Terremoto in Turchia e Siria, si attiva la macchina degli aiuti internazionali

Soccorsi nella cittadina di Besnaya, in Siria, dopo il terremoto
Soccorsi nella cittadina di Besnaya, in Siria, dopo il terremoto Diritti d'autore OMAR HAJ KADOUR/AFP
Di Andrea Barolini
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Dopo il terribile sisma che ha sconvolto la Turchia meridionale e la Siria settentrionale, numerose nazioni hanno promesso l'invio di aiuti umanitari

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Il dramma che ha colpito la Turchia e la Siria, con il potentissimo terremoto che ha sconvolto i due Paesi, provocando la morte di almeno 4.300 persone, ha generato un'ondata di solidarietà internazionale. Già nella giornata di lunedì, numerosi governi hanno annunciato l'invio di aiuti per sostenere le popolazioni coinvolte dalla catastrofe naturale. Rispondendo in questo senso agli appelli giunti dagli esecutivi di Ankara e Damasco.

L'Unione europea

Bruxelles ha attivato il proprio "meccanismo di protezione civile" per far fronte alla situazione, annunciando che squadre di soccorritori sono in partenza da Paesi Bassi, Romania, Bulgaria, Croazia, Francia, Grecia, Polonia e Repubblica Ceca, secondo quanto indicato dal commissario europeo per la Gestione delle crisi, Janez Lenarcic. Si tratta di personale specializzato nella ricerca e salvataggio in contesti urbani.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno annunciato aiuti, così come l'Italia, il cui ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato di aver "messo a disposizione personale della protezione civile". Allo stesso modo, la Spagna ha "immediatamente mobilitato uomini e droni". Mentre il responsabile della diplomazia della Polonia, Mariusz Kaminski ha promesso l'invio di 76 pompieri e otto cani da soccorso. 

La Cina, gli Stati Uniti e il Regno Unito

Il Regno Unito, attraverso le parole del premier Rishi Sunak, ha dichiarato di essere "pronto a garantire il proprio aiuto con tutti i mezzi possibili". 

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden si è detto "profondamente rattristato" per quanto accaduto e ha affermato di seguire da vicino la situazione, nonché di voler "fornire tutto l'aiuto necessario, quale che esso sia". Anche dalla Cina sono partite le prime squadre di soccorso: uomini e cani specializzati nella ricerca di sopravvissuti sotto le macerie.

L'Ucraina e la Russia

Nonostante il conflitto continui, anche l'Ucraina e la Russia hanno annunciato di voler prendere parte alla macchina dei soccorsi. Il capo di Stato di Kiev, Volodymyr Zelenzky, ha dichiarato su Twitter di essere "pronto a fornire l'aiuto necessario per superare le conseguenze della catastrofe". Il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba ha precisato che verranno inviati soccorritori specializzati. 

Il Cremlino, da parte sua, ha promesso aiuti sia alla Siria che alla Turchia. Il presidente Vladimir Putin ha parlato con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan e con il capo di Stato siriano Bashar al-Assad. Al contempo, il ministro della Difesa Sergei Shoigu ha proposto al ministro turco Hulusi Akar l'invio di materiale sanitario per assistenza alle vittime. 

India, Israele, Iran e Azerbaigian

Dall'India arriveranno squadre per la ricerca e il soccorso, nonché personale medico, secondo quanto annunciato dalle autorità. Il primo ministro Narendra Modi ha scritto su Twitter di essere pronto a garantire "tutto l'aiuto possibile" sia alla Turchia che alla Siria, al fine di sostenere le due nazioni. 

Allo stesso modo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato di aver ordinato "su richiesta del governo di Ankara, la preparazione di assistenza sanitaria e soccorsi". Aiuti sono stati promessi infine da Iran, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Algeria e Azerbaigian. 

Le Nazioni Unite

Filippo Grandi, Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha confermato che la sua agenzia è "pronta a fornire l'aiuto d'emergenza per i sopravvissuti, nella misura del possibile". Ciò anche sulla base delle previsioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, che ha affermato di attendersi un bilancio molto più grave, alla fine, rispetto a quello attuale in termini di morti e feriti. 

"Le nostre squadre - ha infine spiegato in un comunicato il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres - sono presenti sul posto per valutare le necessità e apportare assistenza. Il diplomatico portoghese ha rilanciato gli appelli giunti da Turchia e Siria affinché giungano aiuti dal mondo intero.

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