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Sudan: 8 morti nella repressione delle manifestazioni contro i militari

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Di euronews
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Un momento delle manifestazioni
Un momento delle manifestazioni   -   Diritti d'autore  Marwan Ali/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Sei persone sono state uccise nella repressione dei moti contro il colpo di stato militare in Sudan, a Omdurman; 2, tra cui un bambino colpito da un colpo d'arma da fuoco al petto, sono invece le vittime nella città di Karthoum. 

I manifestanti, ieri hanno celebrato il terzo anniversario del rovesciamento dell'ex presidente Omar di Al Bashir con partecipati cortei; dall'altra parte della barricata le forze di polizia che hanno usato armi da fuoco e lacrimogeni per disperdere la folla.

A comunicare il numero delle vittime il Comitato dei dottori che ha raccontato di come le forze dell'ordine, a Kahartoum, abbiano usato lacrimogeni per evitare che la folla arrivasse al palazzo presidenziale. I manifestanti brandivano cartelli con scritto "No negotiations, no partenership!" Per dire che non sono favorevoli a una coesistenza al potere di militari e civili: i militari devono lasciare. 

Allarme Onu per l'uso delle violenza contro i manifestanti

"Siamo molto, molto seriamente preoccupati per il continuo uso eccessivo della forza da parte delle forze di governative in Sudan e soprattutto per ciò che abbiamo visto oggi", ha detto a New York il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric. “È imperativo che le persone possano esprimersi liberamente e pacificamente e le forze di sicurezza in qualsiasi Paese dovrebbero essere presenti per proteggere il diritto delle persone a farlo, non per ostacolarlo”.

Nel frattempo, il gruppo di difesa di Internet con sede a Londra, NetBlocks, ha affermato che l'accesso a internet è stato interrotto giovedì da molti provider mobili e fissi, incluso l'operatore statale Sudantel, lasciando la connettività nazionale solo al 17% del suo livello normale. Tagli ai servizi Internet sono stati regolarmente registrati prima della maggior parte delle proteste contro il colpo di Stato.

Da ottobre proteste settimanali contro i golpisti

Il colpo di Stato di ottobre ha innescato manifestazioni di piazza quasi settimanali, che le autorità hanno affrontato con una dura repressione uccidendo 111 persone, comprese le vittime di ieri. Tra i morti, secondo il comitato dei dottori, almeno 18 bambini.

Centinaia di persone, tra cui eminenti politici e attivisti, sono state arrestate, molti rilasciati di recente.

Dopo il colpo di Stato, la missione politica delle Nazioni Unite in Sudan, l'Unione africana e il gruppo dell'Autorità intergovernativa regionale per lo sviluppo dell'Africa orientale di otto nazioni, hanno cercato di trovare una via d'uscita dall'impasse politica. All'inizio di questo mese, il principale gruppo pro-democrazia ha accettato di sedere con i generali in una riunione mediata da Stati Uniti e Arabia Saudita ma finora nessuna svolta.