Riforma pensionistica: sabato di mobilitazione in Francia

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Di euronews
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Riforma pensionistica: sabato di mobilitazione in Francia. . Anche se è in calo il numero dei manifestanti, tafferugli a Parigi e altre città. Decine i fermi

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 In Francia è il balletto delle cifre per la settima giornata di mobilitazione contro la riforma delle pensioni.

Mobilitazione che non accenna a placarsi alla vigilia della settimana cruciale per il varo della nuove regole per andare in pensione. La determinazione del presidente e del suo governo è massima, (pronto a ricorrere anche a un passaggio costituzionale muscolare,  l'articolo 43 della Legge fondamentale) ma la piazza non intende mollare ( anche se stando ai sondaggi i più ritengono che la legge verrà varata).

A Parigi la Cgt, che martedì aveva portato 700.000 persone in piazza, annuncia 300.000 partecipanti, meno della metà.  La società indipendente alla quale partecipano molti media francesi, Occurrence, ha invece valutato i partecipanti in 33.000. A fine serata la Cgt ha parlato di oltre un milione di manifestanti in tutta Francia. Il ministero dell'Interno di 368 mila ( di cui 48 mila solo a Parigi).

I numeri sono calati,  anche se il sabato di protesta e mobilitazione era stato pensato anche  per evitare lo sciopero e quindi la perdita di una nuova giornata di lavoro. Ma la mobilitazione arriva alla vigilia di una settimana decisiva che stando agli auspici del governo dovrebbe portare all'approvazione definitiva della riforma.

Tafferugli e fermi

In quella che è stata la settima giornata di proteste oltralpe contro la riforma delle pensioni  non sono mancati  tafferugli a margine delle manifestazioni. 

A Parigi si sono segnalati scontri fra gruppi di persone con il volto coperto e la polizia, che ha cercato di tenere queste frange violente lontano dal grosso dei manifestanti.

Lungo il percorso, da place de la République alla Bastiglia, vetrine infrante, danni in un negozio di motociclette, pensiline distrutte e numerosi lanci di oggetti, in un caso non soltanto contro la polizia ma anche contro un gruppo di sindacalisti.

Ci sono stati almeno 26 i fermi, stando ai dati della prefettura, leggermente in aumento rispetto alle precedenti manifestazioni, anche se nelle oltre 200 città di Francia dove si svolgono le proteste, la partecipazione ai cortei è in calo rispetto alla giornata di martedì scorso. 

Tafferugli segnalati anche a Nantes, nella Francia occidentale. 

Una nuova giornata di mobilitazione è annunciata per martedì prossimo.

"Chiedo ai dirigenti francesi di smettere di negare la mobilitazione sociale contro questa riforma", ha dichiarato il segretario generale della Cfdt Laurent Berger.

I sindacati in un comunicato pubblicato nella serata di sabato hanno chiesto al presidente una consultazione cittadina nel più breve tempo possibile. 

"È così sicuro di sé il presidente Macron che non dovrebbe temere di ascoltare quello che vogliono i cittadini", ha commentato Philippe Martinez, il segretario generale della Cgt. 

Idea appoggiata dal leader della France insoumise Jean-Luc Mélenchon

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La lettera dei sindacati alla vigilia della mobilitazione**

Il presidente della Repubblica "dialoga con i francesi", l'interlocutore dei sindacati è il governo: con questa spiegazione tecnicamente ineccepibile, Emmanuel Macron ha rispedito al mittente - gli 8 sindacati che protestano contro la riforma delle pensioni - la richiesta di un incontro urgente con la massima autorità dello Stato. Nella lettera, i sindacati anticipavano la loro richiesta al presidente:  "ritirare" il progetto di riforma.

Nella lettera, di due pagine, il capo dello Stato - alla vigilia di una nuova mobilitazione generale ha definito "incontestabile" la sua diagnosi sul grave stato finanziario dei regimi pensionistici. Ricordando  che dopo la sua rielezione, poco meno di un anno fa, ha ricevuto i partner sociali per presentare loro "i principi" guida che erano stati "al centro" della sua campagna elettorale.

La forzatura democratica (a cui può ricorrere Parigi)

Al Senato l'esame della riforma è ripreso sabato mattina, e dovrebbe concludersi domenica.

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 Se anche la riforma dovesse essere votata al Senato, sembra difficile che il governo riesca a trovare una maggioranza alla Camera e per approvare il testo e potrebbe ricorrere ancora all'articolo 49, comma 3 (adozione senza voto) della Costituzione, che lo porrebbe in una situazione politica non semplice.

"L'uso del 49,3 per un disegno di legge che non è stato discusso sarebbe una forma inaccettabile e un blocco della  democrazia", ha commentato Laurent Berger già martedì.

L'utilizzo di quest'arma costituzionale potrebbe rilanciare la mobilitazione di piazza, e gli scioperi  in altri  settori chiave: raffinerie, energia, raccolta rifiuti, trasporto ferroviario e aereo. ( che hanno scioperato a singhiozzo anche oggi, comunque).

Immondizia, aerei e servizi a metà, ecco la Francia degli scioperi

Secondo il municipio di Parigi, nella capitale sabato a mezzogiorno, sesto giorno di sciopero dei netturbini, c'erano 4.400 tonnellate di rifiuti non raccolti (contro le 3.700 di giovedì). La mobilitazione dei controllori del traffico aereo ha causato ritardi dei voli sabato. A Lione hanno superato in media le due ore, secondo il sito specializzato FlightAware. Diverse dozzine di voli sono stati cancellati anche in diversi aeroporti francesi.

Secondo un sondaggio Elabe per BfmTv pubblicato sabato, il 63% dei francesi approva la mobilitazione contro la riforma, ma il 78% (+14 punti dal 3 marzo) pensa comunque che sarà votata e applicata.

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