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Kiev: i 31 anni dell'indipendenza. Nuovi aiuti militari da Johnson e Biden

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Di Euronews
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Boris Johnson e Volodymyr Zelenksy a Kiev, nel Giorno dell'Indipendenza
Boris Johnson e Volodymyr Zelenksy a Kiev, nel Giorno dell'Indipendenza   -   Diritti d'autore  Andrew Kravchenko/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Kiev festeggia - per quanto possa farlo un Paese in guerra - il 31esimo anniversario della sua indipendenza dall'Unione Sovietica, che quest'anno coincide anche con il sesto mese dall'invasione russa.

Coprifuoco e avvertimenti - la capitale è in stato d'allerta, e i raduni pubblici sono stati vietati per motivi di sicurezza - non hanno impedito al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di lanciare un forte messaggio alla nazione. "Stiamo resistendo da sei mesi. È difficile per noi, ma abbiamo stretto i pugni e lottato per il nostro destino", dichiarato il Capo di Stato. "Ogni nuovo giorno è una nuova ragione per non arrendersi. Perché, dopo averne passate tante, dobbiamo per forza arrivare alla fine. Qual è la fine della guerra per noi? Prima dicevamo: la pace. Ora diciamo: la vittoria. Non cercheremo un'intesa con i terroristi".

Gli amici di Kiev: Johnson vola in Ucraina

Messaggi di solidarietà e appoggio sono arrivati questo mercoledì dagli alleati occidentali, in occasione del 31esimo anniversario dell'indipendenza Ucraina dall'Unione Sovietica. 

Molti leader hanno sottolineato l'unità dell'Occidente di fronte alla guerra, come il cancelliere tedesco Olaf Scholz: "L'Europa unita nella libertà e nella democrazia è molto più forte dell'imperialismo arretrato della Russia", dice il capo dell'esecutivo tedesco. "Cari ucraini, il vostro Paese allontanerà l'ombra oscura della guerra perché è forte e coraggioso, perché ha amici in Europa e in tutto il mondo. Siamo orgogliosi di essere vostri amici oggi e nel nostro futuro comune, Slava Ukraini".

"Non tutti i Paesi sono così fortunati ad avere un amico del genere". Queste le dichiarazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelenksy sulla visita a sorpresa a Kiev, la terza dall'inizio del conflitto, del premier britannico Boris Johnson. Il Primo Ministro ha annunciato personalmente al presidente ucraino, Volodymyr Zelenksy, ulteriori 66 milioni di euro in aiuti militari, sotto forma di munizioni intelligenti e droni di ultima generazione. 

Su Twitter ha lanciato un messaggio: l'Ucraina può e vincerà la guerra. Gli esperti non lo escludono: "La Russia ha esteso la sua presa su alcune zone dell'Ucraina. All'inizio della guerra occupava circa l'8% del Paese, oggi la cifra si aggira intorno al 20%", dichiara Peter Dickinson, caporedattore all'Atlantic Council. "Ha quindi esteso la sua presa a est e ha conquistato territori molto importanti anche a sud. Tuttavia, l'Ucraina resiste, si è dimostrata molto resistente, è riuscita a consolidare il sostegno internazionale e al momento, almeno tra gli ucraini, c'è ancora la forte sensazione che alla fine vincerà. Si sta davvero trasformando in una prova di forza e resilienza, per vedere chi sarà in grado di resistere più a lungo".

Ma se la bandiera ucraina sventola orgogliosa sul monumento della madrepatria a Kiev è soprattutto grazie agli aiuti economici e militari dell'Occidente. Il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha annunciato un nuovo pacchetto di quasi 3 miliardi di dollari, portando a oltre 13,5 miliardi di dollari la somma donata all'Ucraina dall'inizio del conflitto.