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Francesco in Kazakistan per fermare le guerre

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Di Alberto De Filippis
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Image   -   Diritti d'autore  FILIPPO MONTEFORTE/AFP

Nel primo giorno del suo viaggio apostolico in Kazakistan, Papa Francesco ha implorato di fermare la guerra in Ucraina. Ha incontrato il presidente del Paese, Kasim Jomart Tokayev e si è rivolto al corpo diplomatico e ai rappresentanti della società civile, dicendo di essere venuto come “un pellegrino di pace, alla ricerca del dialogo e dell'unità”. Papa Francesco parteciperà anche al 7° Congresso delle religioni mondiali e tradizionali con ospiti provenienti da oltre 50 paesi.

Così il viceministro degli esteri del Kazakistan, Roman Vasilenko: "È solo la seconda visita del pontefice in Kazakistan dopo la visita di Papa Giovanni Paolo Secondo nel 2001. E, naturalmente, sarebbe comunque stata una visita molto importante. Ma ora si trova sullo sfondo di turbolenze geopolitiche molto complesse nel mondo, e i conflitti nella nostra parte del mondo, speriamo che questa visita rafforzi il messaggio di pace che inviamo dal Kazakistan, insieme al Papa e ad altri leader religiosi".

Papa Francesco dovrebbe parlare in privato con altri leader religiosi giunti nella capitale del Kazakistan per partecipare al Congresso.

Dice Mons. Jose Luis Mumbella Sierra, Presidente della Conferenza episcopale cattolica dell'Asia centrale, e Ordinario della diocesi della Santissima Trinità ad Almaty: “E' venuto per parlare di pace, di unità, di dialogo, nell'ambito di un incontro, dove i principali leader delle religioni si riuniscono proprio per questo. Questo non è solo un messaggio per i leader religiosi, ma un messaggio per il mondo intero che tutti noi, in particolare i leader religiosi di fedi diverse, vogliamo dare a questo mondo la possibilità di diventare migliore e fare in modo che tutti possiamo vivere in pace e armonia”.

Alla messa del Papa a Nur-sultan sono attese anche diverse migliaia di persone, tra cui pellegrini giunti dall'estero.

Così la nostra corrispondente: "In vista di questo viaggio papa Francesco ha detto che questa sarebbe stata un'opportunità per quello che ha definito "il dialogo animato dal reciproco desiderio di pace, pace di cui il mondo intero ha sete".