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La guerra in Ucraina rinvigorisce almeno la Nato

Le esercitazioni della Nato
Le esercitazioni della Nato Diritti d'autore RONNY HARTMANN/AFP or licensors
Diritti d'autore RONNY HARTMANN/AFP or licensors
Di Euronews
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Esercitazioni militari e nuovi equilibri geopolitici: a seguito della guerra in Ucraina, la Nato torna ad essere un attore chiave

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"Il segnale più importante che inviamo è che siamo in grado di difenderci", ha dichiarato il capo dell'aeronautica tedesca, il generale Ingo Gerhartz, commentando l'esercitazione militare della Nato "Air Defender 23", coordinata da Berlino.

Per una decina di giorni, circa 250 aerei americani, tedeschi, giapponesi e svedesi attraverseranno i cieli per simulare un attacco da Est.
Si tratta di un chiaro messaggio indirizzato a Mosca, è un altro segnale del cambiamento delle relazioni tra il braccio europeo della Nato e il Cremlino. Non è più tempo di Ostpolitik o, in altre parole, di negoziati per evitare la guerra.

La Nato ha già piazzato otto battaglioni nei Paesi al confine orientale: un totale di 10.000 uomini divisi tra Bulgaria, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia.
L'Alleanza si riserva ora il diritto di incrementare la portata di questi gruppi tattici di 4 o 5 volte.

"La Nato provoca"

Per la Russia, le strategie poste in essere dalla Nato sono una provocazione. 

Secondo Mosca, l'Alleanza Atlantica è responsabile della guerra in Ucraina. Il presidente russo Vladimir Putin, per esempio, ha denunciato il fatto che la Nato non abbia assunto impegni in relazione alritiro di tutte le forze e le armi statunitensi dall'Europa centrale e orientale e dagli Stati baltici (oltre a riconoscere le regioni di Zaporizhzhia, Kherson, Lugansk e Donetsk come territori russi). In pratica, la fine della strategia di allargamento della Nato a est e il mantenimento della neutralità dell'Ucraina.

Minacce di escalation da parte della Russia

Le relazioni diplomatiche tra Russia e membri europei della Nato si stanno progressivamente incrinando. La guerra in Ucraina ha rafforzato la posizione difensiva dell'Alleanza contro la Russia.

Mentre le reazioni internazionali all'invasione della Georgia nel 2008 e della Crimea nel 2014 sono state tiepide, la guerra in Ucraina ha ridato slancio alla Nato.

Da un gruppo indebolito, giudicato nel 2019 dal presidente francese Emmanuel Macron come "cerebralmente morto", l'Alleanza è tornata a essere un attore chiave per gli equilibri tra Est e Ovest. 

Persino i Paesi europei, tradizionalmente "non allineati", hanno cambiato atteggiamento. Svezia e Finlandia hanno rinunciato alla loro tradizionale neutralità, raddoppiando le dimensioni dei confini Nato-Russia.

Anche la Francia, che nei primi mesi di guerra aveva cercato di mantenere una posizione cauta, ha rivisto le sue priorità. Da questo momento in poi, la fine del conflitto non può essere considerata senza una "vittoria dell'Ucraina".

Pure la Germania, estremamente dipendente dal gas russo, ha recentemente superato la sua riluttanza all'invio di armi, accettando di spedire carri armati Leopard 2 all'Ucraina. 

L'integrazione dell'Ucraina

L'adesione dell'Ucraina alla Nato è già garantita dal testo del vertice di Bucarest del 2008 (senza una data definita): "La Nato accoglie con favore le aspirazioni euro-atlantiche dell'Ucraina e della Georgia a entrare nell'Alleanza. Oggi abbiamo deciso che questi Paesi diventeranno membri della Nato".

**L'Ucraina chiede ora alla Nato maggiori garanzie. **
L'ex ministro della Difesa ucraino Andriy Zagorodnyuk ha sollecitato l'adesione immediata all'Alleanza, sostenendo che l'Ucraina ha una comprovata esperienza sul campo di battaglia e sarebbe una risorsa inestimabile per la sicurezza dell'Europa.

Ma per la maggior parte dei Paesi membri, l'integrazione durante il conflitto è inconcepibile.
L'articolo 5 del Trattato dell'Atlantico del Nord stabilisce che "se un membro della Nato è vittima di un'aggressione, ogni membro dell'Alleanza considererà tale atto di violenza come un attacco armato contro la totalità dei membri e prenderà le misure che riterrà necessarie per venire in aiuto del Paese attaccato".
Integrare l'Ucraina sarebbe una chiara dichiarazione di guerra alla Russia da parte dell'Europa.

Questi temi saranno probabilmente al centro del prossimo vertice della Nato che si terrà a Vilnius l'11-12 luglio.

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