Tetto sul prezzo del gas: quale effetto sui consumatori?

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Di Ilaria Federico
Barili di gas fotografati in un'industria di gas il 13 ottobre 2022 a Obergailbach, nella Francia dell'est.
Barili di gas fotografati in un'industria di gas il 13 ottobre 2022 a Obergailbach, nella Francia dell'est.   -   Diritti d'autore  Jean-Francois Badias/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.

Il tetto sul prezzo del gas non sarebbe una misura adeguata per aiutare i consumatori a breve termine. È questa la reazione del presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli e di Furio Truzzi, direttore di Assoutenti, ai quali abbiamo chiesto di commentare l'accordo sul prezzo del gas preso il 19 dicembre dall'Unione europea.

Il price cap è un provvedimento complicato dalle clausole di salvaguardia che devono concretizzarsi affinché sia attivato. Si tratta di una misura che scatterà soltanto quando i prezzi del gas supereranno i 180 euro/megawattora per tre giorni consecutivi di contrattazione al Ttf di Amsterdam, il mercato di riferimento per l'Europa. Al tempo stesso, dovrà essere presente una differenza superiore ai 35 euro/megawattora tra il costo al Ttf, - il Title Transfer Facility, l'indice di borsa del gas naturale nel mercato dei Paesi Bassi -, e quello del gas naturale liquefatto sul mercato globale.

"Una soluzione insufficiente"

“Il tetto non è altro che una misura palliativa, ma non risolutiva”, spiega Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, al quale abbiamo chiesto quale potrebbe essere l’impatto del price cap sui consumatori. Secondo il presidente dell’organismo che conduce studi dei mercati e interpretazioni delle dinamiche dei settori energetici, la famiglia media italiana non constaterà modifiche significative sulle bollette, né una diminuzione dei prezzi degli articoli al dettaglio. “L’aspetto sul quale il Parlamento europeo dovrebbe davvero lavorare è uno sforzo per diminuire la domanda del gas ed aumentare l’offerta delle energie a disposizione”.

Il Professor Tabarelli crede nella necessità di un mix energetico, in Italia e in Europa. “Il Parlamento europeo dovrebbe allentare le misure climatiche che ostracizzano le importazioni e lo sviluppo di energia nucleare e del carbone. Sviluppare e privilegiare le energie rinnovabili è importante, ma adesso dobbiamo concentrarci su un’altra emergenza”.

Adesso l'emergenza non è il clima, ma l'energia.
Davide Tabarelli
Presidente di Nomisma Energia

Il benchmark di riferimento europeo per il prezzo del gas segna questa mattina 108,5 euro per megawattora. La quotazione è quindi in ribasso. Il price cap sembrerebbe mostrare i primi effetti positivi. Ma secondo Davide Tabarellli, sono altri i fattori che contribuiscono al calo dei prezzi: le temperature climatiche in rialzo negli ultimi giorni e un utilizzo minore da parte dei cittadini europei dei sistemi di riscaldamento e del gas in generale.

L’impatto del tetto sui fornitori potrebbe, tuttavia, innescare degli squilibri sul mercato, “perchè avere un tetto vuol dire imporre una tariffa”, continua Tabarelli. “Ma accetteranno la Norvegia, l’Algeria, il Qatar...Paesi ai quali ci rivolgiamo per compensare il gas che non compriamo più dalla Russia, di rispettare tariffe fisse che non fanno parte dei contratti commerciali che abbiamo stipulato?”

Serve l'intervento dello Stato
Furio Truzzi
Presidente di Assoutenti

Anche secondo il presidente dell'associazione per i consumatori Assoutenti, Furio Truzzi, "Difficilmente si presenterà la congiuntura giusta per l'applicazione delle numerose clausole previste dal tetto tariffario". Truzzi sostiene che, anche se attivato, il price cap non provocherebbe differenze importanti sulle bollette, "perché il 70% del gas importato dall'Italia è negoziato al di fuori del Ttf".

Molti consumatori sono disperati
Furio Truzzi
Presidente di Assoutenti

"Essere europeisti male non fa, ma in questo momento preferirei un approccio più patriottico in materia energetica". Attualmente, Assoutenti riceve un picco di segnalazioni, circa 3.000 al giorno, su problemi legati a contratti del gas modificati senza il consenso degli utenti. Numerosi consumatori che dovrebbero aver accesso all'energia anche se non in grado di pagarla, le categorie protette dalla Sanità pubblica come coloro che hanno bisogno di un respiratore, hanno subito dei tagli improvvisi.

"Lo Stato dovrebbe trovare delle soluzioni per rendere gli italiani autoproduttori della propria energia", continua il presidente di Assoutenti. "E si dovrebbero concordare con gli enti bancari dei tassi fissi sull'energia su lunga durata", per pagare ogni anno la stessa cifra, senza essere vittime degli sbalzi del mercato. A causa di questa situazione svantaggiosa per i consumatori, Assoutenti ha richiesto un incontro urgente con l'Antitrust e Arera (l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente).