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Prezzi del gas alle stelle, chiude la prima fabbrica lituana

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Di Eloisa Covelli
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Foto d'archivio
Foto d'archivio   -   Diritti d'autore  Steven Senne/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Il gas costa troppo, non vale la pena produrre. Con queste parole il Ceo di Achema ferma da settembre la piùgrossa fabbrica di fertilizzanti dei Baltici. Secondo la Confindustria del Paese è solo la prima di una lunga serie. Per il momento non è un addio: verranno tagliati il 5 percento dei posti, molti operai saranno messi in cassa integrazione, altri faranno lavori di manutenzione. Ma se i prezzi resteranno a questi livelli la fabbrica chiuderà i battenti per sempre.

"L'anno scorso abbiamo pagato circa 60 euro per megawattora, che è all'epoca era un record - dice il Ceo, Ramunas Miliauskas - Adesso il prezzo è arrivato a 280 euro. È quadruplicato, mentre il prezzo dei fertilizzanti è solo raddoppiato perché arriva da paesi terzi".

A farla da padrone su questo mercato sono Stati Uniti, Egitto, Russia e Turchia. La fabbrica lituana, che dà lavoro a oltre 1200 persone, nell'ultimo anno ha già ridotto la produzione di due terzi. E ora è costretta a fermarsi per non avere perdite milionarie.

"La chiusura di altre aziende lituane a causa dell'insostenibile caro energia è altamente probabile" dice il vice presidente della Confederazione lituana degli industriali. L'approvvigionamento energetico del paese è - secondo Laurinaitis - caratterizzato da grosse difficoltà. Laurinaitis ha lamentato la mancanza di una sufficiente produzione di energia elettrica interna e un lento sviluppo delle fonti di energia rinnovabile.