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Putin: "Sanzioni, da problema a risorsa"

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Di euronews
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Per l'Occidente dovrebbero piegare la Russia soffocandone l'economia, per il Cremlino invece possono essere l'occasione di una ripartenza. Le sanzioni occidentali scattate dopo l'invasione dell'Ucraina da parte dell'esercito di Mosca secondo Putin diventerebbero fonte di nuove opportunità.

Vladimir Putin, presidente russo: "Le restrizioni contro la Russia creano naturalmente molti problemi, tuttavia aprono anche nuove opportunità per noi. Ora ci sono tutte le condizioni per la ripartenza delle grandi strutture commerciali russe, che, francamente, avendo paura di subire sanzioni, ora non hanno nulla da temere. Tutte, banche comprese, possono operare facilmente e lavorare attivamente"

Se il discorso politico permette il rilancio, l'analisi economica suggerisce altri scenari. Secondo uno studio della Banca centrale russa le sanzioni causeranno alla Russia una recessione pari a un -8 per cento del PIL, e una inflazione del 20 per cento. Per gli esperti la crisi russa potrebbe durare minimo tre anni, ma ci sono anche previsioni ancora più fosche: se si osservano insieme gli indicatori legati al rischio default e lo stop alla crescita, è come se la Russia tornasse indietro fino alla crisi del 1998.

Inoltre, gli analisti finanziari occidentali non escludono il pericolo di un vero e proprio default del sistema-paese, che tuttavia per ora è stato evitato, pagando in questi giorni una rata da 117 milioni di dollari per il rimborso del debito pubblico. Un pagamento reso complicato proprio dalle sanzioni, ma che alla fine sarebbe stato portato a termine con un trasferimento di fondi attraverso la filiale britannica di Citybank.