Parigi 2024, resta il nodo sulla presenza degli atleti russi e bielorussi

Manifestazioni contro la presenza russa alle Olimpiadi - Ginevra
Manifestazioni contro la presenza russa alle Olimpiadi - Ginevra Diritti d'autore Jean-Christophe Bott/' KEYSTONE / JEAN-CHRISTOPHE BOTT
Di Debora Gandini
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Il Cio riammette russi e bielorussi: da "neutrali" nelle competizioni internazionali. Ma la decisione presa oggi non vale per la partecipazione alle Olimpiadi di Parigi 2024 e Milano-Cortina 2026

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Si avvicinano le Olimpiadi del 2024, che si terranno a Parigi ma sulla presenza degli atleti con passaporto russo e bielorussoil nodo non è ancora stato sciolto. Intanto però potranno tornare alle competizioni internazionali ma a titolo individuale, da "neutrali", senza inno o bandiera, ma non devono essere legati alle forze armate. Lo ha annunciato il presidente del Comitato olimpico internazionale, Thomas Bach, al termine della riunione dell'Esecutivo che si è tenuta a Losanna. Una decisione che non vale anche per Milano-Cortina 2026.

Totalmente contraria alla partecipazione di queste nazioni l'Ucraina, come dichiarato espressamente alla stampa dal ministro dello sport ucraino, nonché guida del Comitato olimpico nazionale Vadym Guttsait, il quale paventa anche l'ipotesi, seppur considerata come remota, del ritiro della propria delegazione, qualora venga consentito alla Russia ed alla Bielorussia di gareggiare.

Il comitato esecutivo del CIO si è riunito dopo diverse consultazioni che si sono tenute con i Comitati olimpici nazionali (NOC), le Federazioni internazionali (IF) e i rappresentanti degli atleti.

Prima della decisione del CIO era arrivata la conferma che la Federazione internazionale di scherma (Fie) ha riammesso gli atleti di Russia e Bielorussia alle qualificazioni in vista della Olimpiadi di Parigi 2024. Si tratta del primo sport olimpico in cui è adottata una decisione di questo tipo. Gli sportivi dei due Paesi sono assenti dal circuito internazionale dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina nel febbraio 2022. A votare a favore della riammissione sono stati 89 Paesi su 136. Una decisione che ha già scatenato svariate critiche.

Le gare per selezionare i partecipanti ai Giochi olimpici inizieranno il prossimo 3 aprile, tra meno di un mese. La decisione è comunque soggetta alla convalida del Comitato olimpico internazionale (Cio) che al momento non si è ancora espresso.

I problemi con la Russia dipendono dalla guerra in corso. Ma ci sono stati altri episodi che hanno causato tensioni tra il CIO e Mosca. Come quando a dicembre 2019 il Consiglio direttivo del Comitato olimpico russo ha approvato una risoluzione di sostegno all'Agenzia antidoping russa (Rusada contro il verdetto dell'Agenzia mondiale antidoping (Wada) sul presunto mancato rispetto del codice.

A coronamento della riunione, il Presidente del CIO russo, Stanislav Pozdnyakov, aveva ufficializzato l'appoggio alla Rusada davanti al Tribunale arbitrale per lo sport per fare appello contro le sanzioni, sottolineando che gli atleti russi dovrebbero competere sotto la bandiera nazionale.

La Russia rischiava di essere sospesa dalle principali competizioni per quattro anni. Mosca aveva presentato ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport che aveva ridotto la pena a due anni.

Gli atleti russi non hanno potuto gareggiare sotto la bandiera nazionale nelle principali competizioni internazionali, tra cui le Olimpiadi (Tokyo 2021 e Pechino 2022) e i campionati del mondo. Era già successo alle Olimpiadi di PyeongChang (Corea del Sud, 2018). Il divieto doveva restare in vigore fino al 16 dicembre 2022. A differenza di quattro anni prima, gli atleti russi avrebbero avuto il diritto di aggiungere i colori della loro bandiera e il nome del paese con la scritta "atleta neutrale” in inglese sull’uniforme.

Atleti esclusi dalle gare

Il 24 febbraio 2022 la Russia lanciava un'aggressione su vasta scala contro l'Ucraina. Subito dopo, il 28 febbraio, il comitato esecutivo del CIO pubblicava una dichiarazione in cui chiede alle Federazioni di escludere gli atleti russi e bielorussi dalla partecipazione a competizioni internazionali e di non tenere campionati nella Federazione Russa e in Bielorussia "al fine di proteggere l'onestà delle competizioni sportive globali e la sicurezza di tutti i partecipanti".

