le violenze sono seguite quando i serbi si sono scontrati con le forze di pace della Nato, intervenute a sedare la situazione. 

Gli Stati Uniti e gli alleati hanno rimproverato il Kosovo per l'escalation di tensioni con la Serbia, affermando che l'uso della forza per installare i sindaci in aree di etnia serba ha minato gli sforzi per migliorare le relazioni travagliate con la vicina Serbia. Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha messo l'esercito in stato di massima allerta e ha ordinato alle unità di avvicinarsi al confine.

Sforzi diplomatici

Dietro le quinte si stanno compiendo intensi sforzi diplomatici per evitare un'escalation. Alti funzionari europei hanno già incontrato sia il presidente serbo Aleksandar Vucic che il primo ministro del Kosovo Albin Kurti e i colloqui proseguiranno. 

Un portavoce del governo tedesco ha dichiarato che il cancelliere Olaf Scholz e il presidente francese Emmanual Macron hanno in programma di incontrare i due leader giovedì.

Gli Stati Uniti, i più espliciti sostenitori dell'indipendenza del Kosovo, hanno deciso di cancellare la partecipazione del Kosovo a un'esercitazione militare dopo che Pristina si è rifiutata di ritirare i sindaci e le forze di polizia dal nord.

Il capo della politica estera dell'Ue, Josep Borrell, ha esortato i leader kosovari e serbi a trovare un modo per stemperare le tensioni. "Oggi in Europa c'è già troppa violenza, non possiamo permetterci un altro conflitto", ha dichiarato Borrell da Bruxelles.

La Russia, che da tempo ha stretti legami con la Serbia e ne condivide le tradizioni slave e cristiano-ortodosse, ha chiesto "passi decisivi" per sedare i disordini. Il ministero degli Esteri ha esortato "l'Occidente a mettere finalmente a tacere la sua falsa propaganda e a smettere di dare la colpa degli incidenti in Kosovo ai serbi".

Le autorità kosovare hanno accusato il presidente serbo Vucic di aver destabilizzato il Kosovo. La presidente Vjosa Osmani ha dichiarato che ci sono bande criminali sostenute da Vucic che mirano a destabilizzare il Kosovo e l'intera regione. In un videomessaggio diffuso martedì sera, il primo ministro kosovaroKurti ha ribadito che i sindaci eletti il 23 aprile sono gli unici legittimati a stare nei palazzi comunali e devono poter iniziare a svolgere il loro lavoro.

Dal canto suo, Vucic incolpa le autorità kosovare di aver causato problemi con l'insediamento di nuovi sindaci. In un incontro a Belgrado con gli ambasciatori dei cosidetti Paesi Quint -Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti - ha chiesto che i sindaci albanesi siano rimossi dai loro uffici e che si garantisca la sicurezza dei serbi in Kosovo.

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