I diritti delle opere d'arte dei Musei Vaticani: truffa o equivoco?

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Di Redazione italiana Euronews
Visita alla Cappella Sistina.
Visita alla Cappella Sistina.   -   Diritti d'autore  Pier Paolo Cito/AP

La vicenda che vi raccontiamo ruota attorno ai Musei Vaticani e alle 70.000 opere d'arte di inestimabile valore che vi sono custodite.

L'inchiesta del sito americano "Daily Wire" racconta addirittura di un presunto furto high-tech delle opere d'arte da parte di una casa editrice specializzata, solitamente giudicata seria, Scripta Maneant, con sede a Bologna, che avrebbe millantato la titolarità delle licenze sulle opere degli stessi Musei Vaticani.
Ad insospettirsi, è stata un'avvocatessa di New York, Sarah Rose Speno, che per un proprio interesse artistico e per conto di un cliente  - dopo aver visto un catalogo di una mostra vaticana "immersiva" di Boston - ha contattato la casa editrice Scripta Maneant, chiedendo la certificazione dei loro diritti sulle opere vaticane, ottenendo però il rifiuto di produrre qualsivoglia prova.
Secondo l'avvocatessa, la casa editrice le avrebbe chiesto 550.000 dollari per i diritti, sostenendo che una parte sarebbe stata poi versata al Vaticano, tramite monsignor Paolo Nicolini, Vicedirettore dei Musei Vaticani.

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Truffa al Vaticano???Grafica Euronews

Informato dei fatti già a novembre, attraverso un incontro con un alto dirigente dei Musei Vaticani (pare proprio il Vicedirettore Nicolini), Papa Francesco aspetta novità.

Nel botta e risposta tra Musei Vaticani e Scripta Maneant, il Vicedirettore dei Musei, lo stesso monsignor Paolo Nicolini, ha dichiarato che il contratto con la società - che quindi esiste - firmato nel 2015, valeva contrattualmente per un solo progetto (sulla Cappella Sistina), ormai concluso, mentre Giorgio Armaroli, Amministratore Delegato di Scripta Maneant, minacce querele e spiega che si tratta di un equivoco, di un malinteso, e che non ha mai dichiarato di poter cedere alcuna immagine e alcuna licenza di immagine delle opere d'arte del Vaticano, "nè per questo tipo di attività nè per attività di carattere più squisitamente editoriale. Nella fattispecie, noi avremmo dovuto produrre una serie di video destinati a dare vita ad una virtual exhibition. Tali video vengono poi da noi commercializzati attraverso una licenza d'uso che prevede che l'utilizzo venga fatto secondo dettagliatissimi accordi: luoghi, città, musei, ecc., o meglio, ovunque il nome nostro e dei Musei, non solo dei MV quindi, e delle opere d'arte conservate presso questi musei, citati e rappresentati in queste mostre, possano essere in alcun modo lesi o sminuiti". 

Anni fa, nel 2015, la casa editrice Scripta Maneant aveva ottenuto l'accesso esclusivo alla Cappella Sistina con il permesso per fotografarla da vicino, a distanza ravvicinatissima, per una pubblicazione numerata e unica al mondo. 

I documenti esaminati, tuttavia, citano soltanto l'autorizzazione a scattare immagini ad alta risoluzione delle opere d'arte del Vaticano, ma non la cessione a terzi. 

In attesa di una eventuale querelle legale o di una semplice pacca sulla spalla per risolvere la disputa, un consiglio a tutti: lasciate perdere le immagini high-tech e le virtual exhibitions e andate di persona a vedere i Musei Vaticani, che è meglio!

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Nel 2015, un gruppo di senzatetto venne ospitato in Vaticano, con una visita alla Cappella Sistina. (26.3.2016)AP/AP