In base allo status neutrale, i singoli concorrenti della Federazione Russa erano stati autorizzati a competere in competizioni internazionali di tennis, ciclismo, sport motoristici, judo, sambo (arti marziali) e scacchi (le squadre sono state squalificate).

Le tappe successive

Quindi in quali competizioni possono ancora competere gli atleti russi e bielorussi? Nel 2022, le federazioni internazionali hanno iniziato ad escludere i russi dai tornei, seguendo le indicazioni del CIO.

Alcuni – come, ad esempio, la Federazione internazionale di ginnastica (FIG) - hanno inizialmente consentito a squadre e atleti della Russia di esibirsi in una veste neutrale, ma dopo un po' anche loro li hanno ufficialmente sospesi. Così ha fatto la Federazione internazionale di nuoto (FINA). Nel judo, la squadra russa ha potuto competere al torneo del Grande Slam a Ulaanbaatar (Mongolia) nel giugno 2022, ma non è stata autorizzata a partecipare ai Campionati del Mondo a Tashkent (Uzbekistan).

Gli atleti russi di sambo hanno preso parte ai Campionati del Mondo a Bishkek (Kirghizistan) nel novembre 2022.

Le eccezioni

Attualmente sono rimasti pochissimi gli sport dove gli atleti russi possono ancora competere. Uno su tutti è il tennis, dove i giocatori entrano in campo con poche restrizioni. Daniil Medvedev e Andrey Rublev sono attualmente i primi tra i 10 giocatori in classifica, anche se nell'ATP Tour non giocano sotto la bandiera russa. I russi giocano come atleti neutrali senza altre restrizioni. Ma la nazionale russa è sospesa dai tornei a squadre, come la Coppa Davis e la Billie Jean King Cup.

I russi continuano a esibirsi nei tornei di scacchi, dove la squalifica è imposta solo alla nazionale. Proprio come nel tennis, i grandi maestri possono giocare con la qualifica di atleti neutrali senza problemi. Solo Sergey Karjakin, che si è pubblicamente opposto alla Federazione internazionale degli scacchi (FIDE), è stato bandito.

Anche nell'Ultimate Fighting Championship (UFC) i combattenti russi non saranno estromessi dalle sfide per i titoli. Il presidente dell'organizzazione, Dana White, ha dichiarato di non volersi piegare alla tendenza generale e seguire le raccomandazioni del CIO.

I russi che si autoescludono

Anche la Federazione automobilistica internazionale (FIA) ha consentito ai piloti russi di partecipare ai tornei, ma a determinate condizioni: prima dell'inizio dovevano firmare un documento di neutralità. I corridori hanno rifiutato o e quindi non hanno gareggiato. 

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La Federazione internazionale di judo ha sospeso Vladimir Putin da presidente onorario dell'organizzazione, annullando una serie di tornei in Russia ma permettendo agli atleti russi di competere come neutrali.

Tuttavia, il 28 febbraio 2022, la stessa Federazione russa di judo ha annunciato che i russi avrebbero sospeso la loro partecipazione. Gli arcieri, nel frattempo, sono stati privati della bandiera e dell'inno, ma sono stati autorizzati a esibirsi.

La situazione negli “eSport”

La situazione è simile anche negli sport elettronici, conosciuti come “eSport”. Al momento non c'è ancora stata una decisione generale ufficiale, ma si valuta di volta in volta e spetta, sempre, agli organizzatori del torneo applicare eventuali sanzioni.

I russi, ad esempio, non hanno potuto partecipare ai tornei FIFA, Apex Legends e Warcraft 3. In altre competizioni di e-Sports i russi possono partecipare come concorrenti neutrali.

Cosa accadrà ora?

Il 25 gennaio 2023, il Comitato olimpico internazionale ha pubblicato una dichiarazione “sulla solidarietà con l'Ucraina, le sanzioni contro la Russia e la Bielorussia e lo status degli atleti di questi paesi", in cui si afferma che gli atleti russi e bielorussi avrebbero potuto prendere parte individualmente al Giochi Olimpici di Parigi a determinate condizioni. Ecco quali sono:

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  1. Un eventuale ritorno alle manifestazioni potrà avvenire solo nello status di “atleti neutrali” che rispettano la Carta Olimpica
  2. Condanna dell'aggressione contro l'Ucraina, o almeno silenzio stampa su questo argomento
  3. Potranno partecipare solo gli atleti che rispettano pienamente il Codice mondiale antidoping e tutte le norme e i regolamenti antidoping pertinenti.
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