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Il Cile boccia la riforma che non piaceva a nessuno

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Di Alberto De Filippis
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Con il 62% di contrari e un'alta affluenza, il Cile respinge il referendum costituzionale. Dopo una campagna elettorale brutta e cattiva una carta magna considerata troppo di sinistra ha spaventato non solo la destra, ma anche i moderati nel paese. Tanti vogliono lasciarsi dietro gli anni bui della dittatura militare, ma non sono d'accordo con il buttare via il bambino con l'acqua sporca.

"Siamo tutti d'accordo che il Cile ha bisogno di una nuova costituzione, ma non così com'è stato fatto, non con questo disordine come è stato fatto".

La bocciatura costringe a un grosso rimpasto nell'esecutivo e persino il giovane presidente Gabriel Boric, che si era mostrato sicuro del successo del referendum, si è mostrato molto più dialogante con l'opposizione: "M'impegno a costruire assieme al congresso dei deuptati e alla società civile un nuovo itinerario costituente che ci consegn un testpo che, raccogliendo queanto abbiamo imparato sappia rappresentare un'ampia maggioranza ci cittadini.

Tutto da rifare dunque per quella che resta una delle economie più forti dell'intera America latina.